Maratona di 800 scolari nell’ingorgo stradale

Malumori di genitori e nonni: “Le auto sbucavano da tutte le parti. E’ stato un lungo tormento, specie per noi adulti e per i ragazzi più coscienti che hanno avvertito il pericolo”

 

La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017

È una cosa assurda, inconcepibile, ci dice la signora Luisa Di Gregorio, nonna dei piccoli Oscar e Kevin, gli alunni iscritti all’istituto comprensivo Salvatore Raiti.

Perché tanto furore, signora Luisa?

Il fatto è che giorno 9 la scuola ha organizzato “a modo suo” una maratona collegata alla manifestazione sportiva dilettantistica “Corri Catania”, un evento che ogni anno promuove un progetto di solidarietà; così ogni anno con tre euro si acquista una maglietta della manifestazione contribuendo alla raccolta fondi. Quest’anno si correva per il Policlinico di Catania con la finalità di realizzare un allestimento a misura di minore nell’area pediatrica del Policlinico e, come descriveva il documento, con l’obiettivo di rendere più sereno e meno traumatico il loro ricovero.

Un’iniziativa davvero interessante.

Sicuramente lodevole, ma nella realtà dei fatti la maratona è stata un trauma per noi tutti, genitori e alunni oltre agli insegnanti, perché con tanti bambini dalla materna alla scuola media (dovevano essere oltre 800) poteva capitare facilmente l’incidente. Infatti, il percorso di circa 650 metri partiva dall’istituto in via Pordenone, si snodava attraverso via Politi Lauden passando l’incrocio, certamente non agevole, di Largo delle Latomie, s’immetteva nella pericolosa via Fratelli d’Italia, dove le auto sfrecciano a velocità sostenuta, per poi svoltare in via Torino, una strada stretta a doppio senso di marcia con tanto d’auto posteggiate d’ambo i lati e tanti incroci, per cui era d’obbligo per tutta quella lunga e ampia fila camminare in mezzo alla strada con auto che sbucavano da tutte le parti. Tenendo presente che via Pordenone si trova in alto, abbiamo bloccato l’intera arteria fino a raggiungere la scuola.

È stato un lungo percorso per i bambini!

È stato un lungo tormento, specialmente per noi adulti e i ragazzi più coscienti che hanno vissuto il pericolo. Vedevo i piccoli della materna tenuti stretti stretti per mano dai genitori o nonni giustamente apprensivi. Si deve soprattutto al nostro grande aiuto di genitori e parenti se questa maratona si è potuta svolgere in sicurezza. Molti di noi facevamo da scudo ai bambini rispetto alle auto che passavano, ci dovevamo mettere agli incroci per bloccare le auto altercando con gli automobilisti, anche se in parte avevano ragione. Se fosse rimasto solo il personale scolastico, questa manifestazione dovevano annullarla.

Secondo lei cosa si doveva fare per renderla diversa?

Molto! Intanto bisogna dire che per la manifestazione il Comune aveva disposto solo tre vigili. Forse esagero, perché ho visto il pericolo da nonna e posso ingigantirlo, ma decidere di camminare su arterie principali in ore di traffico intenso è da incoscienti. Poi ci avevano assicurato che tutto il percorso era transennato e in alcune parti avevano bloccato il traffico, ma questa promessa è risultata falsa. Il Comune ha avuto una parte di responsabilità, principalmente nell’aver permesso questa manifestazione ai limiti del pericolo con le esigue forze che metteva in campo, ma una grossa responsabilità è anche dell’istituto. Come ha potuto programmare quest’evento conoscendo il numero e l’età degli alunni e non sapendo quanti di noi genitori e parenti sarebbero venuti ad accompagnarli?

Sta accusando la scuola d’impreparazione e disorganizzazione?

Certamente! Le dico di più, la prossima volta i miei nipoti non parteciperanno a questa cosiddetta maratona che poteva avere un percorso molto diverso. Ad esempio, esiste la pista ciclabile, strada molto più sicura e anche paesaggisticamente interessante: certo non avremmo respirato lo smog. Inoltre chiederò ad altri genitori la loro opinione e di unirsi in una protesta collettiva anche rispetto a nuove proposte avventate che quest’istituto potrà proporre, proprio nell’interesse dei nostri ragazzi. Vogliamo che i nostri piccoli siano sì educati, ma che stiano in mani sicure.

 

Fin qui l’intervista. Dobbiamo costatare che ancora una volta quest’istituto continua a far parlare di sé, come gestione e organizzazione, perché è lo stesso che qualche anno fa balzò alle cronache perfino in campo nazionale per “Battiam le mani al presidente”, la canzoncina intonata dagli alunni al premier Renzi in visita alla scuola, effetto da cinegiornale del ventennio, che suscitò parecchie polemiche.

 

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