Per sostituire don Luca scelta la persona più preparata della diocesi

La rimozione del Rettore del Santuario, molto apprezzato, ha alimentato sussurri e grida nella comunità non solo siracusana. Certamente, in tutta la vicenda, vi sono state lacune di comunicazione da parte dell’Arcivescovado

 

Monsignor Maurizio Aliotta è stato nominato Pro Rettore del Santuario. Si chiude, per il momento, rimandandola a dopo la conclusione del Giubileo della Misericordia, la definizione del nuovo rettore del Santuario.

L’Arcivescovo di Siracusa, con la scelta di padre Maurizio Aliotta, affida il Santuario alle mani più esperte della diocesi dal punto di vista teologico. Questa designazione evidenzia la grande disponibilità di Padre Maurizio, che ha diversi incarichi sia in diocesi che al di fuori. Intatti, egli è Preside della Facoltà Teologica della Sicilia Orientale, San Paolo di Catania, e in diocesi è il Responsabile dell’Ufficio della Comunicazione. Negli anni scorsi, è stato Vicario Generale e ha dimostrato eccellenti doti nel saper mettere in rete non solo i vari uffici della curia, ma ha saputo anche stimolare un nuovo rapporto tra Chiesa e società civile.

Il ruolo di Pro Rettore, al quale padre Maurizio Aliotta è stato chiamato dal Vescovo, è sicuramente nelle sue potenzialità e tra tutti i sacerdoti di Siracusa è quello che può assicurare la continuità del lavoro svolto da padre Luca Saraceno. Sicuramente la scelta dell’Arcivescovo è molto illuminata. Essa rafforza la considerazione che la figura di don Luca è stata talmente importante per il santuario che per sostituirlo si è dovuto prendere la persona più preparata della diocesi sul versante teologico e pastorale.

Però dai fedeli più critici, seguendo i commenti in rete, emergono alcune domande: “Se padre Luca era così fondamentale per il Santuario, perché sostituirlo nell’anno così importante come quello del Giubileo?”, “Perché se una persona è così importante, si è reso necessario chiedere un sacrificio a un sacerdote ultra impegnato?”. Vero è che la comunità della Parrocchia di Solarino aveva bisogno di un sacerdote, ma non era possibile inviarne uno altrettanto preparato e non spostare il rettore?

A scanso di equivoci va anche spiegato che un sacerdote non può essere nominato parroco per allontanarlo per una punizione di qualsiasi tipo, poiché nel diritto canonico al “Can. 521“, nel secondo comma, si evidenzia come il sacerdote “si distingua inoltre per sana dottrina e onestà di costumi, sia dotato di zelo per le anime e di ogni altra virtù e abbia quelle qualità che sono richieste sia dal diritto universale, sia dal diritto particolare per la cura pastorale della parrocchia in questione.” Quindi se padre Luca Saraceno avesse commesso una mancanza economica (impossibile dato che non era l’economo del santuario) oppure avesse avuto un comportamento immorale, il Vescovo non avrebbe potuto eleggerlo a Parroco né nella parrocchia più prestigiosa di Siracusa né a quella più lontana e piccola, perché sarebbe stata omissione e sarebbe andato contro il codice di diritto canonico. Quindi, la fiducia del Vescovo verso padre Luca era e rimane cristallina.

E’ chiaro che questa scelta avrebbe dovuto essere spiegata meglio, perché è vero che il Vescovo ha meditato a lungo prima di decidere, ma la sensazione è stata che non ci fossero idee chiare su chi sarebbe dovuto succedere dopo aver eletto alla parrocchia di San Paolo di Solarino il già rettore del santuario. Nell’epoca dei social media, tutto viene amplificato: umori, sensazioni, anche delusioni. Da tempo la Chiesa si pone il problema di come migliorare il rapporto tra fedeli laici e curia. Tutto non si può lasciare alla via ordinaria precedente, quando, a nome di una comunità, un gruppo di laici di riferimento si recavano dal vescovo non solo per chiedere spiegazioni, ma per aiutarlo ad analizzare la situazione con maggiore prudenza.

Con l’avvento dei social media tutto diventa più immediato, amplificato. Inoltre la richiesta di Papa Francesco di una Chiesa che sia capace di dimostrare con verità e limpidezza le sue scelte richiama tutti, dai laici credenti ai Vescovi, a una maggiore chiarezza sulle scelte che si realizzano nei vari organi della Chiesa diocesana o parrocchiale. Ora si spera che padre Maurizio possa nuovamente consigliare il Vescovo, uomo veramente molto buono e paziente.

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