In attesa che in Italia cresca il PIL, aumentano gli analfabeti. Per avere più neoplasie basta solo sopravvivere a lungo, come oggi avviene spessissimo
La Civetta di Minerva, 10 giugno 2016
Se stessimo a valutare come attendibili tutte le bufale che girano su Facebook e simili, l’umanità, immersa fino al collo tra sostanze cancerogene, scie chimiche, cattive abitudini sta per essere pesantemente falcidiata dall’insorgenza di nuovi tumori.
Come tutte le bufale ben confezionate, quello che conta è la percentuale di verità contenuta. Un importante elemento per l’attecchimento delle bufale è l’analfabetismo funzionale moderno, soprattutto quello che affligge l’Italia. Inutile nasconderci che il nostro sfortunato Paese brilla sul panorama internazionale per una cultura media molto bassa, per una percentuale preoccupante dei diplomati e laureati (già inferiore rispetto all’Europa e non solo) che hanno difficoltà anche a comprendere un testo di media complessità. Non parliamo dell’estrema ristrettezza del vocabolario nei termini usualmente adoperati e delle bassissime performance in matematica e fisica dei nostri studenti. Su questo fenomeno deprimente pesano, poi, i soggetti di media età e anziani che, a mala pena, ebbero un’istruzione elementare. Mettiamo pure che la Nazione ha una datata e severa caduta di nuovi nati ed è popolata prevalentemente da anziani.
La somma di questi fattori costituisce un mix esplosivo per cui assistiamo in Italia a fenomeni politici (partiti macchietta, qualcuno al 61% in Sicilia, che durano vent’anni sulla scena politica) che fanno deprimere anche gli ottimisti per natura. Mettiamo pure in conto che mai si è verificata in nessun posto una condizione di dipendenza televisiva come quella italiana. Di fatto l’informazione e l’ammaestramento delle coscienze sono stati lasciati alle reti televisive pubbliche, sempre più controllate dai governi prodotti dalle macchiette da avanspettacolo di cui sopra e alle reti private vergognosamente regalate a imprenditori di bassa levatura che hanno trasferito in ogni casa italiana la fiera di paese e la cultura della velina, sempre cara al cuore peloso della nazione.
Ne viene fuori uno strano Paese che annovera nella sua storia vertici purissimi di raffinatezza e cultura, lasciati nel dimenticatoio e a decadere, mentre trionfano il pecoronismo deteriore e la dipendenza dai nuovi social media.
Nonostante la recentissima sentenza di Trani, che riporta la verità nelle aule giudiziarie e che conferma che l’autismo con i vaccini non ha mai avuto alcuna relazione, non demordono i seguaci pentastellati e tutti i laureati su Google sui danni da vaccini. Abbiamo già i primi morti di pertosse e morbillo in Italia e cinquantamila anziani, morti solo nel 2015, per mancata vaccinazione antinfluenzale e altre conseguenze pericolose dei tagli del sistema sanitario. Ciononostante i nuovi laureati in medicina su Facebook continuano a garantire che di vaccini si muore.
Nello stesso tempo non ci si accorge di essere bombardati da una martellante pubblicità che ci induce a ingrassare le tasche d’individui assai loschi che vendono a caro prezzo integratori alimentari di dubbia sicurezza e igiene. Non si contano le minchiate scientifiche da imbonitore di paese somministrate per tutte le vie mediatiche al popolo bue. Altrettanto alto è il numero di quelli che abboccano e sostituiscono i vaccini con intrugli venduti attraverso le reti che promettono rinforzi del sistema immune che, di fatto, è impossibile che esistano.
Insomma c’è chi ha trovato il modo di far soldi sugli allarmi raccolti e fatti propri da tutti i neolaureati in medicina del web.
Epidemia di tumori – Su questa scia fioriscono le bufale terroristiche sul cancro. Duole qui costatare che persino lavoratori del settore sanitario, che preferisco qui non identificare, si danno da fare per propalare notizie raffazzonate, imprecise, incomprensibili al normale lettore, facendo riferimento al cancro quasi questo fosse una malattia unica. E’ quotidiano per me rilevare su molti siti e su qualche scalcinata testata la pubblicazione di notizie che gettano nel caos mentale chi veramente è ammalato di cancro. Si parla di rivoluzionarie cure e di scoperta di cause mai prima ipotizzate.
Il 100% di queste false notizie deriva dall’aver letto, rilanciato e non compreso qualche periferico lavoro scientifico che, ipotizzando qualche postulato spesso peregrino, cerca conferma in un numero sparuto di pazienti e, ancor prima di aver ricavato dati attendibili e validati, dà in pasto a un giornalista, affamato di gloria e somaro a sua volta, perché non esperto, dei risultati che non saranno mai confermati in altre realtà scientifiche. Finisce tutto nel dimenticatoio dell’enorme flusso di evidenze scientifiche ma la confusione è stata seminata ad arte nella testa del laureato alla tastiera di Facebook, che rilancia la bufala facendola sua e, da buon analfabeta funzionale, la garantisce come vera.
