Il Consiglio comunale di Augusta naviga tra polemiche e figuracce

L’amministrazione arranca nella gestione dell’ordinario e il civico consesso segue il tran tran. Colpo di scena sulla Tari. Perplessità sul rinnovo a Pubbliservizi

 

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

Gli ultimi consigli comunali si sono svolti in linea con quella che è diventata una consuetudine ad Augusta: polemiche e figuracce. Dopo aver imposto, in assenza dei revisori, a fine marzo, grazie alla maggioranza bulgara, l’approvazione del bilancio consolidato del 2015, proprio quello che si era ritirato il giorno di Natale  e su cui si aveva l’obbligo di deliberare entro fine 2016, si è scoperto che la presidenza del Consiglio aveva omesso di notificare ai consiglieri una nota critica e cogente della Corte dei Conti, finalizzata a richiamare la responsabilità di ciascun consigliere sullo stesso bilancio in ordine alle scelte e alle decisioni da assumere. La giustificazione, resa successivamente, addirittura per iscritto ai capigruppo, è stata che sì, la nota era pervenuta ma che non era stata visionata (sic!).

Tra amenità e leggerezze, il consiglio comunale di Augusta prosegue nella sua stanca esistenza tra blocchi contrapposti e non comunicanti. Da un lato una massa amorfa ed ubbidiente, quasi mai attiva se non nelle polemiche da quattro soldi, e dall’altra una opposizione variegata, scarsamente incisiva, quasi mai orientata a portare a casa un qualche risultato utile per la città. Siamo allo stallo: l’amministrazione che procede (si fa per dire) nell’inseguire, con scarsi risultati, la gestione dell’ordinario ed un consiglio comunale incapace di segnare una svolta nell’aggredire le problematiche che possano indurre ad una svolta nel tran tran quotidiano.

Intanto continua la spoliazione delle strutture di servizio ai cittadini: dopo lo scippo della sede della Port Authority, del trasferimento di alcuni servizi sanitari, sarà la volta dello sportello operativo dell’INPS, di cui si prevede, in una prossima ristrutturazione dei servizi dell’ente, la chiusura e la sua trasformazione a sportello meramente informativo. Come se non bastasse, il costo di tutti i servizi comunali è stato portato al massimo grado a causa della improvvida dichiarazione del dissesto e ogni giorno la vita per i cittadini diventa più difficile mentre l’evasione dal pagamento dei tributi resta sostanzialmente ai livelli precedenti in assenza di una politica attiva contro i soliti furbetti che confidano sulla inefficienza del Comune. Di contro, si ha notizia che è in scadenza il servizio di supporto alla riscossione dei tributi e che l’orientamento dell’amministrazione è quello di un nuovo affidamento.

A proposito della Tari si registra, nell’ultimo consiglio comunale, un colpo di scena: in una seduta caratterizzata dalle solite polemiche e da una gestione dei lavori quantomeno approssimata, si è rimodulata l’imposta con presunte riduzioni per le famiglie e professionisti e rincari per altre categorie i cui effetti è dubbio possano aversi per l’anno in corso essendo state deliberate fuori tempo massimo. Anche in questa vicenda, si registra una clamorosa superficialità che ha visto l’opposizione abbandonare l’aula tra insulti ed episodi di aggressione personale, a causa di atti prodotti all’ultimo momento con pareri dei revisori al fotofinish, di cui i consiglieri non hanno potuto prendere visione per tempo al fine di concorrere in maniera utile alla delibera: da qui la scelta di abbandonare l’aula.

Sulla tari e sul pagamento dei tributi si accende l’attenzione delle forze politiche dopo che in prossimità dell’ultimo dell’anno, decine di cittadini si sono visti bloccare i conti correnti su iniziativa della società Pubbliservizi per presunte morosità nel pagamento dei suddetti tributi, scatenando reazioni e sgomento negli ignari contribuenti che non hanno potuto utilizzare le proprie risorse finanziarie a fine anno a causa della improvvida azione della società concessionaria. Molti hanno eccepito sulla legittimità dell’azione portata avanti dalla società, essendo la stessa società non concessionaria del servizio né sostitutiva dell’azione del Comune bensì solo una società di supporto (sia pure ben remunerato) agli uffici comunali.

Anzi, in occasione della manifestata volontà di rinnovo dell’appalto, molti cominciano a chiedersi se l’attività di supporto svolta negli ultimi 5 anni abbia realizzato l’obiettivo per cui era stata pensata, ovvero la riappropriazione del servizio da parte dell’ente Comune con l’impiego dei dipendenti liberando la subordinazione dell’ente alle varie società che, nel tempo, hanno realizzato molteplici utili (con conseguenti aumento dei costi dei tributi) se non vere e proprie appropriazioni indebite (vedi vicenda San Giorgio) e che hanno concorso a produrre la situazione debitoria del comune. Sulla Publiservizi, società di Caserta, che opera a supporto del comune, si sono concentrate le attenzioni dell’opposizione che  tempo fa, grazie ad una interrogazione del consigliere Triberio, scoprì che, all’epoca, il responsabile del servizio finanze del comune, rispondendo, confidò candidamente che ancora non era stato possibile acquisire il nulla osta antimafia e che si sarebbe provveduto a rinnovare la richiesta: questo dopo oltre tre anni dall’affidamento (?).

Storie di ordinaria realtà di questa città terra di scorrerie e prevaricazioni, dove a tanti anni dallo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose, ancora i procedimenti penali in corso non danno risposte ma, anzi, gettano una luce sinistra e carica di angosciose perplessità e sospetti sulla natura e la ragione dell’intervento prefettizio. 

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