Il sindaco Bonfanti: “Una iniziativa concreta e di civiltà per accogliere anche anziani e disabili”
L’accessibilità delle strutture ricettive è una questione fondamentale e imprescindibile per un territorio che intende investire e sviluppare il “turismo per tutti”. L’abbattimento e il superamento delle barriere architettoniche, in tutti i contesti sociali, è stato, e rappresenta ancora oggi, un caposaldo dell’attività delle associazioni di tutela e di promozione dei diritti delle persone con disabilità, una battaglia che indubbiamente ha portato i suoi frutti ma che non è ancora “vinta” del tutto.
La storia recente ci insegna che sono state molteplici le segnalazioni, le rimostranze e le incongruenze che i turisti con esigenze specifiche, in particolare le persone in carrozzina, si trovano a dover affrontare quando intraprendono un viaggio o una vacanza. Ci si chiede di chi sia la responsabilità, se attribuirla al retaggio culturale che scontiamo o all’organizzazione turistica del modello proposto da una città, facente capo all’indirizzo di governo politico. Ma va da sé che la struttura ricettiva, sia essa il tradizionale hotel, l’albergo “diffuso” o una sistemazione extralberghiera, costituisce un punto fermo nell’organizzazione e nella realizzazione del viaggio, in termini di accessibilità e fruibilità: stessa valutazione cogente va fatta anche per i beni pubblici di valenza turistica e culturale.
E il Comune di Noto, grazie alla sinergica azione di alcuni consiglieri comunali, ha saputo polarizzare questa sensibilità. Il governo della città infatti, agendo “contro ogni barriera”, ha impegnato la somma di 45 mila €, mirata all’abbattimento delle barriere architettoniche per l’acquisto di tre servo scala a favore dei soggetti disabili e degli anziani.
Sono segnali questi che vanno dritti verso la completa inclusione sociale di tutta la comunità, sintomo di una maturità di governo che si confà abilmente alla città di Noto. Ma sono molti gli indizi che conducono verso la direzione di apertura alla cultura della disabilità che una città intelligente come Noto non può disattendere.
Infatti l’abbattimento delle barriere architettoniche risponde in primis al bisogno di garantire al maggior numero di persone il diritto alla libertà di movimento e di fruizione del patrimonio cittadino: oltre che adeguarsi a un parametro normativo di riferimento (Legge 13 del 1989),l’azione intrapresa dall’amministrazione Bonfanti ha una triplice valenza.In primo luogo paradigmatica, in quanto “educa” la comunità a rimuovere le barriere culturali prima di quelle architettoniche al fine di promuovere l’integrazione sociale parallelamente a quella ambientale; secondariamente fa un grande passo in fase di pianificazione urbanistica: la progettazione dello spazio e degli edifici deve essere volta a favorire il più possibile una vita indipendente e confortevole delle persone nei vari settori: nelle abitazioni, nei trasporti, nel lavoro, nell’istruzione e nel tempo libero.
Infine ciò costituisce un valore aggiunto in termini di accessibilità turistica, data la caratura internazionale della città barocca. Tutti elementi culturali e progettuali legati indissolubilmente.
Il primo cittadino Bonfanti ha elogiato la decisione intrapresa.
Sindaco, qual è il vero significato sia esso politico, culturale o turistico, che avete voluto dare all’azione intrapresa?
“E’ una iniziativa concreta e di civiltà verso una città sempre più accogliente. Alle iniziative di qualche anno fa, che ci hanno visti impegnati nella dotazione di presidi presso alcuni luoghi di maggiore fruizione e alla sistemazione di alcuni marciapiedi del centro storico con l’abbassamento degli accessi, le giostre per i bambini diversamente abili nei giardini della Villa Comunale e presso il parco Fazello, è la volta di continuare questa meritevole opera con nuovi investimenti per l’inclusione sociale dei miei concittadini. Palazzo Nicolaci, le sale espositive dell’ex Convitto Ragusa e l’accesso all’istituzione musicale tra i nuovi interventi oltre agli interventi di riduzione di barriere più modeste”, conclude il Sindaco.
Dunque lo sviluppo di una nuova mentalità, che sappia guardare all’accessibilità come a un’occasione per elevare la qualità del proprio prodotto. In tal modo si potrà pensare di migliorare il servizio e di realizzare ambienti e spazi che possano essere semplicemente comodi, piacevoli, confortevoli e agevoli per tutti, creando e organizzando strutture realmente in linea con le necessità e le richieste di tutti i pubblici, tra questi compresi i turisti con disabilità (fisiche, sensoriali, intellettive, psichiche, relazionali e comunicative), le famiglie con bambini piccoli, le persone obese, gli anziani.
Uno switch off culturale avanguardista.

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