La celiachia e la moltiplicazione dei gonzi

Le tutele acquisite dai pazienti rischiano di saltare a causa di chi fa diete senza glutine solo per moda. Da Victoria Beckam a Lady Gaga, sono tante le star accomunate dal pallino del “gluten free”

 

La Civetta di Minerva, 2 giugno 2017

Fra le stupide mode di un’epoca incomprensibile in cui si sceglie d’essere ammalati per distinguersi, un posto d’onore spetta alla celiachia. Sono sei milioni gli italiani che si considerano affetti da tale patologia seguendo, in realtà, dei falsi miti e sprecando ogni anno 105 milioni di euro per l’acquisto di cibi senza glutine a loro non necessari. L’allerta arriva dagli esperti, a pochi giorni dalla terza edizione della Settimana nazionale della celiachia che si è svolta dal 13 al 21 maggio, proprio per sensibilizzare e far conoscere i veri rischi di questa malattia.

Il mercato del “no-glutine” è in ascesa, con una crescita di fatturato e proseliti spinti anche dalle celebrità del mondo dello spettacolo. Da Gwyneth Paltrow a Victoria Beckham e Lady Gaga, con milioni di seguaci sui “social”, sono, infatti, tante le star accomunate dal pallino del “gluten-free”. Non sono celiache ma non portano in tavola nulla che contenga glutine, convinte di guadagnare così in salute e restare in forma.

Mentre la dieta per i veri celiaci non è una scelta alimentare, ma l’unica terapia possibile, per l’esercito degli stupidi che si curano secondo le suggestioni e le mode, una dieta senza il glutine non porta alcun beneficio. Il glutine in sé è un nutriente prezioso per chi non è ammalato. Il Servizio Sanitario Nazionale eroga ai pazienti celiaci i prodotti dietetici senza glutine fino a un tetto massimo di 90 euro/mese per paziente. I celiaci hanno faticosamente conquistato diritti e tutele che, però, rischiano di essere messi in discussione dal diffondersi della moda del senza glutine tra i non celiaci, che banalizza la malattia. I veri celiaci, invece, hanno spesso difficoltà anche nel mangiare fuori di casa. Ben vengano i ristoranti e le pizzerie attrezzati professionalmente per i veri ammalati (circa 200.000 in Italia a fronte dei sei milioni che scimmiottano sul glutine).

Quando qualche guru improvvisato suggerirà una dieta senza glutine allo sprovveduto di turno, addirittura inviandolo al medico con la richiesta pressante di farsi richiedere le analisi per svelare la celiachia, pensate sempre: che mestiere fa? che cosa cerca di vendervi? La chiave sta sempre lì. Cercare di spillare denaro per comprare a caro prezzo qualcosa d’indispensabile come il cibo, infilandoci suggestioni di nobiltà, quasi che essere celiaci voglia dire distinguersi dal volgo, essere brutte e “scofanate” e trasformarsi in principessa sottile e leggera.

E spesso l’inganno funziona, visto che il cibo per celiaci è poco appetibile, i prodotti molto cari, la possibilità di variare molto ridotta. Insomma, c’è poco da scegliere e non è possibile concedersi tutte le porcherie che ingurgitiamo per premiarci! Accade così che, mangiando molto meno inevitabilmente si dimagrisca, con immensa soddisfazione di tutti, alla faccia di chi, come i medici, dice che non siete ammalati. E i gonzi si moltiplicano, nutriti dalle suggestioni perverse imperanti sulla rete, spinte dalle lobby criminali della truffa intellettuale con sviluppi commerciali.

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