Il carrozzone della politica si prepara a nuove elezioni: comunali, regionali e nazionali. Quando l’elettore si sente controllato finisce per votare secondo le pressioni che subisce
La Civetta di Minerva, 24 febbraio 2017
Ci risiamo! Dopo un periodo di calma elettorale (Elezioni Regionali 2012. Nazionali inverno 2013 e Comunali primavera 2013) la macchina politica comincia a scaldare i motori. Voteremo a settembre per le Regionali, nel 2018 per i Consigli Comunali e probabilmente anche nel 2018 per il rinnovo del Parlamento (sicuramente dopo essere scattata l’ora X del 15 settembre del salva vitalizi per 608 neo parlamentari di prima nomina su 945).
Gente che per gli ultimi 5 anni non si è vista ricominceranno a fare gli auguri per Pasqua e per Natale. Ricominceranno a farsi vedere nuovamente nelle televisioni locali facendo notare come per il tale argomento siano stati loro i salvatori della Patria. Ricominceranno a fare populismo per accattivarsi le simpatie degli elettori. Ma soprattutto cominceranno a rammentarti quel “favore” che ti hanno fatto per il quale gli devi essere grato a vita.
Nell’ultima tornata elettorale per l’elezione del Sindaco ed il rinnovo del Consiglio Comunale e dei Quartieri di Siracusa se ne sono visti di tutti i colori. Si è superato di molto il record del 2008 che già allora vide un esercito di candidati cimentarsi per un posto al sole.
Una miriade di candidati giovani e soprattutto disoccupati la maggior parte dei quali ha scambiato la politica per l’ufficio Collocamento comunale. Tutti compatti nel ricercare insistentemente il voto di preferenza fra amici, vicini e parenti. Elettori che così pressati finiscono per distribuire i voti in famiglia secondo le pressioni avute ma soprattutto consapevoli, nella maggior parte dei casi, che così facendo non stanno facendo il bene del territorio ma stanno sprecando il voto per il tizio o per il caio poiché costretti dal sentirsi controllati. Quando l’elettore si sente controllato finisce che non vota come vorrebbe ma secondo le pressioni che subisce mettendo in discussione sicuramente il valore democratico del voto stesso.
Il voto d’opinione va a farsi benedire e colui che farà del bene alla Comunità e non specificatamente al singolo riceverà soltanto una pacca sulle spalle ed al massimo gli diranno “bravo”, ma non sarà votato al momento opportuno per accontentare altri da cui subisce il controllo.
Alle ultime elezioni regionali dell’autunno 2012 ed ancora alle ultime politiche si sono sentite cose scandalose.
30/40 anni fa la campagna elettorale spesso veniva vinta da chi distribuiva più pacchi di pasta o chi offriva più pizze rispetto al concorrente politico.
Ma se all’epoca il voto di scambio era in un certo senso giustificato dalla poca cultura e dalla fame di tante famiglie italiane, adesso, dopo 40 anni in Sicilia purtroppo è cambiato poco. A parte la nuova tecnologia e la campagna elettorale su Facebook, rimane sempre, da una parte, la poca cultura di tanta gente che si aspetta qualcosa in cambio del voto e, dall’altra, le pressioni del voto clientelare ma soprattutto il voto controllato in virtù della residenza dell’elettore e di conseguenza della conoscenza della sua sezione elettorale in cui andrà a votare.
Per evitare tutto ciò e far diventare in Italia la consultazione elettorale un adempimento civile e democratico bisognerebbe modificare le modalità di voto.
Andrebbero costituite come sempre le varie sezioni elettorali divise per residenza, con Presidente e scrutatori, verbalizzando alla fine soltanto il numero di elettori maschi e femmine che hanno votato. Inviare, in seguito, gli scatoli sigillati tramite le Forze dell’Ordine in un unico grande centro di raccolta (Prefettura) dove le schede spacchettate verrebbero mescolate e rimescolate fra di loro al fine di occultare la provenienza ed infine visualizzate e conteggiate con un unico criterio univoco (e non differente da sezione in sezione a seconda dell’interpretazione del singolo presidente).
Pensate un attimo a questa semplice procedura. Quanta gente potrebbe essere liberata. Libera di pensare, libera di avere un’idea politica anche diversa dal proprio padrino politico che non può più pressare ma soprattutto non può più controllare quel “finalmente libero elettore”.
Tutto molto bello! Ma chi dovrebbe modificare in tal senso il metodo elettivo? Gli stessi che faranno di tutto per superare quel 15 settembre e far scattare quindi il loro vitalizio. Gli stessi dei tanti eletti alla Regione od al Parlamento proprio con i voti clientelari, ovvero peggio con i voti comprati a cui “conviene” l’attuale metodo elettivo antidemocratico, anziché far passare una legge che toglierebbe loro il controllo sull’elettore e darebbe finalmente al cittadino la possibilità di un voto libero e democratico.

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