Don Maggi: “Nella Bibbia ebraica Dio onnipotente non c’è”

“Nell’Antico Testamento in greco c’è Pantokrator, Signore di tutto”. “L’immagine che (molti cristiani, n.d.r) hanno di Dio è un misto di Padre di Gesù, Dio degli ebrei e miscuglio di dei pagani”

 

La Civetta di Minerva, 14 ottobre 2016

‟L’immagine di Dio onnipotente nasce per un’interpretazione errata di Girolamo nella traduzione in latino della Bibbia ebraica perché il concetto di onnipotenza non c’è. C’è il concetto di signoria: il Signore è sovrano di tutto, ma non onnipotenteˮ. Il biblista Alberto Maggi, che abbiamo già intervistato in altra occasione, scardina ancora una volta le credenze diffuse di molti cattolici

Quindi Dio non è onnipotente?

‟Già, se dichiariamo che Dio è onnipotente, abbiamo una grande contraddizione: se Dio è onnipotente, allora non è buono, così come popolarmente s’intende l’onnipotenza, cioè può fare tutto. Un Dio buono come fa a rimanere insensibile di fronte alle tremende tragedie e sofferenze dell’umanitàˮ?

La giustificazione che sentiamo è che Dio non vuole il male, ma lo permette.

‟Allora è un Dio complice del maleˮ.

Maggi ci spieghi lei.

‟Ricordiamo il catechismo di prima, cosa recitavamo su chi è Dio? È l’essere perfettissimo, creatore e Signore del cielo e della terra; e alla domanda: per quale fine Dio ci ha creati? la risposta era: per amarlo e servirlo. Un egoismo totaleˮ!

Poi continuava che c’era la ricompensa: servirlo in questa vita per goderlo nell’altra in Paradiso.

‟Sì, ma all’epoca di questa teologia andare in Paradiso era pressoché impossibile. Qualche periodo in Purgatorio non veniva risparmiato a nessuno perché, per andare in Paradiso, bisognava essere in grazia di Dio. Anche quando si riteneva di essere in grazia di Dio, il solo fatto di pensare di essere in grazia di Dio significava aver fatto un peccato di orgoglio, quindi si era persa questa graziaˮ.

Come si è formata l’immagine di questo Dio?

‟Ancora oggi, dopo duemila anni dal messaggio di Gesù, l’immagine che molti cristiani e non hanno di Dio è un misto del Padre di Gesù, del Dio degli ebrei e il miscuglio di divinità pagane. Allora, nel mondo pagano, il rapporto con la divinità non era concepito come un rapporto di amore, non si pensava di dover amare gli dei e tanto meno di essere amati. Gli dei erano visti come persone straordinarie che vivevano in una condizione di privilegio che consisteva nell’immortalità e felicità, impossibile agli uomini. Compito di questi dei era vigilare sugli uomini perché nessuno superasse una soglia di felicità che li facesse, in qualche modo, equiparare alla condizione divina. Quando le divinità si accorgevano che una persona raggiungeva un determinato livello di felicità, ecco che veniva punitaˮ.

Sono ancora presenti queste antiche immagini di divinità pagana?

‟Certamente, ancora oggi si dice: «Me lo sentivo che doveva capitare qualcosa, andava tutto troppo bene». Questo si rifà appunto all’immagine degli dei pagani, che quando si accorgevano che a una persona tutto andava bene, ecco che arrivava la punizione. Poi ciò è stato aggravato nel mondo cristiano dalla punizione intesa come volontà di Dio, sublimata dal fatto della croce: “ognuno ha la sua croce.” È un Dio che fa la croce per tutti quantiˮ.

Viviamo ancora come i tempi antichi?

‟Purtroppo, tutto ciò ha fatto sì che nella spiritualità, nella vita delle persone, sensazioni o condizioni di vita, che sono il massimo desiderio dell’uomo, venissero vissute o sentite con sospetto; così parole come felicità, gioia, piacere, ecc. sono state vissute con dubbi o inquietudine. È l’atteggiamento che si aveva nei confronti delle divinità, il timore, non l’amore, dovuto al desiderio di evitare i castighi di queste divinitàˮ.

Nelle religioni pagane com’era risolto il problema del male?

‟Semplice. Esisteva un Dio buono autore della vita, che faceva il bene. Poi esisteva una divinità cattiva, l’autore del male e della morteˮ.

Ci parlava dell’errore di traduzione della parola onnipotente…

‟È da vari termini che è nato onnipotente. C’era zebaot, eserciti, con cui non s’intendono gli eserciti militari, ma tutta la milizia dei cieli. Il cosmo era considerato animato. Tra Dio e l’uomo si frapponevano queste potenze angeliche o demoniache, che erano divise secondo i poteri. Una di queste era chiamata l’esercito del cielo, cioè tutto l’insieme dei pianeti, degli astri che non erano considerati materia, ma esseri viventi che influivano e condizionavano la vita dei credenti. L’esercito del cielo era considerato una divinità che gli ebrei adoravano. Per evitare ciò venne attribuito a Dio questo titolo: Dio è il Dio – il termine ebraico è zebaot – degli eserciti. Nel profeta Isaia c’è scritto: “In quel giorno Jahvè punirà in alto l’esercito di lassù”. È per questo che Gesù dice: il sole si oscurerà, la luna non darà la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Egli non sta prospettando una catastrofe cosmica, che a molti piace chiamare la fine del mondo, termine che non c’è nei vangeli, nei vangeli non si parla mai di fine del mondoˮ.

A cosa si riferisce?

‟Per Israele erano queste potenze che legittimavano ogni forma di potere. Mentre Gesù diceva che, quando si annunzierà la buona notizia, questa farà toccare con mano alle persone la luce del vero Dio e sarà questa luce che farà eclissare tutte le altre divinità. Il sole che si oscurerà non significa un fenomeno cosmico. Il sole era considerato una divinità, un Dio. La luce del messaggio di Gesù è: il volto del vero Dio oscurerà il falso Dio sole, stessa cosa è per la luna considerata anch’essa una divinità e il messaggio di Gesù dice: l’oscureràˮ.

E perché le stelle cadranno dal cielo?

‟Perché con il termine stelle s’indicavano i potenti. Ancora oggi il linguaggio è rimasto così. Non parliamo così di star dello spettacolo o dei potenti? Tutti i re, gli imperatori, ritenevano di avere autorità divina e nel linguaggio simbolico dell’epoca erano collocati in alto nei cieli là dove c’era Dio. Quando si oscureranno queste false divinità nelle quali si crede queste stelle cominceranno a cadereˮ.

Quindi un’immagine di Gesù non catastrofica, ma positiva che chiedeva la collaborazione degli uomini.

‟Già, devono essere gli uomini capaci di far brillare il vero Dio. Le false divinità, si riciclano, cambiano nome, ma continuano ad esistereˮ.

Così il potere in queste false divinità dovrebbe cadere e quest’avvenimento dipende soltanto da noi.

‟Si, nella misura in cui facciamo brillare il volto del vero Dio. È così che le false divinità si oscurano e il loro potere comincia a cadere. Uno di questi termini, l’abbiamo visto, è zebaot, che Girolamo traduce con onnipotente. Bisogna pensare che l’Antico Testamento è in ebraico e, circa 150 anni prima di Cristo, venne tradotto in greco. Là troviamo “pantokràtor” che non significa “onnipotente”, ma significa “Signore di tutto”. Quindi il termine “pantokrator”, tradotto erroneamente da questo termine ebraico, significa che Dio è il Signore di tutto. È Signore della terra, ma anche del cielo. Girolamo invece tradusse questo termine con onnipotenteˮ.

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