Ecco accesa la miccia e, da somaro in somaro, la notizia fa il giro del web. Come tutte le cose ripetute troppe volte, diventa vera e credibile. Vai a spiegare che oggi la parola “cancro” non vuol dire nulla! Vai a spiegare che sotto la voce cancro o tumore si nascondono più di 2.000 malattie completamente diverse per cause, decorso e cura! Vai a spiegare che la verità bisogna saperla cercare e capire!
Oggi i tumori sembrano essere in avanzata per il solo fatto che sono migliorate notevolmente le capacita tecnologiche di saperli diagnosticare. Basti pensare alla semplice ecografia di quarant’anni fa rispetto a quella di oggi. La tecnologia ha fatto in modo che sia diventata un’arma eccezionale per guardare dentro un corpo. Inutile ricordare l’evoluzione avvenuta all’interno di metodiche diagnostiche più evolute come TAC, Risonanza Magnetica Nucleare e Tomografia ad Emissione di Positroni (PET). Peraltro bisognerebbe aver studiato, molto e bene per decenni, discipline difficili e complesse per spiegare come funzionano e cosa possono fare per la salute umana.
Il paziente dice al medico cosa deve fare – Mi piace, invece, ricordare quello che avviene spesso nel mio studio medico. Serve a dare la misura di quanto sia vero quello che io stesso dichiari sull’analfabetismo funzionale degli italiani e dei siracusani in particolare.
E’ esperienza quotidiana sentire l’ex commessa di abbigliamento o di profumeria, la casalinga con licenza media risicata, il laureato in altre discipline, l’impiegato, la studentessa nevrotica e sfortunata, il disoccupato sconfitto dalla vita, l’infelice e frustrata signora separata, mantenuta dai genitori, venire a mercanteggiare con il medico su qualcuna di queste prestazioni ad altissima tecnologia e costo, sostenendo con competenza autocertificata di comprenderne le peculiarità e le indicazioni. Anzi, si offendono se il medico ha opinioni diverse sull’appropriatezza o meno dell’esame che richiedono su loro iniziativa, mettendosi perciò sullo stesso piano del sanitario quanto a conoscenze e capacità. Se si va a “sfruculiare” il personaggio con qualche presa di distanza o, peggio, con la richiesta su dove abbia acquisito la laurea in medicina, non è infrequente sentire che i medici sbagliano sovente, spesso deliberatamente, che risparmiano sugli esami necessari ai pazienti e che su Facebook tutti ripetono che…
Se, invece, l’analfabeta funzionale è anche analfabeta digitale, è la regola sentirsi dire che la propria vicina di casa in un caso analogo si è salvata proprio per aver fatto quel tal esame che il medico non le aveva prescritto. Questa della vicina di casa è una delle università più antiche che esista in Sicilia, sforna lauree autorevoli e sentenze inappellabili!
Che dire di questa quotidianità nel rapporto con i pazienti? Un paese di pazzi, come sostiene il professor Andreoli, famoso psichiatra, in una sua bellissima pubblicazione.
La verità scientifica sui tumori – La verità sul boom di tumori è molto più pedestre ma al di fuori delle possibilità di comprendere di molti italiani di tal fatta. Oggi contiamo più tumori per il semplice motivo che di queste malattie si muore molto meno. Ci sono persone che sopravvivono più di quarant’anni dopo la diagnosi e le cure del proprio tumore, restando in vita ma catalogati come affetti da neoplasia. Altra causa incontrovertibile dell’aumento delle diagnosi è che, in soli cinquant’anni, abbiamo guadagnato quasi quindici anni di sopravvivenza in più.
Tutti dovrebbero sapere che per avere più tumori basta solo sopravvivere a lungo, come oggi avviene spessissimo. Quindi più vecchi = più tumori. Quelli che non sono morti precocemente per le malattie infettive, per l’invenzione di ottime cure su tanti fronti, possono invecchiare e morire di altro, comprese le neoplasie.
Altra causa di un apparente aumento dei tumori sono gli screening condotti sulla mammella (mammografia), colon (sangue occulto nelle feci), prostata (PSA), collo dell’utero (striscio). È chiaro che le diagnosi aumentano perché ce le andiamo a cercare con mezzi che rivelano il tumore molti anni prima di quando ce ne saremmo accorti. Una condizione tumorale frequentissima è il tumore maligno della prostata. La maggior parte degli anziani maschi più invecchia più si ammala di cancro della prostata. Per fortuna solo pochissimi moriranno per questo motivo, trattandosi, in genere, di tumori lentissimi nella crescita. Chiaro, però, che più vecchi ci sono più tumori della prostata abbiamo.
Probabilmente qualche tumore aumenta perché è cambiato il modo con cui il sole e l’atmosfera fanno passare radiazioni pericolose sulla terra (nei e pelle). Non sono aumentati i tumori: è migliorata la nostra capacità di vederli prima, di curarli bene e a lungo, è aumentata la nostra longevità e con essa la possibilità che il nostro patrimonio genetico commetta errori nel riprodursi.
E il conto dei casi di tumore cresce… insieme con quello dei cretini che hanno così tanta fiducia nella propria laurea in medicina, conquistata trastullandosi sul web, da sentirsi pari o superiori al proprio medico.

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