Picchiava la moglie: “E’ scema, l’ho fatto per il suo bene!”

Un inferno durato sei anni. Più volte finita in ospedale, nessuno si è accorto di nulla. L’orco, ricusato persino dal suo avvocato, è ora agli arresti domiciliari in centro città

 

La Civetta di Minerva, 16 giugno 2016

I due timpani perforati a seguito dei pugni ricevuti, frattura della rotula del ginocchio destro, del polso sinistro, dell’ulna e del malleolo sinistro, capelli spezzati, unghie tumefatte ed ecchimosi sparse.

Una donna di 49 anni, siracusana, separata. Una bella mente, colta ed elegante. Purtroppo una scelta sbagliata la conduce come agnello sacrificale tra le fauci del lupo cattivo. L’uomo violento, oggi agli arresti domiciliari, non è riuscito ad accettare la sua carcerazione. Nella sua logica nessuno può e deve sindacare sui criteri educativi usati verso la sua donna. Ha dichiarato al suo avvocato che “siccome è scema e certe cose non le capisce, sono costretto a picchiarla. E allora? Cosa c’è di male? E’ per il suo bene!”

L’avvocato, per un certo tempo scusando anch’egli i metodi violenti dell’uomo, ha preferito ricusarlo, lasciandolo al suo destino.

La violenza fisica è ben poca cosa rispetto alla devastazione psicologica subita dalla vittima. La donna dopo ogni trauma veniva accompagnata dal suo stesso carnefice in ospedale. Mai un medico che avesse il minimo dubbio sull’origine di quelle lesioni. Mai il suo medico di famiglia denunciò le violenze subite da questa donna. Dunque alla violenza fisica subita, si aggiunge l’indifferenza di operatori sanitari che dinanzi all’evidenza preferiscono fingere di credere alle frottole dell’orco e della sua vittima.

Sei anni di inferno, di vita soggiogata, di totale dipendenza psicologica. Segregata in casa e costantemente sotto la minaccia di armi. In tutto questo la falsa rispettabilità del vicinato si è ben tutelata nel peggiore dei silenzi. Più volte la madre della vittima ha chiesto l’intervento della Polizia. Durante i controlli effettuati, sempre in presenza della donna, la quale negava di aver subito violenza, l’uomo negava di averla inferta: una volta era caduta dalle scale, un’altra era scivolata, un’altra ancora aveva bevuto e si era ubriacata…

Tutto questo è avvenuto in pieno centro cittadino. Siracusa in questo non ha nulla da invidiare ai tantissimi luoghi di degrado urbano. Pochi e distratti gli assistenti sociali, frettolosi i medici, insufficienti gli uomini delle forze dell’ordine, e sempre più sole le donne sole.

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