Discariche a cielo aperto in varie zone della città

In via Agatocle, a Tremmilia… C’è di tutto: materassi, assi di legno, plastiche, eternit. L’arch. Abela: “Ho protestato al Comune, inviato foto, mi hanno dato l’ok, non hanno fatto nulla”

 

La Civetta di Minerva, 24 giugno 2016

È successo proprio giovedì mattina della scorsa settimana. Verso le 12. Da un camioncino tre uomini, velocemente, hanno tirato giù una vecchia cassettiera e altro materiale in legno. I cassetti sono stati gettati nel cassonetto parzialmente vuoto, il resto è stato deposto al di fuori. Poi i tre si sono allontanati rapidamente. Peccato non aver potuto sostare in tempo per scattare una foto alla targa! Tutto è successo in via Agatocle, proprio nei pressi di quel cantiere per il quale da maggio una residente del palazzo limitrofo, l’architetto Nicoletta Abela, chiede chiarimenti.

Il cantiere, aperto da anni per la riqualificazione della parte restante della vecchia ferrovia, versa in condizioni disastrose. L’area è suddivisa grossolanamente in due macro zone recintate malamente da una serie di paletti metallici, che reggevano la rete plastificata, ormai pericolosamente divelti, decisamente pericolosi soprattutto per i più piccoli che potrebbero ferirsi seriamente al volto. Per il resto, lembi della stessa rete frangivento, svolazzando nelle giornate di vento, infieriscono sui passanti.

Nella parte più vicina a piazza Euripide, con tempi giurassici, si sta realizzando quella che dovrebbe essere una vasca di rilancio delle acque nere della zona bassa della città. Due vasche, spesso piene di acqua putrida e stagnante, mandano i loro effluvi ai balconi prospicienti. In una, un cassone in metallo, sono messi a mollo alberi di oleandro, nell’altra, nell’acqua sporca, macera del materiale di risulta, frutto di un ulteriore scavo collegato con una vasca realizzata a molte riprese circa un anno fa.

Non manca una discarica a cielo aperto: vicino a un’area adibita a stoccaggio per i detriti delle varie lavorazioni eseguite all’interno della borgata Santa Lucia, sono accatastati oggetti ingombranti come materassi, assi di legno, guaine, plastiche e altre simili amenità. Un ricettacolo per ratti e insetti di vario genere.

“Ho posto il problema la prima volta a maggio in occasione di un consiglio della Circoscrizione Neapolis a cui partecipava anche l’assessore alle politiche ambientali. Gli ho poi inviato le foto per documentare la grave situazione igienica, oltre che di decoro, di sicuro pregiudizio per la salute dei cittadini, turisti e studenti del vicino liceo scientifico. L’assessore mi ha subito risposto di aver informato della mia segnalazione sia il responsabile del settore ambiente Sandro Randazzo che l’ingegnere Emanuele Fortunato dell’Ufficio tecnico competente al quale mi sono rivolta. Ma da allora nulla è successo. Anzi no: si è accumulato qualche altro rifiuto ingombrante”.

Ha un senso continuare a segnalare situazioni di degrado e di pericolo per la salute pubblica?

Tra le new entry, insieme al cantiere di via Agatocle, testardi annoveriamo la discarica appena usciti dall’autostrada per Rosolini, in direzione Siracusa a destra, al di là del guardrail, una discarica di cui abbiamo seguito la lenta ma costante crescita nel tempo, biglietto da visita della nostra città patrimonio Unesco; le discariche, sempre più numerose e interessanti per la varietà della proposta di rifiuti, sulla via Ascari che unisce la 124 alla provinciale 14 specie nei pressi di un ex ristorante, prima ristrutturato e poi lasciato a un’inesorabile consunzione, ormai diroccato; un’altra area costantemente rimpolpata da instancabili barbari in una trazzera, recentemente “ritoccata”, che da Tremmilia conduce all’imbocco dell’autostrada direzione Catania. E l’ultima, individuata più recentemente, sempre in una via interna della strada Tremmilia, poco distante da un condominio di ville di un certo pregio, che vanta una buona quantità d’amianto, accatastato con pregevole ordine bisogna riconoscere, insieme al solito mucchio di detriti, legno e altro. W l’Italia!

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