I due comici siciliani, nelle vesti di attori, saranno Xantia e Dioniso alla “maniera di Ficarra e Picone”. Omaggio al poeta Ezra Pound, marionette giganti, primi piani in diretta del pubblico su maxischermo sono alcuni elementi di “Rane” di Aristofane che sarà messa in scena dal 29 giugno al teatro greco di Siracusa. Il commissario Pinelli: “I numeri del bilancio dell’INDA sono positivi: una grande stagione con artisti importanti”.
[Salvo La Delfa] “Giorgio, il regista, parla di divertimento, Pucci Piccione, “futuro sindaco”, dice che lo facciamo per amore, ma non vorrei che non ci pagassero, vorrei rassicurare la compagnia, tutti, che ci divertiamo, però moderatamente, comunque lavoriamo, anzi è molto faticoso, faticosissimo. Il bilancio è sano perché non pagate, se avete meno ricavi e date più soldi a noi è meglio, secondo me. Per quanti verranno a vederci vedranno un paio di passaggi in cui Picone recita: però dovete stare attenti, se vi distraete magari non li beccate”.
Quella andata in scena ieri all’ex aula bunker di via Elorina, adesso di proprietà dell’INDA, non è stata solo una conferenza stampa di presentazione della terza rappresentazione classica del cinquantatreesimo ciclo del teatro greco di Siracusa ma una vera e propria performance che ha visto i comici Salvo Ficarra e Valentino Picone, il regista Giorgio Barberio Corsetti e tutti gli altri attori della commedia “Rane”, protagonisti di battute improvvisate che hanno evidenziato il clima divertente e di affiatamento con cui la rappresentazione di Aristofane si sta preparando.
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Il commissario straordinario della fondazione INDA, Pierfrancesco Pinelli ha evidenziato come la scelta di Ficarra e Picone sia stata un gesto di amore nei confronti della Sicilia ma, soprattutto, di Siracusa. Ha comunicato che i numeri del bilancio dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico sono positivi “avendosi avuti più utili e meno costi, quindi meno debiti e più ricavi, tutto ciò senza sacrificare la qualità che è stata salvaguardata con artisti importanti e con una tournée che vedrà impegnata l’intera struttura”. Un accenno è stato fatto da Pinelli anche sul percorso dello statuto che ha visto il completamento dell’Istruttoria da parte del MIBACT, il ministero dei beni culturali, e si prevede che presto vada a compimento.
Giorgio Barberio Corsetti, il regista di “Rane”, ha evidenziato che Aristofane utilizza meccanismi comici antichi e gli attori della compagnia hanno accolto questa comicità primaria che non risparmia niente e nessuno. Nelle “Rane” ci sono attacchi violentissimi nei confronti di personaggi rei di aver ridotto Atene disperata e violenta, con nomi e cognomi dei responsabili che potevano essere anche tra il pubblico. Il corifeo, durante la rappresentazione lancia “pugnalate”, bordate, contro alcuni personaggi. “Una roba molto forte di fronte a trenta/quaranta mila spettatori”. Nelle “Rane” si riconoscono alcuni elementi che sono presenti anche nella nostra società ed un invito ad una reazione per iniziare a pensare con le nostre teste. Continua Corsetti: “Ho avuto sorprese straordinarie mettendo insieme artisti fantastici, sto vivendo un bel momento di creazione, ho scoperto una città splendida, una serie di energie che si condensano e si focalizzano sul fatto che nel teatro greco, con la rappresentazione di “Rane”, deve accadere qualcosa di bello e che tutto vada bene”.
Ficarra e Picone, per il regista Giorgio Barberio Corsetti, sono grandi attori comici, oltre ad essere dei comici. “L’attore comico dentro Aristofane è un’altra cosa, egli ha un senso del comico un orecchio sulla dinamica della scena. Ficarra e Picone hanno una percezione quasi matematica della comicità. In Aristofane ci sono delle trappole, dei meccanismi che inducono alla risata”. I due attori rispetteranno il teatro di Aristofane. Saranno Xantia e Dioniso con il linguaggio di Aristofane ma un poco alla maniera di “Ficarra e Picone”. Con il loro ritmo, suono, timbro, colore, stile personale interpretano la materia e l’oggetto di Aristofane, utilizzando il loro modo caratteristico di entrare in quella materia e in quell’oggetto.
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Il coro è molto presente e mette alla prova gli allievi perché il gruppo dei “sei ottavi” hanno costruito dei cori difficili. Una parte degli allievi muovono delle marionette/maschere che assomigliano alle pietre del teatro. Sarà uno spettacolo molto ricco, pieno di immagini, musica, video, il corpo, le marionette, il teatro di figure, elementi che danno ricchezza e complessità a tutta la rappresentazione e possono aiutare a far risuonare una materia che è antica ma che deve risuonare oggi, adesso. Questo è uno degli obiettivi che tutta la troupe si è posta.
Nella rappresentazione “Rane”, si possono individuare due parti: una prima parte in cui si osserva il viaggio di Dioniso e Xantia negli inferi con una serie di incontri esilaranti. Una seconda parte che è molto più ardua e difficile perché si confrontano due poetiche, si confrontano due mondi diversi ed Aristofane in questa seconda parte cita tragedie (alcune delle quali non sono nemmeno arrivate a noi) che il pubblico conosceva bene, a memoria e capiva di cosa si stava parlando. Un mondo era quello di Eschilo, dell’eroismo, dei semidei, in cui in scena non c’erano dei personaggi umani ma c’erano queste figure gigantesche e da un’altra parte c’era il mondo di un Euripide, che parlava di passioni, di turbamento, di amori. Per riportare in vita il mondo di Eschilo sono state costruite delle marionette, facendo riferimento al lavoro del famoso scultore italiano Gianni Dessi, che saranno “manovrate” da parte degli allievi dell’INDA. Per il mondo di Euripide si farà riferimento a delle immagini riprese in diretta che passeranno su uno schermo. Si vedranno primi piani del pubblico illuminati da una luce a led, e in questo modo si farà riferimento alla realtà delle cose, del corpo caratteristica del teatro di Euripide.
Le Rane sono un coro gracidante che se la prende con Dioniso contro le quale Dioniso risponde a tono e li fa tacere. Probabilmente si trattava di un rumore causato da una macchina che aveva il riferimento al peto. Dice Corsetti: “C’è un movimento poetico delle rane che dicono cose ridicole ma che vengono ulteriormente ridicolizzati da Dioniso che li sminuisce ancora di più. Dioniso è il dio a cui loro fanno riferimento ma che non riconoscono perché è travestito da Eracle, da donna. Eracle e Xantia vanno insieme negli inferi, pavidi, tremebondi, dando origine a situazioni divertenti.
Alla fine dello spettacolo si omaggia un poeta. “La marionetta raffigurante Plutone è il volto del poeta fascista Ezra Pound. E’ una figura dello scultore Gianni Dessi che è stata copiata e che è l’immagine del manifesto e che mi è sembrata adatta per Plutone. Ho avuto modo di lavorare con il teatro delle marionette ed ho trovato affinità delle marionette con il teatro greco”. Oltre alla marionetta raffigurante Plutone ci saranno altre due marionette, sempre ispirate a Dessi. In questo caso sono però vive, sono due attori, fanno parte del mondo di Eschilo come lo vede Aristofane, con tono beffardo lo prende in giro.
Allora attendiamo con impazienza la prima di “Rane” al teatro greco che sarà il 29 giugno. Visto le premesse si preannuncia davvero interessante.
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