Formazione Professionale, impagati da mesi dipendenti, locatari e fornitori

Si lanciano iniziative di sfoltimento assistito sperando di ridurre il personale dagli 8mila attuali a poco più di 3 mila e 500

 

La Civetta di Minerva, 27 maggio 2016

La polemica è partita proprio da Siracusa ma in tutta la regione i lavoratori sono stanchi: stanchi di promesse e di buone parole, di pacche affettuose e di spallucce alzate. La situazione della formazione professionale è assurda: più di 8 mila persone senza regolarità di stipendi da anni e senza garanzie. Insomma un mondo allo sfascio dove chi paga sono sempre i più deboli: i lavoratori.

Adesso si prova a correre ai ripari: richiesta dello stato di crisi (ma la Cgil non lo proponeva due anni fa?), aggiornamento dell’albo per capire quanti lavoratori davvero sono ancora inseriti nel sistema della formazione professionale, incentivo all’esodo e prepensionamento. L’assessore Marziano spera che alla fine siano poco più di 3 mila e 500 quelli che resteranno nel comparto ma finora è tutta teoria. Di fatto i soldi per un quadro più chiaro dovrebbero uscire dalla concertazione tra Stato e Regione. Ma il governo centrale ha già chiarito che interverrà solo nel caso in cui il progetto quadriennale del governo Crocetta sarà serio e soprattutto darà certezza per il futuro ai lavoratori evitando che la formazione rimanga un grande carrozzone.

Intanto a Siracusa sono solo due gli enti che in questo momento stanno lavorando tramite l’obbligo formativo che finisce entro maggio. Gli altri enti sono fermi in attesa che l’assessorato emani le disposizioni per l’avvio dei nuovi corsi e l’accreditamento per gli enti che è ormai scaduto. L’assessore ha dichiarato che si riparte a settembre: ma intanto che si fa? Gli ammortizzatori sociali sono finiti, le lettere di licenziamento sono già partite e gli enti sono senza commesse. E se il percorso si riavvia dopo l’estate gli operatori dovranno fare volontariato…come in fondo fanno già da anni. “Qualcosa si muove – ci spiega Turi Giarratana, responsabile provinciale Flc Cgil sul settore – ma manca pur sempre una visione complessiva del problema formazione. Per esempio non sentiamo mai parlare di gestione unica delle risorse. Le modalità di reperimento delle risorse afferenti ai fondi comunitari e statali andrebbero incanalate in un’unica voce, controllate e rendicontate da un solo ente supervisore, invece si disperdono in vari rivoli nei diversi assessorati che di formazione si occupano. In tal modo sarebbe molto più semplice attuare politiche del lavoro rispondenti alle esigenze dei lavoratori e vi sarebbe un maggior controllo”.

Intanto con il D.Lgs. 14 settembre 2015, n.150 disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, sarebbe possibile riavviare il già riuscito progetto di supporto ai centri per l’impiego. Nella provincia di Siracusa sono 13 le società che dovrebbero collaborare con i centri per l’impiego che da tempo non riescono a far incontrare domanda ed offerta di lavoro e sono in uno stato di difficoltà che potrebbe essere ovviato affiancando loro gli ex sportellisti della formazione. “Alla Sicilia, a statuto speciale – ci spiega Giarratana – sono state assegnate le competenze in materia di programmazione di politiche attive del lavoro ed è dunque compito della regione identificare la strategia per l’occupazione e l’accreditamento degli enti di formazione. Ma attualmente le linee di indirizzo regionale non sono state tracciate e così mancano i criteri sui quali utilizzare questi fondi e le modalità. In parole più semplici la regione Sicilia deve realizzare la convenzione con lo Stato per definire i criteri e espletare i servizi ma che si possa procedere su questa strada non è certo visto che mancano le coperture finanziarie”. L’altra gamba per il rilancio della formazione sarebbero gli avvisi 6 (Piano straordinario per rafforzare l’occupabilità in Sicilia, rafforzamento dei percorsi di politica attiva per i percettori di ammortizzatori sociali in deroga), Avviso 7, sostegno per l’autoimpiego e autoimprenditorialità e predisposizione di percorsi formativo/consulenziali e di affiancamento, e l’Avviso 8, Piano di attuazione nazionale della Garanzia Giovani PON – YEI Piano di attuazione regionale della Garanzia Giovani con misure di accompagnamento al lavoro, ma sono quelli famosi che partiranno, forse, a settembre ma che già da febbraio dovevano essere attivi e che prevedono il pagamento a lavoro concluso.

Intanto sugli enti fioccano i decreti ingiuntivi dei lavoratori che da 30 mesi non prendono lo stipendio e gli enti, senza soldi e con i beni sequestrati e pignorati, rischiano la chiusura. “Non solo i dipendenti non vedono soldi da mesi – aggiunge il responsabile provinciale della formazione – ma gli enti in difficoltà non pagano affitti né spese ai creditori per mancanza di fondi. Un cane che si morde la coda e che vede in agonia il sistema formazione, che dovrebbe rappresentare la seconda gamba dell’istruzione. A questo punto si potrebbero cedere i crediti direttamente alla regione la quale potrebbe poi decurtarli dai fondi stanziati ed i rimanenti fondi accreditarli agli enti di formazione”. Il dramma continua. 

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