Osservasalute 2015: agli ultimi posti nel mondo per prevenzione

Per la prima volta negli ultimi dieci anni la speranza di vita alla nascita arretra: 0,2 uomini, 0,3 donne. Ricciardi (presidente ISS): “I tagli hanno diminuito i servizi ai cittadini”

 

La Civetta di Minerva, 13 maggio 2016

In Italia si fa poca prevenzione, siamo ultimi anche rispetto a paesi più poveri del nostro. Scende la spesa sanitaria, posti letto e personale sotto standard. Il sud trafitto.

Se, da una parte, tutti i fatti descritti nelle mie pubblicazioni di quest’ultimo anno sono confermati, se, dall’altra, le accuse di qualche ottimista massone, cittadino e no, d’essere un gufo allarmista sono smascherate dai fatti e cadono, avrei preferito aver torto. Per la prima volta in Italia è diminuita l’aspettativa di vita e tra le possibili cause c’è il mix di tagli che hanno diminuito i servizi dati ai cittadini insieme con una scarsa prevenzione, al calo delle vaccinazioni, ai pochi screening oncologici.

Dal lato della spesa sanitaria prosegue la riduzione dei disavanzi, anche se l’equilibrio è fragile, perché la riduzione è stata conseguita in gran parte tramite il blocco o la riduzione del personale sanitario e il contenimento dei consumi sanitari. E in questo senso le disuguaglianze Nord-Sud continuano a essere presenti. Anzi peggiorano. Per la prima volta negli ultimi dieci anni, infatti, la speranza di vita alla nascita arretra, con un decremento di 0,2 punti per gli uomini (80,1) e 0,3 per le donne (84,7)

È questa, in estrema sintesi, la situazione che emerge dalla XIII edizione del Rapporto Osservasalute (2015), un’approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane, presentata a Roma all’Università Cattolica qualche giorno fa. Il rapporto, importantissimo, pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l’Università Cattolica di Roma, coordinato dal professor Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, e dal dr Alessandro Solipaca, segretario scientifico dell’Osservatorio, è implacabile.

A confermare la possibile correlazione tra calo dell’aspettativa di vita, i tagli alla sanità, la poca prevenzione è il presidente Ricciardi, che ai giornalisti ha risposto: “Certo che c’è. I tagli hanno diminuito i servizi dati ai cittadini e questo può aver contribuito, insieme con una scarsa prevenzione, al calo delle vaccinazioni, e ai pochi screening oncologici”.

Siamo finiti agli ultimi posti al mondo per la prevenzione e, manco a farlo apposta, ci si mettono i troppi cretini del web a diffondere voci contro le vaccinazioni. Inoltre gli italiani sono sempre più grassi – nel periodo dal 2001 al 2014, è aumentata la percentuale delle persone in sovrappeso (33,9% vs 36,2%), ma soprattutto è aumentata la quota degli obesi (8,5% vs 10,2%). Ma non eravamo la patria del buon cibo e della dieta mediterranea?

Tutti negativi i dati di rilevamento sulla salute degli italiani? Per fortuna, no! Qualche bambino in meno tra gli obesi infantili, qualche sigaretta in meno, un po’ d’alcool in meno. Qualche sportivo in più e qualche sedentario in meno. Troppo poca la verdura e la frutta consumata, meno dello scorso anno. Scarsa attenzione degli italiani alle vaccinazioni. Incredibile osservare che si sono vaccinati meno i bambini trascurando i vaccini obbligatori e raccomandati.

Stesso trend per gli anziani. Nell’ultimo decennio, piuttosto che aumentare, sono diminuiti gli anziani che non si sono vaccinati per l’influenza e non di poco: quasi il 23% meno. Sicilia e Lazio hanno speso metà del pochissimo denaro messo sulla prevenzione. In pratica i cittadini sono abbandonati a loro stessi.

“Anche quest’anno – avverte il professor Walter Ricciardi – le analisi contenute nel Rapporto Osservasalute segnalano numerosi elementi di criticità, in quanto confermano il trend in diminuzione delle risorse pubbliche a disposizione per la sanità, l’aumento dell’incidenza di alcune patologie tumorali prevenibili, le esigue risorse destinate alla prevenzione e le persistenti iniquità che assillano il Paese e il settore della sanità”.

Sono aumentati i casi dei tumori che si possono prevenire: più neoplasie della mammella e del colon retto nel corso del 2015. Incredibile! 54.000 i morti in più fra gli italiani, rispetto allo scorso anno, un po’ per l’alto numero di vecchi, le mancate vaccinazioni antinfluenzali e gli effetti del calore, in fondo cause evitabili!

In fondo, in fondo, tranne i veri responsabili che vedono una ripresa, non c’è proprio da stare allegri, se non per le spese minori per pensioni e i ritocchi alla reversibilità. 

Da leggere

TERAPIE CONTRO IL CANCRO – LA SALUTE NELL’ERA DELLA DISINFORMAZIONE. FAKE NEWS IN SANITA’ 4a PARTE

Il cancro è uno degli ambiti dove si sono sviluppate le peggiori forme di pseudoscienza …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti