I buoni propositi del 2017, la guida per i lettori de La Civetta

Consigli per realizzare i desideri espressi tra pandoro e bollicine. Ma è inutile cercare di sposare Angelina Jolie (a meno che non facciate concorrenza a Brad Pitt)

La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017

Buon 2017, innanzitutto. Immaginiamo che molti di voi fanno parte di quel cinquanta percento di italiani che, approfittando dell’ebbrezza data dalle bollicine dello spumante e addentando l’ennesima fetta di pandoro, hanno formulato mentalmente la classica lista di buoni propositi.

Iscriversi in palestra per rimediare agli stravizi dei cenoni, smettere di fumare, partire per quel viaggio che si rimanda da tanto tempo, telefonare a quell’amico che si è perso di vista. State tranquilli: entro giugno il sessanta percento di voi avrà dimenticato quanto si era ripromesso in una fredda giornata di gennaio. Capodanno, infatti, è un momento magico e unico: un anno si chiude alle nostre spalle e trecentosessantacinque giorni nuovi di zecca si snodano di fronte a noi, promettenti e invitanti. È, insomma, il periodo adatto per avvertire l’euforia del cambiamento, il conforto della speranza, un potenziale galvanizzante. Tuttavia, per non rientrare nella percentuale di coloro che, di anno in anno, reitera la stessa identica lista, occorre realizzare almeno qualcuno dei buoni propositi, nel corso dei dodici mesi.

Cominciamo, dunque, da un consiglio di comune buon senso: siate selettivi e precisi. Inutile chiudere gli occhi e impegnarsi a vincere al superenalotto o a sposare Angelina Jolie (a meno che non facciate concorrenza a Brad Pitt, certo); meglio, piuttosto, chiudere gli occhi per porsi tre domande essenziali: cosa voglio, di cosa ho bisogno, come lo otterrò? Chiudete anche le orecchie, oltre che gli occhi, in modo da essere sicuri di non essere influenzati dalla società, dalla famiglia o dalle contingenze, per compiere delle scelte che siano davvero le vostre.

Siate, in secondo luogo, realistici e obiettivi: i vostri propositi devono attagliarsi bene a voi ed essere realizzabili, altrimenti entrerete in una spirale di frustrazione lunga dodici mesi (fino al successivo capodanno, con i suoi nuovi intenti).

Terza regola d’oro è costituita dal connubio di precisione e programmazione. Per quanto sia facile cedere alla tentazione di formulare propositi tanto grandiosi quanto generici (del tipo: “quest’anno diventerò un amministratore delegato e correrò insieme a Usain Bolt”), incoraggiati dal fatto che vi restano ancora 364 giorni per attuarli, siate pignoli. E, per evitare di essere sopraffatti dalla vostra coscienza all’alba del 2 gennaio, provate a spalmare le vostre buone azioni nell’arco dei mesi che seguiranno: meglio impegnarsi a perdere cinque chili entro maggio, che dodici chili entro dicembre.

Infine, per evitare di essere scostanti, esternate i vostri propositi a qualcuno, in modo che vi monitori e vi sproni nei momenti di sconforto.

Queste, dunque, le istruzioni per l’uso dei buoni propositi. Ma quali sono i propositi davvero buoni, quelli condivisibili e da realizzare, magari, in famiglia o insieme agli amici? Ve ne forniamo una lista assolutamente non esaustiva.

1. Adottare uno stile di vita più sano, mangiando cibo locale e a chilometro zero, facendo sport e passeggiate in bici lungo la pista ciclabile.

2. Sfatare il mito del multitasking: scegliere un solo sogno alla volta e correre come un treno verso l’obiettivo prefissato, senza disperdere le energie.

3. Seguire religiosamente la moda dell’ecologia: differenziare, riutilizzare, non sprecare, donare, risparmiare; è un principio declinabile in innumerevoli modi, con un unico e comune denominatore: la bellezza del mondo non ci appartiene e anche le future generazioni devono poterne beneficiare.

4. Sorridere di più, piangere quando se ne ha bisogno, riscoprire l’intimità e la discrezione, che non ha bisogno di pubblicazioni sui social network. Riuscire a sorprendersi anche per le piccole cose e arricchirsi, almeno un tantino ogni giorno, di cultura, natura, lettura.

5. Accettare se stessi per accettare gli altri: nessuno è perfetto e nessuno piace a tutti, ma essere meno intransigenti semplificherà il nostro approccio con il prossimo.

6. Stilare una lista delle cose da fare, al fine di essere più efficienti, e una lista delle cose inutili che riempiono le nostre giornate, al fine di eliminarle e dedicare tempo a ciò che è veramente essenziale.

7. Amare quello che si fa, coloro che ci circondano, le fortune che di rado ci si rende conto di avere.

Che sia un anno di impegno civico, di fiducia nell’umanità, di pace. E, soprattutto, che di tutto questo ci si possa ricordare anche fra sei mesi.

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