A Malta, per garantire la sicurezza delle operazioni, il bunkeraggio di gas avverrà con una nave di 125 mila mc ancorata a 12 miglia al largo della terraferma. Ad Augusta si attende ancora un tavolo di confronto per affrontare il problema
La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017
In questi giorni il parlamento europeo ha approvato il regolamento sull’accesso al mercato dei servizi portuali e sulla trasparenza finanziaria dei porti. Il dibattito sull’implementazione di una regolamentazione europea in materia portuale era iniziato circa 15 anni fa e finalmente quest’anno, ha avuto un’accelerazione che ha portato alla fine del lungo iter; non appena il Consiglio dell’Unione Europea approverà il regolamento, esso diventerà legge dell’Unione a tutti gli effetti.
Il regolamento adottato darà ai porti europei una spinta per facilitare gli investimenti privati, incoraggiando un migliore utilizzo delle risorse pubbliche e renderà le operazioni portuali più efficienti; esso si concentra su due filoni: un quadro normativo per la fornitura dei servizi portuali che, fissando solo poche regole generali, lascerà di fatto i singoli paesi liberi di scegliere il modello preferito e un insieme di regole sulla trasparenza finanziaria, incentrate, in particolare, sull’efficiente utilizzo e rendicontazione dei fondi pubblici. L’organizzazione delle autorità portuali continentali ha espresso una valutazione positiva sul provvedimento considerandolo un primo passo verso un vero sistema di interconnessione marittimo nel quale i porti rivestono un ruolo chiave.
Il regolamento è stato giudicato “un accettabile compromesso”, poiché è stata abbandonata l’idea di istituire un nuovo organismo di supervisione indipendente che avrebbe ulteriormente appesantito il sistema dei controlli e perché si è scelto di non inserire il tema delle concessioni. Si va, dunque, sempre più verso una gestione uniforme dei sistemi portuali nell’intero continente; tutto ciò mentre da noi ancora stiamo cincischiando su dove mettere la sede della port autority contro ogni logica e diritto.
Anche nel settore della scelta dei sistemi energetici per il trasporto marittimo si stanno consolidando le scelte già assunte, infatti sono sempre di più le compagnie che stanno orientando la costruzione del nuovo naviglio verso la propulsione tramite GNL. L’Italia sta adeguandosi rapidamente. Infatti, il 14 dicembre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il Decreto legislativo di recepimento della Direttiva 94/2014 sulle infrastrutture per combustibili alternativi (DAFI) e già si cominciano a vedere le prime conseguenze nell’uso dei combustibili meno inquinanti.
In proposito, si registrano due importanti iniziative: il Comune di Civitavecchia, anticipando quanto già previsto dalle normative europee e nazionali a partire dal gennaio 2020, ha chiesto alla Capitaneria di Porto di estendere per due miglia dall’imboccatura dello scalo l’obbligo di utilizzare combustibili con lo 0,1% di tenore di zolfo per le navi in avvicinamento e in uscita (come è noto, le grandi navi da crociera possono utilizzare fuori dal porto combustibili marittimi con un tenore di zolfo del 3,5%, ben 35 volte maggiore rispetto al Mare del Nord, al Baltico e al Canale della Manica, dove è obbligatorio lo 0,1 nelle intere acque territoriali, e non solo in porto). Il tema, particolarmente sentito dai cittadini di Civitavecchia, ha trovato nell’iniziativa del Comune una risposta concreta; quando il nostro Comune, oltre le chiacchiere, affronterà il problema (ammesso e non concesso che se lo sia posto, n.d. r.)?
Per discutere la richiesta la locale Capitaneria di Porto ha organizzato lo scorso 15 febbraio una riunione nella quale Comune, Capitaneria e Autorità portuale hanno condiviso l’obiettivo della riduzione delle emissioni di zolfo valutando diverse opzioni tra le quali lo sviluppo dell’utilizzo del GNL marittimo.
In Sardegna, la Regione ha espresso il via libera ambientale e dal punto di vista della sicurezza sui depositi costieri di GNL, per cui a breve seguiranno scelte operative. Nel resto del mondo proseguono, con diverse modalità, le iniziative per attrezzarsi in ragione delle nuove necessità: a Malta è arrivata la nave metaniera Galea di 138.000 metri cubi che trasferirà il suo carico di gas naturale liquefatto sull’unità di stoccaggio galleggiante (FSU) Armada LNG Mediterranea segnando, così, il suo ingresso nel club mondiale dei paesi importatori di GNL. La FSU Armada di 125.000 metri cubi è stata costruita nel 1985 come metaniera e successivamente è stata convertita in unità di stoccaggio galleggiante del GNL. In quel caso – come riportato in una recente inchiesta di Roberto Antonini su La Stampa – la FSU Armada potrà essere ancorata a 12 miglia al largo dell’isola, per operare il bunkeraggio di GNL, rafforzando la sicurezza delle operazioni.
Altre iniziative ed investimenti ancora più ingenti sono segnalati nell’Europa continentale e in altri paesi. Tutto ciò mentre l’Italia, in occasione del G7, organizzerà a Cagliari il 21 e 22 giugno il confronto sulle tecnologie della mobilità che fanno parte integrante dello Sviluppo Sostenibile. Tra le tecnologie di cui si parlerà a Cagliari c’è il GNL per i suoi vantaggi ambientali, visto che da parte della cagliaritana Isgas sarà realizzato un deposito costiero di GNLnel porto canale della città, e la SARAS ha manifestato interesse sul problema, mentre il Comune di Santa Giusta, che ospita lo scalo marittimo di Oristano, ha chiesto alla Regione Sardegna di rivedere la classificazione del porto per poter accogliere navi da crociera e poter rifornire in futuro le navi con il GNL di uno dei depositi in progetto nell’area, il primo dei quali, Higas, ha già concluso tutto l’iter autorizzativo e il secondo, della Edison, sembra vicino al traguardo.
Alla modifica della classificazione del porto di Santa Giusta dovrebbe comunque seguire il finanziamento e la realizzazione di una banchina adatta ad ospitare le nuove grandi navi da crociera che useranno abitualmente il GNL nel Mediterraneo a partire dal 2019.
Come i nostri lettori ricorderanno, poiché il nostro è l’unico giornale siciliano che ha posto il problema, abbiamo proposto che si crei un tavolo di confronto fra operatori, imprenditori, sindacati, decisori politici ed ambientalisti per affrontare quello che sarà il problema del nostro porto nell’immediato futuro al fine di avere una strategia operativa per un cambiamento che ormai è deciso sia livello europeo che nazionale. La proposta auspica che ogni valutazione avvenga per tempo e in sicurezza per le popolazioni, posto che in occasione di un recente convegno svolto presso la base navale di Augusta si sono levate voci preoccupate per i problemi di sicurezza connessi all’uso del GNL nel territorio.
Fino ad oggi nessuno si è mosso. Non vorrei che la questione fosse affrontata solo in presenza di decisioni già assunte creando, al solito, allarmismi e partiti contrapposti, tensioni e pretestuose polemiche determinando, ancora una volta, le condizioni perché il business del bunkeraggio si trasferisca via via che le navi andranno a GNL da Augusta a Malta.

Commenti recenti