Il Porto di Augusta è diventato un deposito di ferraglie

Ormai imminenti le scelte governative dopo l’improvvida moratoria triennale chiesta da Crocetta. In attesa delle decisioni del Ministro, rimangono i problemi di sempre

 

La Civetta di Minerva, 14 ottobre 2016

Attualmente commissariata con a capo il comandante della capitaneria di porto, l’Autorità portuale di Augusta procede stancamente nella sua esistenza senza particolari segni di vitalità. Tale apparente bonaccia nasconde però una inquietante situazione che vede sempre più il porto ostaggio dell’incapacità di mostrare segni di autorevolezza a difesa delle sue necessità. Le varie autorità preposte ne stanno facendo un deposito di merci “avariate”. Così accade che il porto e le sue banchine siano diventate un luogo di sosta a tempo indeterminato (?) per ferrivecchi e navi/attrezzature alla “deriva” che mutilano la operatività portuale.

In concreto: l’Aeolos kenteris”, della compagnia greca Nel Lines, un traghetto veloce che doveva iniziare un collegamento con Malta, arrivato il 9 giugno, è ormeggiato alla banchina ro-ro e posto sotto sequestro, giganteggia con il suo profilo sonnolento in attesa di decisioni che tardano a venire e intanto occupa un lato del pontile; la “Oruc reis”, rinfusiera da 32 mila tonnellate, con a bordo alluminio e rottami di ferro, arrivata a fine agosto e ormeggiata nel porto commerciale banchina itsa dove occupa due posizioni altrimenti operative, è anch’essa sotto sequestro ed è priva di equipaggio in larga parte sbarcato e attualmente ha a bordo solo tre marittimi; come se ciò non bastasse anche una piattaforma di trivellazione la “Noble Homer Ferrington” arrivata per lavori il 14 ottobre del 2014 è ormeggiata alla banchina e non si riesce a capire perché rimanga li ferma e inoperosa.

A tanta ferraglia si sommano le molteplici carrette semiaffondate nella rada che continuano a liquefarsi spandendo i propri residui nel porto megarese senza che l’Autorità portuale decida sulla loro rimozione utilizzando la ricca cassa depositata in banca a godimento dell’istituto cassiere.

Ad aggravare questa situazione permangono le deficienze organizzative più volte denunciate dagli operatori quali la carenza di personale nella Capitaneria di Porto che determina pesanti ripercussioni sull’utenza anche a causa della poca disponibilità al massivo utilizzo delle procedure informatiche. Il sistema informatico Poanet è utilizzato, di fatto, in maniera molto parziale e solo per quelle pratiche la cui utilizzazione risulta di maggiore convenienza alla stessa capitaneria piuttosto che all’utenza; l’Ufficio della Polizia di Frontiera è ubicato presso il Porto Commerciale, lontano dalla città dove hanno sede tutte le Agenzie Marittime e dove avviene materialmente la movimentazione delle persone, il che comporta un ingiustificato aumento dei costi con il risultato che i cambi equipaggio sono effettuati solo quando non sono rinviabili e ciò riduce sensibilmente il numero di marittimi che visitano la città con ricadute negative su tutta la filiera delle imprese di servizio; l’ubicazione della Agenzia delle Dogane – trasferita per intero presso il porto commerciale – determina un ulteriore aumento dei costi dei servizi, mentre sarebbe stato utile che l’ufficio principale fosse rimasto nel centro abitato trasferendo nel porto commerciale solo un presidio.

Complessità burocratica e una inadeguata organizzazione della pubblica amministrazione hanno concorso a determinare una drastica riduzione delle attività economiche connesse ridimensionandone la competitività e il volume di affari.

Una serie di carenze tecniche e strutturali (potenziamento dell’impianto antincendio fisso del porto, mancata attivazione di una squadra di pronto intervento, limitata manutenzione, mancanza di parcheggi di smistamento e pre-imbarco per rotabili ed automobili a servizio del traffico traghetti, nonché idonei locali di cortesia per accoglienza degli autisti dei tir, carenza di impianti di messa a terra per ogni posto di attracco – ne esistono solo due, peraltro allestiti da privati -, scarsa manutenzione della nuova darsena e del suo specchio acqueo, mancata riorganizzazione dei posti di ormeggio e degli spazi), fanno da corredo a una non più sopportabile disattenzione verso un Porto che aspira ad essere il crocevia dei traffici della Sicilia orientale.

Se non si interviene rapidamente avrà buon gioco chi chiede la spostamento della sede dell’autorità di sistema a Catania visto che di fronte a tanta insipienza le autorità preposte preferiscono agitare il campanilismo invece dell’efficienza e della capacità organizzativa. Altro che visite di cortesia, bisogna agire con decisione ed autorevolezza.

Indiscrezioni dell’ultim’ora rivelate dall’on. Amoddio nel corso di un incontro in Augusta informano sull’intenzione del Ministro di concedere una proroga definita “tecnica”, legata ai bilanci delle due Autority, di 4 mesi fino al 31 dicembre nominando però entro il mese il Presidente: beh, se cosi fosse nulla sarebbe pregiudicato anche perché il blocco delle erogazioni finanziarie disposto dall’Europa, come rivelato nella stessa sede dall’on. Zappulla, sarebbe condizionato dall’avvio della riforma. Staremo a vedere.

 

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