Dopo la cessione del gruppo di società alla Rimorchiatori Riuniti di Genova, è scaduto il contratto di outsourcing che manteneva per 18 mesi i servizi di assistenza amministrativa e tecnica alla Holding SpA e alla Tecnoservice srl
La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016
Il gruppo Augustea (per ciò che riguarda le società Augustea Holding SpA e Augustea Tecnoservice Srl) ha attivato le procedure di mobilità per i 28 dipendenti che si occupavano dei servizi di supporto di natura amministrativa e tecnica, nella divisione del gruppo attiva nel rimorchio portuale negli scali di Augusta, Siracusa, Catania e Pozzallo dotati di una flotta di 16 tug e quattro mezzi d’altura.
Come si ricorderà (questo giornale ne ha dato puntuale notizia),qualche mese fa il gruppo è stato cedutoalla Rimorchiatori Riuniti di Genova e già allora esprimemmo la preoccupazione per eventuali ricadute sull’occupazione in quanto, contestualmente al contratto d’acquisto della divisione di Augustea a Rimorchiatori Riuniti, era stato anche firmato un contratto di outsourcing per i servizi di assistenza amministrativa e tecnica a favore di Augustea Holding SpA e Augustea Tecnoservice Srl, la cui durata massima prevista era di 18 mesi, il che faceva presagire un prossimo smantellamento della struttura di servizio. Rimorchiatori Augusta (la nuova società costituita da Rimorchiatori Riuniti per gestire le attività acquisite da Augustea) ha deciso di risolverlo per presunte ragioni sinergiche all’organizzazione interna del gruppo.
Terminato questo contratto, i 28 dipendenti tutti allocati nella sede di Augusta di fatto non hanno più incarichi da svolgere in quanto la loro attività è stata assorbita dagli uffici di Napoli, di Malta e Buenos Aires tramite società controllate.
Attualmente Augustea presta servizi a una flotta di più di venti navi bulkcarrier, sette barges oceaniche e quattro AHT oltre a mantenere una presenza in joint-venture con il gruppo Rimorchiatori Riuniti nelle attività di rimorchio in Colombia.
La Filt CGIL di Siracusa, esprimendo preoccupazione per la sorte dei lavoratori, si è già attivata chiedendo un incontro con l’azienda, al fine di individuare possibili soluzioni condivise di reimpiego dei 28 addetti.
Siamo in presenza di un depotenziamento delle attività nel porto che, accanto al degrado in cui versa e alla scarsa attenzione sull’efficienza dei servizi, prelude a una sua dequalificazione? I segnali non sono confortanti, sarebbe il caso che la politica e l’Amministrazione civica si diano una smossa. prima che si compia l’irreparabile e poi, come al solito, si giochi a nascondino rimpallandosi le responsabilità o ci si strappi le vesti per l’oltraggio subito dalla città o altre amenità del genere.

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