Appalto rifiuti, si va ad altra proroga forse con impresa diversa

Decisione da ponderare evitando ulteriori gravami all’amministrazione, meglio sarebbe attendere anche se i tempi del passaggio al nuovo gestore si allungano 

La Civetta di Minerva, 1 aprile 2016

Tra alcuni giorni (l’11 aprile, in seduta riservata della Commissione Urega) si scriverà un altro capitolo di questa tormentata gara di appalto per l’affidamento della gestione del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani della nostra città. Una gara di appalto che si sta prolungando oltre misura (ormai è passato più di un anno dal 19 marzo 2015, data finale per la presentazione delle domande di partecipazione da parte delle società interessate), che ci ha tenuto con il fiato sospeso per la vicenda dell’esclusione dell’azienda Tekra s.r.l., che ha visto un rimballo di accuse “velate” tra l’amministrazione e la commissione Urega, rea di aver ritardato le operazioni di gara, che ha costretto a dicembre del 2015 il comune di Siracusa ad ordinare l’ennesima proroga ad IGM Rifiuti Industriali s.r.l. e che ci ha riservato sorprese anche nella seduta pubblica del 16 marzo 2016, quando tutti si aspettavano che si potesse, almeno, procedere all’aggiudicazione provvisoria dell’appalto.

D’altronde, non dovrebbe stupire tanto questo intenso “travaglio” per partorire il nome della società che dovrà occuparsi della pulizia della nostra città per i prossimi sette anni. La posta in ballo è appetitosa ed è normale che i contendenti e gli attori della gara di appalto giochino bene e con professionalità il loro ruolo, mirando, come nel caso delle società partecipanti, a fare ciascuno i propri interessi. Per la prima volta in questa città si ha un capitolato di appalto che prevede un cambio radicale nel modo di gestire i rifiuti, che rivoluzionerà il modo di partecipazione dei cittadini alla gestione (con la formazione di un osservatorio e di una carta dei servizi da verificare annualmente), con premialità e addebiti al gestore e, soprattutto, con obiettivi seri e chiari, dettati dalla normativa europea.

A contendersi l’appalto, quindi, come è noto sono rimasti IGM Rifiuti Industriali s.r.l. di Giulio Quercioli e l’Associazione Temporanea di Impresa (ATI) Ambiente 2.0 formata dalla Tech dei fratelli La Bella e da Aimeri s.r.l. In base a quanto emerso dalla apertura della busta B (offerta tecnica) e della busta C (offerta economica) l’ATI Ambiente 2.0 risulta in vantaggio, ma per l’aggiudicazione provvisoria dell’appalto la commissione Urega, cosi come richiesto dal codice degli appalti (D.Leg.vo 163/2006), deve verificare la congruità dell’offerta, avendo ottenuto Ambiente 2.0 un punteggio superiore ai 4/5 del punteggio massimo previsto dal disciplinare di gara. La seduta riservata della commissione Urega dell’11 aprile farà un po’ di chiarezza a riguardo, anche se tutto non si concluderà in quella seduta. Infatti, oltre alla necessità di poter effettuare altre sedute riservate, il disciplinare di gara prevede che la commissione Urega debba convocare una ulteriore seduta pubblica per dare lettura degli esiti e di valutazione di congruità dell’offerta e del nome dei concorrenti esclusi e delle relative motivazioni e per aggiudicare la gara in via provvisoria.

Tempi che si allungano all’inverosimile, considerato che il 30 aprile scade l’ennesima proroga ad IGM e che l’amministrazione comunale si troverà, suo malgrado, a dover prorogare il servizio. Per la prima volta in assoluto, in questi otto lunghi anni di ordinanze e di determine, sembra che non sia scontata la scelta di IGM e l’amministrazione si stia riservando il diritto di verificare tutti gli elementi per scegliere a chi affidare in maniera temporanea il servizio per i prossimi mesi, almeno fino a quando non si avrà l’aggiudicazione definitiva della gara di appalto.

Altro nodo da comprendere, poi, è per quanti mesi sarà necessario prorogare. Certo, l’affidamento della proroga a una ditta diversa rispetto all’IGM sarebbe molto coraggiosa da parte dell’Amministrazione comunale e dell’assessore Pierpaolo Coppa, si darebbe un segnale di discontinuità, anche se, a nostro parere, bisognerebbe capire se il gioco vale la candela. Che senso ha affidare per soli alcuni mesi ad altro gestore, considerato che bisognerebbe riorganizzare il servizio e spostare il personale, attualmente in forze, da IGM ad altra società? A noi sembra più lineare prorogare ad IGM per alcuni mesi e aspettare l’esito dei lavori della commissione Urega prima e del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) dopo. E’ chiaro che in città si senta forte l’esigenza di dare una sferzata ad una situazione che ci vede in coda, ma riteniamo che sia corretto attendere i tempi necessari, per evitare di dover pagare scelte coraggiose ma non correttamente soppesate.

Rimane poi da chiarire la questione della regolarità contributiva della società Aimeri, socia di Tech nell’ATI Ambiente 2.0. E’ ormai acclarato che Aimeri si sia trovata al primo luglio 2015 in difetto sulla verifica della regolarità contributiva in una gara di appalto che avveniva in una città del nord. Il consiglio di Stato in adunanza plenaria, in data 29/02/2016, ha depositato una sentenza con la quale si evidenzia che la regolarità contributiva deve essere assicurata dal momento della presentazione della domanda di partecipazione alla gara di appalto fino al momento del contratto. Una sentenza che deve essere studiata approfonditamente e che gli avvocati delle due società rimaste in corsa stanno sicuramente decifrando. Tutto ciò complicherà il lavoro del RUP del procedimento in quanto spetterà a lui, come affermato dal presidente della Commissione Urega durante la seduta pubblica del 16 marzo, verificare il possesso della documentazione richiesta e la regolarità contributiva (anche se quest’ultimo punto non è previsto dal disciplinare di gara).

Insomma, una gara di appalto che ci ha tenuto con il fiato sospeso e che ci riserverà sicuramente altre sorprese.

 

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