I mutui non traslabili dalla vecchia alla nuova Authority potrebbero bloccare i lavori già affidati; lavoratori con lo stesso livello esposti a diverse retribuzioni; nel comitato di gestione solo politici ma la storia non depone a loro favore
Fermo restando il giudizio positivo sull’impianto dell’intera riforma, emergono incongruenze che ci permettiamo di segnalare ai nostri rappresentantiistituzionali perché ne facciano tesoro:
1) Nelle norme transitorie della riforma, si dice che tutti gli atti delle Authority restano in vigore fino a naturale scadenza:ma per i contratti, e i mutui, dove non c ‘è facoltà di modifica di una delle parti (il mutuo infatti non è traslabile dalla vecchia Authority alla nuova Autorità di sistema), cosa accadrà? Le conseguenze potrebbero essere (in assenza di interventi normativi) dirompenti: blocco dei lavori già affidati, impossibilità di realizzare opere rilevanti su cui sono stati accesi mutui, contenziosi eccetera.
2) Resta indeterminato il ruolo delle compagnie portuali: fondendo le Authority, cosa accadrà alle compagnie portuali?
3) Emerge, poi, anche il problema dei dipendenti i cui stipendi non sono uniformi, essendo questi determinati dalla contrattazione di secondo livello: lavoratori con medesimo livello dì inquadramento si troverebbero ad averediverse retribuzioni. Forse a queste domande si troverà risposta nei decreti esecutivi delle singole Autority.
4) Esistono alcune incongruenze che probabilmente saranno superate nella fase del varo definitivo del decreto e che comunque segnaliamo: nel testo si dice che a presidente e a segretario generale si applicano le disposizioni di cui all’art. 6 bis commi 5, 8 e 11» ma l’art. 6 bis ha un solo comma.
5) In quale fase è utile discutere eventuali allargamenti del territorio di competenza delle nuove autority ad alcuni porti di livello regionale (Targia, Siracusa, Pozzallo e Gela)? Sarebbe opportuno che i nostri rappresentanti in regione si pongano da subito questo problema e individuino un terreno unitario di convergenza per evidenziare tale esigenza a chi ci rappresenterà in conferenza stato-regioni, in modo che si inizi da subito ad individuare ruoli, compiti e opere infrastrutturali necessarie al sistema portuale così definito.
6) Nei nuovi Comitati di gestione dei porti di sistema sono presenti solo ed esclusivamente rappresentanti della politica; poco male ove l’individuazione delle figure operative sia di alto profilo tecnico, come indicato nel decreto: certo la storia non depone in questa direzione, ma può darsi che si voglia voltare pagina nell’interesse del paese e del settore.
Sarà così? Il livello delle esternazioni del Governatore della Sicilia non fanno ben sperare…

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