Un parroco ha ruoli più importanti che il Rettore del Santuario

Ancora sul trasferimento di don Luca Saraceno a Solarino, che ha provocato disorientamento tra i fedeli siracusani. Nel Codice di Diritto Canonico specificate le diverse responsabilità dal punto di vista liturgico e pastorale

 

La vicenda del trasferimento del Rettore della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime, don Luca Saraceno e la successiva elezione di Padre Maurizio Aliotta quale Pro Rettore, ci dà l’occasione di capire meglio quali sono gli elementi normativi che consentono al Vescovo la scelta di un parroco e capirne la complessità.

Però, prima, partiamo dalla dimensione umana. Mons. Pappalardo oltre ad essere da diversi anni Vescovo, prima ancora è stato vicario dell’Arcivescovo di Catania. Quindi è particolarmente esperto sulle “regole” e non di rado prima di prendere una decisione lo si vede consultare il Codice Canonico, non solo per capire la legittimità di una scelta o meno, ma anche per comprendere meglio l’azione del suo ministero. Lui ha sempre considerato il ruolo di Parroco il più importante degli impegni ecclesiali.

Innanzi tutto vediamo cos’è il documento normativo “Codice di diritto canonico”. Nella prefazione “Cos’è il diritto canonico, esso può essere definito come l’insieme delle norme giuridiche poste o fatte valere dall’autorità della Chiesa cattolica, che regolano l’attività dei fedeli, di ogni ordine e grado, in relazione ai fini propri della Chiesa.”

Vediamo quindi qual è la differenza tra il Santuario e la Parrocchia. Il can. 1230 dell’attuale Codice di diritto canonico propone una definizione che, senza scendere nei dettagli concreti, illustra le condizioni che devono essere necessariamente presenti. Così recita la norma: “Con il nome di santuario si intendono la chiesa o altro luogo sacro ove i fedeli, per un peculiare motivo di pietà, si recano numerosi in pellegrinaggio, con l’approvazione dell’Ordinario del luogo.Invece al Can. 515 spiega che “La parrocchia è una determinata comunità di fedeli che viene costituita stabilmente nell’ambito di una Chiesa particolare, la cui cura pastorale è affidata, sotto l’autorità del Vescovo diocesano, ad un parroco quale suo proprio pastore.”

Quindi già si identificano le differenze molto sostanziali tra le due strutture. La parrocchia è una comunità che erige una chiesa per la cura delle anime, che vengono affidate a un pastore dal Vescovo, invece il Santuario è un luogo strutturalmente pensato per i pellegrini, è un luogo più universale.

A questo punto c’è da chiedersi se un Santuario e i suoi sacerdoti possono assolvere tutti i compiti liturgici di una parrocchia. Al punto 558 è più che mai esplicito come “Salvo il can. 262 (Il seminario sia esente dalla giurisdizione parrocchiale, ndr), non è lecito al rettore compiere nella chiesa affidatagli le funzioni parrocchiali di cui al can. 530”

Allora andiamo a vedere le funzioni affidate al parroco al can. 530. Esse in modo speciale sono le seguenti: amministrare il battesimo; amministrare il sacramento della confermazione a coloro che sono in pericolo di morte, a norma del can. 883, n. 3; amministrare il Viatico e l’unzione degli infermi, fermo restando il disposto del can. 1003, §§ 2 e 3, e impartire la benedizione apostolica; assistere al matrimonio e benedire le nozze; celebrare i funerali; benedire il fonte battesimale nel tempo pasquale, guidare le processioni fuori della chiesa e impartire le benedizioni solenni fuori della chiesa; celebrare l’Eucarestia più solenne nelle domeniche e nelle feste di precetto.”

Can. 559 – Nella chiesa affidatagli il rettore può compiere celebrazioni liturgiche anche solenni, salve le legittime leggi di fondazione e purché, a giudizio dell’Ordinario del luogo, non rechino danno in alcun modo al ministero parrocchiale. Can. 560 – Quando lo ritenga opportuno, l’Ordinario del luogo può ingiungere al rettore di celebrare nella sua chiesa determinate funzioni anche parrocchiali per il popolo e inoltre di aprire la chiesa a determinati gruppi di fedeli perché vi celebrino funzioni liturgiche.

Emerge che al Parroco vengono definiti compiti e ruoli molto più importanti dal punto di vista liturgico e pastorale, rispetto che al Rettore di un Santuario. Quindi l’esperienza pastorale di un parroco è molto più completa, richiede impegno e presenza molto costante sul territorio e nel rapporto con le persone che sono presenti nel suo territorio, sia che siano fedeli che meno.

E’ anche vero che tradizionalmente il Santuario della Madonna delle Lacrime è sempre stato considerato una realtà importante non solo per la diocesi, ma per tutta la Sicilia. Tutto questo per devozione alla Mariana nell’isola, per l’impegno economico che la comunità siciliana ha messo per realizzarlo per la misericordia, che il luogo stesso insieme ai sacerdoti, che nel tempo hanno fatto servizio, hanno saputo esprimere. Il Santuario della Madonna delle Lacrime è un “polmone spirituale”, uno dei motori economici della città, un punto fondamentale per la Cultura, perché moltissimi eventi sono realizzati all’interno delle sue strutture, dove hanno preso casa davvero molte belle iniziative. Il suo Rettore non ha compiti “ordinari” come un parroco, ma è sicuramente importante affidarlo in buone mani.

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