“I Melillesi sanno chi ha provocato lo scempio ambientale”

Il candidato Giuseppe Carta: “Sono l’unico aspirante sindaco che ha già nominato un assessore per Città Giardino e uno per Villasmundo”, “Io sono un’ape operaia, ho trascurato la mia famiglia per essere al fianco di chi mi ha chiesto aiuto”

 

La Civetta di Minerva, 2 giugno 2017

Eredità pesantissima quella che Pippo Cannata, sindaco uscente, le affida. Intrighi, alleanze e tradimenti. Vecchi metodi politici hanno visto convivere gli aspetti deleteri della politica locale. In questo Sorbello e Cannata hanno condiviso la responsabilità politica Nell’immaginario dei cittadini, i politici sono tutti uguali . Perché i melillesi, assieme ai cittadini di Villasmundo e Città Giardino, dovrebbero fidarsi dei volti nuovi, che nuovi non sono affatto?

In politica non vengono lasciate eredità ma responsabilità nei confronti dei cittadini, di quegli stessi cittadini che negli anni trascorsi come consigliere comunale ho imparato a conoscere da vicino uno per uno, con le loro storie, i disagi, la loro disperazione. La sua affermazione circa “i vecchi metodi politici” mi fa sorridere. Ho avuto la possibilità di osservare i diversi modi di fare politica anche dei miei attuali avversari, cogliendone per ciascuno pregi e limiti. Però le confido di aver praticato fino ad oggi un solo metodo, che è quello impartitomi da mio padre che politico non era, ovvero stare in mezzo alla gente, confrontandomi con essa alla pari, tutti i giorni. Io mi sento un uomo del popolo, la gente è stanca di una politica lontana dai problemi quotidiani, il cittadino deve poter partecipare alle scelte che lo riguardano, deve comprendere i meccanismi che governano la macchina amministrativa. Riuscire in questo significa però scendere dal piedistallo, abbandonare l’idea del politico saccente, dell’incantatore, idea che porta ad equiparare tutti i politici nell’immaginario collettivo.

Lei mi parla di volti nuovi che nuovi non sono affatto e del perché i cittadini dovrebbero fidarsi. Le rispondo che i “volti” di queste amministrative vanno interpretati in funzione degli interessi e delle necessità dei diversi elettori. Grazie al lavoro della mia coalizione a composizione fortemente eterogenea – Uniti per Cambiare abbraccia dall’operaio alla casalinga, al professionista, allo studente – posso affermare con   certezza di rappresentare tutte le fasce della popolazione ed i rispettivi interessi.

Il nostro programma risponde alle esigenze di tutti gli elettori e questa è una nostra esclusiva caratteristica, al di là di quello che si affaticano a far credere le altre coalizioni. Mi spiego meglio, mi è stato detto molti mesi fa che la mia estrazione sociale avrebbe rappresentato un limite perché il mio “volto” è rappresentativo del popolo! Alcune coalizioni che annoverano figli d’arte della politica melillese sono orientate verso il conseguimento di propositi di categoria e non di collettività e cercano di nascondere le loro reali intenzioni ai loro stessi sostenitori, ignari di essere strumentalizzati.

I melillesi devono comprendere questo, devono comprendere cosa si nasconde dietro ogni singolo “volto” dei candidati: quali propositi, quali obiettivi? E, per fare questo, devono avere memoria del passato per scorgere i veri responsabili dello scempio ambientale, diffidare di chi di politica vive, confrontare i programmi e distinguere ciò che è strategia elettorale da ciò che è politica per il bene comune. Fatto questo, rimarrà il candidato di cui fidarsi.

E’ nostra l’idea, che altri ci hanno copiato, di presentare le liste ed i programmi anche nelle frazioni. Io sono l’unico candidato che ha veramente a cuore il benessere e il rilancio delle frazioni, lì ci vivono dei miei cari amici e so benissimo quali difficoltà incontrano. Sono l’unico candidato che ha già nominato un assessore per Villasmundo e uno per Città Giardino, questi sono fatti e non anatemi.

Domenica 28 siamo stati a Villasmundo riproponendo la passeggiata rionale che il 20 abbiamo fatto a Melilli. E domenica prossima saremo a Città Giardino. In mezzo alla gente.

Cosa si sente di poter assolutamente promettere ai suoi concittadini?

I concittadini sono stanchi di promesse. Un sindaco non deve limitarsi a promettere, deve lavorare in prima persona, deve essere intraprendente, lungimirante e deve saper fare squadra. Negli anni da consigliere comunale ho dimostrato di essere un’ape operaia, ho messo cuore ed anima nello svolgimento del mio incarico, ho rischiato in prima persona di perdere il lavoro per anteporre gli interessi della collettività, ho trascutato la mia famiglia per essere al fianco di chi mi ha chiesto aiuto. Ho formato una squadra di uomini liberi, onesti e competenti che si stanno spendendo per il loro paese in prima persona notte e giorno. Questa è una garanzia che vale più di qualsiasi promessa.

Il Centro dedicato a Fulvio Frisone? L’area artigianale? L’area commerciale? Opportunità e problemi

Area Commerciale? Beh, non posso che risponderle occhi puntati su Città Giardino, al fine di ridefinire un percorso che porti attraverso il Piano Particolareggiato ad un’area dettagliatamente definita urbanisticamente e completa di tutti i servizi e delle opere di urbanizzazione necessari al corretto sviluppo di un sistema fino ad oggi poco organizzato! Emblematico e di vitale importanza, direi, il raddoppio stradale con la previsione di bretelle parallele che definiscano un nuovo asse dei servizi tra Contrada Targia e lo svincolo di Belvedere.

Per l’area artigianale, una volta definito e terminato l’iter burocratico amministrativo, occorre celermente   procedere alla istituzione di un bando per l’assegnazione dei lotti, incentivando le piccole e medie imprese   locali attraverso un sistema di sgravi e premiandole con l’inserimento di incentivi qualora ci fossero investimenti con imprenditoria giovanile e/o femminile.

Migranti sì, migranti no. Perché?

L’emergenza migranti è un problema comune a tutta l’Europa. Melilli nel suo piccolo l’ha affrontata e gestita con la creazione di centri di accoglienza, tutt’ora operanti. Condivido l’operato di questa amministrazione che, facendosi portavoce delle richieste della popolazione, si è opposta all’apertura di nuovi centri, diniego che ha trovato legittimazione nella decisione di un tribunale.

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