Il sindaco di Priolo: “Avrò sbagliato ma non ho commesso reati”

Antonello Rizza: “So di aver lavorato nell’interesse dei cittadini. Se sarò condannato, mi difenderò in tutti i gradi di giudizio”

La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016

Il sindaco Rizza da qualche anno deve fare i conti con la giustizia. A voler essere ottimisti, potremmo rassicurarlo con la solita espressione accomodante: ”Non il primo, non l’ultimo”.

Ci sembra infatti che l’agone politico si serva ormai di Palazzi di Giustizia piuttosto che di cabine elettorali. Se poi si valutano i giudizi di assoluzione riguardanti i politici per anni coinvolti in scoop giornalistici poi censurati dagli esiti procedurali, va da sè che ad ogni rinvio a giudizio convenga cautamente attendere sviluppi successivi.

Tra i tanti politici locali messi sulla graticola ecco appunto il sindaco di Priolo Rizza. Gli abbiamo espresso qualche dubbio. Con una certa sicumera ci ha risposto. Partiamo allora dalla sua dichiarazione a caldo al ricevimento del rinvio a giudizio.

Sono sereno e impaziente – ci ha detto – così potrò dimostrare le mie ragioni in un giusto processo. Il Comune, comunque, si costituirà parte civile”.

Sindaco Rizza, definire “serena” la sua posizione ci sembra un tantino eccessivo. In fin di conti si troverà sempre sotto l’alea del giudizio. O no?

Meglio il giudizio in un giusto processo in cui posso far valere le mie ragioni a cinque anni di limbo civile. In un paese normale, un cittadino innocente fino a prova contraria, non può aspettare quasi cinque anni per l’inizio di un processo, se a questo si aggiunge che in coscienza mi sento assolutamente tranquillo e sereno, perché so di aver lavorato in questi quasi nove anni durissimi, ricercando sempre il bene dei miei concittadini e migliorando le condizioni del mio Paese e su questo credo non ci siano dubbi nell’esserci riuscito.

Tanti avversari chiedono le sue dimissioni, lei strenuamente resiste. Troppo legato alla poltrona?

Non è il fatto di essere legato alla poltrona, ma piuttosto abiurare ad una mia granitica convinzione secondo la quale un cittadino, così come recita la Costituzione, è innocente fino a prova contraria nei tre gradi di giudizio. Veda questa non è una posizione personale dell’ultim’ora dettata dalla convenienza, io ne ho fatta una regola di vita, deve sapere che quando il mio predecessore venne raggiunto da un avviso di garanzia e successivamente credo da un rinvio a giudizio, io che ero Consigliere Comunale di opposizione non invocai nemmeno per un istante le dimissioni, giacché, come le ripeto, sono garantista fino al midollo, se a questo si aggiungono i recenti casi di politici che per mesi sono stati sbattuti in prima pagina e alla gogna mediatica e di piazza, di schiere di Giudici senza toga solo perché indagati e costretti anche alle dimissioni per poi essere assolti perché il fatto non sussiste, come l’ex Presidente della Provincia di Milano Penati, il Presidente della Regione Piemonte Cota, il Sindaco di Roma Marino, beh questo rafforza la mia convinzione. Per ultimo chi invoca le mie dimissioni lo fa per una convenienza politica e non per altre ragioni.

Ha ammesso di aver commesso errori di ingenuità. A volte si è definito troppo fiducioso.

I suoi tanti avversari, o meglio nemici, l’hanno accusata di sentirsi intoccabile. Cosa risponde uno dei tanti sindaci della provincia di Siracusa, sotto attacco?

Io non ho commesso errori di ingenuità, io ho potuto commettere errori in buona fede, ma non reati, per quello che mi riguarda e fino a sentenza conclusiva, sono un uomo sostanzialmente fiducioso, credo nella bontà delle persone, non mi sento affatto intoccabile, sono una persona che è rimasta umile per come lo sono sempre stato, e non ho mai dimenticato le mie provenienze, che amo definire popolari. Ovviamente il ruolo dei Sindaci in questo ultimo periodo è difficilissimo, perché molto spesso ormai siamo dei parafulmini, costretti a rimediare alle tante inadempienze Regionali e Statali, basti pensare a quello che accade per quanto riguarda la lotta all’abusivismo, ai rifiuti, la questione ambientale, tutta una serie di situazioni che certamente verrebbero ascritti meglio al ruolo dei deputati, che dovrebbero fare le leggi, regolamentare i servizi, dare una giusta indicazione per quanto attiene ad esempio la questione ambientale, leggi di riferimento per quanto riguarda la raccolta di rifiuti solidi urbani, con le discariche che ormai sono sature, certamente non va ascritto alle responsabilità di un Sindaco, ma piuttosto ad una politica complessiva regionale che fa acqua da tutte le parti.

Sì, in realtà noi Sindaci siamo sotto attacco e molto spesso ci sentiamo, nel caso dell’abusivismo edilizio il braccio violento della legge, quello che non si è riuscito a fare in cinquant’anni qualcuno si è messo in testa di poterlo risolvere nel giro di un paio di mesi. Per quanto riguarda la situazione delle tasse siamo quelli che devono fare il lavoro sporco, cosiddetto dello Stato, incamerare le tasse e ritornarle allo Stato per la quasi totalità, tutto questo ovviamente penalizza e mortifica l’azione di un Sindaco che è costretto oltre ad una crisi oramai decennale, che penalizza qualsiasi iniziativa anche a quelle che sono  le giuste e legittime rivendicazioni e recriminazioni dei cittadini.

Come a ogni politico portato davanti ai giudici,anche a Rizza, fino a prova contraria viene attribuita la colpevolezza assoluta fino a giudizio definitivo. In caso di  condanna, lei ricorrerà sicuramente in appello. Non intende piuttosto lasciare la poltrona di sindaco ? 

In caso di condanna in primo grado dovrei comunque lasciarla, perché interviene la legge Severino, e con serenità come ho sempre detto, perché forte di una consapevolezza che è quella che la mia famiglia e i miei amici non mi hanno mai abbandonato neanche per un minuto, sapendo e conoscendo la mia persona e il mio carattere; quindi questo mi convince ad andare avanti. Non è un problema di essere legato alla poltrona, o piuttosto bramosia di potere. So e voglio dimostrare, se necessario nei tre gradi di giudizio, la mia assoluta condotta legittima, e soprattutto voglio dimostrare a me stesso e agli altri che chi ha amministrato questo Paese l’ha fatto soltanto al fine di migliorarlo, e credo che questi nove anni dimostrino che ho lavorato in tale direzione.

Quando mi sono insediato ho pensato che avrei dovuto lasciare un paese migliore di come l’avevo trovato, io credo, ma dovranno dirlo i cittadini e gli elettori, di essere riuscito in questa missione e vado avanti con serenità e tranquillità; ovviamente, nel caso di condanna sfavorevole al primo grado, mi difenderò in appello e in Cassazione perché la Costituzione, come ho già detto, recita che si è innocenti fino a prova contraria.  Farò valere le mie ragioni nei tre gradi di giudizio, sapendo di potermi difendere al meglio giacché ho sempre lavorato nell’interesse dei cittadini.

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