Scalorino: “Senza un’opposizione così, avrei fatto il doppio delle cose”

Colloquio con il sindaco di Floridia: “Gran parte delle mie azioni amministrative sono state possibili utilizzando fondi esterni al bilancio comunale”. A breve la realizzazione del palazzo della cultura nell’edificio Raeli dove sarà anche allocata la biblioteca comunale

 

La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016

Una telefonata inattesa mi raggiunge alle 8.30, all’altro capo del telefono il sindaco di Floridia Scalorino mi chiama perché ha saputo che sono stato nominato consulente (a titolo gratuito) dall’assessore regionale alla pubblica istruzione Marziano per supportarlo nel dimensionamento delle istituzioni scolastiche della Provincia.

Il colloquio è breve, vorrebbe incontrarmi per confrontarsi su alcune proposte per le scuole del suo comune; fissato l’appuntamento per le 10, lo incontro ad Augusta. Dopo aver discusso sulle proposte che vorrebbe fare, in particolare per rafforzare l’offerta formativa dello scientifico, gli chiedo come mai si fosse scomodato a venire a trovarmi per una istituzione che è nella competenza della provincia. La risposta mi incuriosisce perché assolutamente non usuale per un sindaco: tutto ciò che riguarda la scuola e il futuro dei miei giovani concittadini è in cima al mio impegno amministrativo/politico; il futuro si costruisce attraverso loro ed io devo governare la mia città nel presente ma con lo sguardo verso il futuro.

Decisamente inusuale. In genere gli amministratori locali considerano la scuola un fardello che crea solo problemi, inutile da un punto di vista elettorale e difficile da governare per le molteplici competenze che vi operano. Quest’approccio mi incuriosisce e, quindi, la discussione prende un’altra strada rispetto al motivo del nostro colloquio. Così gli chiedo dell’ultimo consiglio comunale che ha bocciato il bilancio e della sua esperienza a capo di una città problematica come Floridia.

Esordisce osservando che da quattro anni opera con un consiglio comunale ostile, dove sulla carta è minoranza e che si è caratterizzato per contrapposizioni aprioristiche che gli hanno un po’ tarpato le ali. Appare una persona molto determinata e piena di risorse. Così mi testimonia che gran parte delle sue azioni amministrative sono state possibili utilizzando fondi esterni al bilancio comunale e le snocciola rapidamente: 2,4 milioni di euro acquisiti per la costruzione di una nuova scuola grazie alla legge 7 (quella della cosiddetta “Buona scuola”) e che altri 5 milioni di euro sono stati acquisiti per la riqualificazione dei quartieri Marchesa e Santuzzo mentre 900 mila euro sono stati ottenuti dalla Regione grazie alla legge sul social housing che ha permesso di acquistare 6 appartamenti in favore di famiglie in difficoltà, mentre dai fondi P.A.C. sono arrivati circa 300mila euro per un asilo nido; sempre dalla stessa fonte di finanziamento si rischia di perderne altri 150 mila euro utili per la sua gestione a causa della mancata approvazione in consiglio del relativo regolamento di gestione cosa che, invece, accadrà per i fondi (circa 2,5 milioni) resi disponibili dalla protezione civile per realizzare un centro COM  e un centro COC per le necessità funzionali alle esigenze dii protezione civile della popolazione. Mi chiarisce, infatti, che il Consiglio Comunale ha, in contrapposizione alla proposta della Giunta, localizzato il possibile investimento in un luogo non ritenuto idoneo dalla protezione civile che, conseguentemente ha ritirato la proposta di finanziamento.

Particolarmente indispettito appare quando ricorda le cause della bocciatura del bilancio determinato dall’approvazione in consiglio di 13 emendamenti (già cassati dai revisori e dagli uffici comunali) sul servizio idrico. Nell’enfasi del discorso confessa che se non avesse avuto  la costante contrapposizione strumentale e pregiudiziale del consiglio avrebbe potuto fare il doppio delle cose realizzate e qui torna a parlare della Scuola e della Cultura, che rivendica quale principale oggetto della sua azione amministrativa.

Così, rivela che a breve Floridia vedrà la realizzazione del palazzo della cultura (grazie all’attribuzione in comodato d’uso dai proprietari) nel palazzo Raeli dove sarà anche allocata la biblioteca comunale; continua rivendicando un’azione decisa a favore dei suoi studenti pendolari (sostituendo l’AST che forniva un servizio pessimo con una società terza che ha garantito puntualità e efficienza) nel servizio di trasporto alunni utilizzando i fondi regionali e parte di fondi del bilancio comunale. Ricorda, inoltre, la rinascita del carnevale floridiano e il rilancio di festività  sentite nel suo Comune come il Natale e la festa dell’Ascensione.

Lo interrompo in questo suo appassionato report dell’agenda amministrativa per chiedergli se il comune abbia assunto iniziative per contrastare la criminalità che, nell’immaginario collettivo, sembrerebbe essere uno dei problemi centrali di Floridia. Confuta subito questa immagine affermando che il problema nel suo comune è analogo a quello di altri e che, comunque il comune ha realizzato, a sostegno delle attività delle forze dell’ordine, un sistema di videosorveglianza di tutto il perimetro esterno della città il che ha consentito, in almeno due casi, di aiutare a risolvere due omicidi, e che analoga copertura è stata realizzata a tutela della popolazione scolastica contro lo spaccio e il vandalismo. Rivela, infine, che il Comune ha acquisito ben tre immobili requisiti dalla magistratura alla criminalità destinandoli a sede dell’antiracket e a scopi sociali.

Continuerebbe a parlare se il telefonino non lo rincorresse prenotandolo per altri impegni nel corso della mattinata; così mi saluta correndo verso la sua Floridia e lasciandomi l’immagine di un amministratore attivo, foriero di impegno concreto e di speranza per una città, tutto sommato, marginale nel novero delle città celebrate della provincia.

Un dato , comune a molte realtà comunali, comunque, emerge da questa chiacchierata: una efficace azione amministrativa non può prescindere da un ripensamento sulla legge elettorale vigente in Sicilia; così come è fatta permette una disarmonia grave, fin dall’inizio del mandato, tra giunta e Consiglio comunale. Situazione che andrebbe corretta al più presto per evitare che l’azione dei sindaci eletti dai cittadini possa essere frustrata da consigli comunali prevenuti, che non discutono sul merito delle proposte bensì fondano la loro azione sul presupposto di operare al fine di sovvertire il risultato elettorale in una continua, defatigante gara verso l’inefficienza strutturale dei Comuni, causa non secondaria della disaffezione dei cittadini verso la politica.

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