Il Forum PD sui Beni Culturali: quasi tutti i monumenti della città portuale sono assolutamente negati alla fruizione. L’area archeologica del Petraro a Melilli minacciata da una discarica, difficoltà per “Priolo in volo”
Il Partito Democratico di Siracusa, a dispetto della quantità enorme di energie disperse per le polemiche interne e per la contrapposizione tra le varie “anime”, sembra aver intrapreso una strada utile ed idonea a chi dichiara di voler essere strumento civile per sostenere il cambiamento della società in senso civile e partecipato, forse in ossequio a quella efficace sintesi cantata da Giorgio Gaber con l’espressione “Democrazia è partecipazione”: i Forum tematici aperti. Ne ha avviati tre: su “Attività produttive e lavoro”, sui diritti civili e sui beni culturali, ben coordinati da Andrea Corso, Luigi Tabita e Beatrice Basile.
L’idea sarebbe quella di avviare iniziative aperte a tutti coloro che hanno una sensibilità sulla problematica trattata, indipendentemente dalla propria collocazione politica generale, con l’obiettivo di concretizzare proposte non contro qualcosa o qualcuno ma per facilitare il confronto e l’iniziativa concreta nei territori promuovendo idee e partecipazione finalizzata a orientare gli sforzi della cosiddetta società civile verso risultati tangibili a beneficio di tutti. In cambio il PD ha assicurato che sugli obiettivi individuati dai forum impiegherà tutte le sue risorse istituzionali (sindaci, consiglieri e parlamentari) per sostenere le agende individuate, senza primogeniture né esclusività, al fine di rimettere al centro dell’attenzione di tutti, ognuno per la propria parte di competenze, le problematiche relative.
In particolare sui BB.CC. l’instancabile Beatrice Basile ha già promosso ben cinque incontri nei territori in cui è stata suddivisa la provincia (Siracusa – Sortino, Cassaro e Ferla – Augusta, Priolo e Melilli – Lentini, Carlentini e Francofonte – Noto, Avola, Pachino e Portopalo) riscuotendo grande attenzione e una notevole quantità di indicazioni e proposte.
L’incontro del 25 febbraio sui BB.CC., dedicato ai territori di Augusta, Melilli e Priolo, ha visto la partecipazione, in particolare, di molte associazioni e del mondo della scuola. Vediamo in sintesi i temi emersi con più evidenza.
Per il territorio di Priolo, è stato ricordato l’esperimento “Priolo in volo”, sostenuto dall’Amministrazione Comunale con il concorso di associazioni locali, che ha coordinato la fruizione dei vari siti culturali, integrandola con un’azione di promozione pubblicitaria, arrivando ad attrarre, nel corso del 2012, circa 20.000 visitatori. Si è però evidenziato che, allo stato attuale, il progetto è in difficoltà.
Per il territorio di Melilli, è stato sollevato il caso del Petraro, area archeologica la cui salvaguardia dall’avanzata delle cave è stata oggetto di una lunga battaglia, e in cui è stato ammesso a finanziamento un progetto di start up per attività turistica promosso da Comune, dal CAI Siracusa e da un’associazione culturale; in atto, l’area è gravemente minacciata dall’apertura di una discarica, contro la quale è in atto una battaglia di Legambiente.
Per Augusta, sono emersi vari temi: le gravi condizioni del Castello Svevo, oggetto di formale denuncia alla magistratura da parte di Italia Nostra; il parco dell’hangar, per il quale l’Amministrazione Comunale ha rinunciato alla concessione della struttura, richiedendo, però la concessione di una vasta area latistante la cui estensione e la pluralità di soggetti titolari rischia di vanificare, in concreto, l’esito della richiesta; lo stato di abbandono del monumentale convento di S. Domenico, oggetto di un intervento di restauro incompiuto; la situazione del Parco del Molinello, realizzato con un corposo intervento finanziato da fondi europei (5 milioni di euro) che oggi è in completo abbandono, con le strutture ormai vandalizzate; la mancata utilizzazione del forte Vittoria, anch’esso restaurato con fondi europei e di fatto non fruibile; la mancata fruizione del Castello di Brucoli, anch’esso restaurato e in condizioni di poter essere aperto al pubblico ad opera di associazioni; e la necessità di prevedere un ampliamento dell’area di tutela e valorizzazione che comprenda castello e attiguo fiordo, la cui straordinaria valenza paesaggistica e storica è messa in pericolo da interventi fortemente invasivi realizzati per la nautica da diporto. Infine, l’area archeologica di Megara, aperta al pubblico e con regolare biglietto d’ingresso, ma in condizioni di forte degrado e con l’antiquarium ormai chiuso da decenni.
In definitiva, dall’analisi emersa, il territorio del comune di Augusta mostra una serie di notevoli potenzialità, nessuna delle quali è stata attivata; ed anzi, fra tutti i comuni della provincia, è quello in cui la fruizione del patrimonio culturale, inteso in tutte le sue accezioni (monumentale, archeologico, paesaggistico) è quasi completamente negata.
Dalla discussione è emersa la necessità che, parallelamente alle iniziative civiche, si agisca energicamente e in modo sistematico sul fronte della formazione, sollecitando una collaborazione attiva fra scuola ed enti preposti alla tutela, altrimenti ogni intervento seppur generoso rischia di essere solo una buona testimonianza di gruppi sparuti che non riusciranno a ‟fare sistemaˮ con il resto della popolazione, relegando ogni iniziativa meritevole alla marginalità e alla episodicità.
Come si vede, da quanto emerso ci sarebbe molto da fare. C’è da augurarsi che questo nuovo metodo di lavoro dia risultati, aggreghi le risorse umane nei territori e sia da stimolo per indicare alla politica tutta la strada per riconquistare fiducia, promuovere la partecipazione (e, quindi, a dirla con Gaber, la democrazia) uscendo dal vortice della lamentazione e dell’inconcludenza.

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