Intervista al commercialista Francesco Licini: “Matrimonio riuscito male quello della spa Hera, che rischia di perdere 2,5 milioni di euro. Anche la garanzia per la costruzione della piattaforma per rifiuti speciali e pericolosi rischia di tramutarsi in una perdita secca!”
La Civetta di Minerva, 13 maggio 2016
La Oikothen è una società consortile a responsabilità limitata. Oltre alla Panelli Impianti ecologici S.r.l. (oggi in fase di liquidazione) con una quota del 7,80%, i due soci principali sono, con pari quote (il 46,10%, pari a 29.196 euro su un capitale sociale di 63.332), l’Euroenergy Group S.r.l. del Gruppo Marcegaglia e l’Hera S.p.A.dal 9 novembre del 2007.
Quest’ultima fa parte del Gruppo Hera, un colosso del settore energia e rifiuti, oggi quotato in Borsa, fondato nel 2002 a Bologna tramite l’unione di 11 aziende municipalizzate dell’Emilia-Romagna in un’unica multiutility attiva nei settori Ambiente (raccolta e trattamento rifiuti), Energia (distribuzione e vendita di energia elettrica e gas) e Idrico (acquedotto, fognature e depurazione) di 358 comuni del centro nord. La spa, che è cresciuta nel tempo includendo altre multiservizi, ha dichiarato per il 2015 ricavi per 4,5 mld e un utile netto di 200 mln; sono 8.850 i dipendenti diretti.
Nell’anno 2014 il gruppo Hera ha svalutato per intero la sua partecipazione in Oikothen che risulta essere in fase di scioglimento e liquidazione.
Cosa significa questo, concretamente, dottor Licini?
“Nella fase della liquidazione, l’attività gestionale degli amministratori subisce un drastico condizionamento rispetto alla gestione ordinaria e si deve rivolgere esclusivamente a realizzare la messa in liquidazione della società e la conservazione del patrimonio sociale. Non è consentito agli amministratori intraprendere operazioni che abbiano finalità diverse, e ciò indipendentemente dalla circostanza che dette operazioni siano o meno attinenti all’oggetto sociale.
Le nuove operazioni vietate sono quelle non finalizzate alla liquidazione della società, o, comunque, non dirette ai fini della conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio sociale, cioè non necessarie per portare a compimento l’attività già intrapresa ed implicanti invece l’assunzione di nuovi rischi imprenditoriali o preordinate al conseguimento di nuovi profitti”.
Per la Oikothen con atto del 29/06/2012 è stato nominato liquidatore un commercialista di Varese, quale sarà il suo compito?
“Al liquidatore spettano atti strettamente necessari alla conservazione del patrimonio esistente. Egli inoltre deve dare esecuzione ai contratti in corso. L’improvvisa interruzione di ogni attività potrebbe infatti pregiudicare la conservazione dell’integrità del patrimonio provocando la perdita dell’avviamento.
Le operazioni consentite, che continuano invece a costituire un dovere degli amministratori, sono, per esempio, i contratti in corso di esecuzione, cause o contenziosi in corso, contratti di assicurazione e manutenzione, interventi urgenti sui beni sociali, l’utilizzazione dei beni sociali che non richiedono però nuovi impegni. La prosecuzione dell’attività che consente di realizzare nuovi proventi, senza l’assunzione di nuovi impegni, può costituire un’operazione diretta alla salvaguardia del patrimonio; si pensi, ad esempio, oltre che ai tempestivi interventi diretti al alienare prodotti deperibili, alla cessione a valore di mercato, anche con nuovi contratti, di beni giacenti in inventario. Tali operazioni possono consentire l’acquisizione di nuovi ricavi e utilizzare al meglio le giacenze, che in fase di liquidazione, possono magari essere cedute soltanto in blocco a valori fortemente svalutati. Per quanto poi concerne gli adempimenti civilistici e fiscali, la regolarità della gestione demandata agli amministratori, prima della nomina dei liquidatori, comprende, anche ai fini di evitare sanzioni alla società, l’adempimento di tutte le norme in vigore”.
Entriamo nello specifico della Oikothen e dei suoi rapporti con il Gruppo Hera. Come si presenta la situazione?
“Il Gruppo Hera che è socio, tramite Hera S.p.A., della società consortile Oikothen, ha già nell’anno 2014 svalutato per intero la sua partecipazione in Oikothen. Dal bilancio consolidato al 31/12/2015, approvato il 28/04/2016, risulta che nel 2015 il patrimonio netto della Oikothen è indicato come negativo per 317mila euro, quindi non soltanto è una società che non vale niente ma che addirittura genera considerevoli perdite anche alla luce del risultato del 2015 con segno meno per 133mila euro. Il patrimonio netto di pertinenza relativo a Oikothen è anch’esso negativo per 146mila euro (pari cioè al 46% di €317.000).
Viene accantonato un Fondo rischi per complessivi €2.472.000, pari cioè ai crediti per finanziamenti erogati alla società collegata: ciò vuol dire che il Gruppo Hera ritiene che non sarà in grado di riscuotere il credito finanziario “… considerate le prospettive future della società …” Oikothen. Risulta anche una fideiussione in favore della Oikothen per complessivi €580.000 a garanzia della corretta costruzione e gestione della piattaforma polifunzionale per rifiuti speciali e pericolosi. Garanzia che rischia anch’essa di tramutarsi in una perdita secca! Un matrimonio riuscito male, quindi!”

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