“Presunto sistema di compravendite delle sentenze nel Consiglio di Stato”, altra inchiesta della Procura di Roma che fa tremare la capitale. Nome ricorrente l’avv. Piero Amara. Nel 2012 Virgilio era a capo del CGA che con sentenza aprì le porte al risarcimento plurimilionario del Comune
12 maggio 2017
L’Espresso in edicola domenica 14 maggio presenterà i retroscena di un’inchiesta della Procura di Roma che riguarda “un presunto sistema di compravendita delle sentenze all’interno del Consiglio di Stato”. Nel preannunziare l’articolo scrivono i giornalisti coautori Emiliano Fittipaldi e Nello Trocchia: “Di certo l’inchiesta è molto complessa, e gli sforzi in campo messi da Procure (anche di altre regioni) e corpi specializzati della Finanza sono enormi. Uno dei professionisti finito nel mirino dei magistrati romani è Piero Amara. Un avvocato di Siracusa accusato, qualche giorno fa, di frode fiscale e false fatturazioni. Ebbene, durante le perquisizioni della società Dagi srl, nella stanza in uso ad Amara, insieme a documenti di ogni tipo, è stata trovato anche un faldone. Dentro, documenti finanziari e investimenti di un pezzo da novanta di Palazzo Spada: Riccardo Virgilio, ex presidente aggiunto del Consiglio di Stato, da poco sostituito da Alessandro Pajno, vicinissimo al capo dello Stato Sergio Mattarella”.
Ma Riccardo Virgilio chi? Il presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana che con la sentenza del 17 ottobre 2012 (depositata in segreteria il 20 giugno 2013) accoglieva l’appello presentato dall’Open Land per la realizzazione del centro commerciale ad Epipoli (ex Fiera del Sud) e riformava integralmente la sentenza del T.A.R. Sicilia del 26 settembre 2011 condannando così il Comune di Siracusa, rectius i Siracusani tutti, a provvedere al risarcimento stramilionario dei danni “patiti” dalla società?
Sì, proprio lui.

Commenti recenti