Approvato alla Camera il nuovo Codice Antimafia. “Processi celeri”

L’on. Sofia Amoddio (PD): “La mafia più pericolosa e pervasiva è quella che si muove in silenzio, che non spara, ma gestisce denaro ed interessi nell’ombra, per questo abbiamo allargato il perimetro dei possibili destinatari cui possono essere applicate le misure di prevenzione”

 

Approvato alla Camera il nuovo Codice Antimafia, una legge che ha visto come firmataria la nostra concittadina e deputata del PD Sofia Amoddio, alla quale abbiamo chiesto di illustrarci il provvedimento.Colpire la mafia al cuore, cioè sul piano economico – ci ha detto – E’ questo l’obiettivo della riforma del Codice Antimafia approvata alla Camera dei Deputati. Da questa consapevolezza nascono i più moderni strumenti di contrasto alla criminalità organizzata di cui questo provvedimento è valida testimonianza”.

Cosa cambia in concreto?

È una norma che rende più efficace e tempestiva l’adozione delle misure di prevenzione patrimoniale come il sequestro e la confisca dei beni.

Quando una azienda viene sequestrata cosa accade ai dipendenti?

L’amministratore giudiziario deve continuare a gestire l’azienda. Con questo provvedimento introduciamo norme più efficaci per garantire i lavoratori impiegati in aziende sottoposte a sequestro. Il lavoro è un diritto essenziale, e non si può consentire che la criminalità organizzata utilizzi questo tema come leva di pressione sui lavoratori. Con questo provvedimento si intende favorire la ripresa delle aziende sottoposte a sequestro, sostenendo la prosecuzione delle attività e salvaguardando i livelli occupazionali attraverso l’istituzione di un fondo ed attraverso sgravi fiscali.

Come si è arrivati alla sua approvazione? È stato un percorso facile?

Sono firmataria della proposta di legge che, assieme alla proposta di iniziativa popolare, ha avviato l’iter della legge di modifica al Codice Antimafia appena approvata a Montecitorio.Il Ddl n.1138 è arrivato finalmente all’esame dell’aula dopo due anni di discussioni, confronti, audizioni e dopo che il testo originario è stato arricchito da numerosi e autorevoli contributi a partire dai testi elaborati dalla Commissione Antimafia.Si è trattato di un passaggio fondamentale essendo una proposta di iniziativa popolare, sostenuta da un vasto schieramento di associazioni, che dopo aver raccolto le firme necessarie, il 3 giugno 2013 ha consegnato il testo alla Presidente della Camera, l’on. Laura Boldrini.In Commissione Giustizia, di cui faccio parte, e in Commissione Antimafia si è svolto un intenso percorso di analisi e confronto. Ogni legge viene sostenuta in aula da un gruppo di nove parlamentari (comitato dei 9) di cui ho fatto parte. E’ un lavoro di grande attenzione. Occorre esaminare tutti gli emendamenti che arrivano dai vari gruppi politici, motivarne il rigetto o l’accoglimento. Il testo approvato è frutto di un positivo lavoro di sintesi del relatore Davide Mattiello, da anni impegnato nella lotta alle organizzazioni mafiose.

Alcuni paladini dell’antimafia hanno provocato scandali anche nell’applicazione delle misure di prevenzione. Come è possibile prevenire altri casi come quello delgiudice Saguto a Palermo?

Purtroppo in ogni campo può innescarsi l’ingordigia umana. Abbiamo inserito una norma che vieta al magistrato di affidare l’incarico di amministratore giudiziario al coniuge, al convivente e a coloro con cui ha rapporti di “assidua frequenza”.

Quali altri punti salienti contiene questa legge?

Il provvedimento contiene misure di prevenzione e di contrasto alla criminalità organizzata davvero incisive, allarga il perimetro dei soggetti ai quali possono essere applicate le misure di prevenzione personali e patrimoniali.La mafia più pericolosa e pervasiva è quella che si muove in silenzio, che non spara, ma gestisce denaro ed interessi nell’ombra, per questo si allarga il perimetro dei possibili destinatari cui possono essere applicate le misure di prevenzione: a chi è indiziato di prestare assistenza agli associati a delinquere; a chi è indiziato di alcuni gravi delitti contro la pubblica amministrazione, tra cui peculato, corruzione propria e impropria, corruzione in atti giudiziarie concussione. E poiché la criminalità organizzata si contrasta anche con una giustizia più celere, abbiamo previsto che questi processi abbiano una trattazione prioritaria e vengano istituite sezioni specializzate per rendere più immediato l’intervento della Magistratura.

Vogliamo ricordare le Associazioni che hanno avviato l’iniziativa e raccolto le firme?

Il coinvolgimento della società civile è stato fondamentale e bisogna ringraziare gli stimoli ricevuti da Cgil, Arci. Avviso Pubblico, Centro Studi Pio La Torre, Libera, Sos Impresa.

Ha ripercussioni anche sul territorio siracusano?

Certo. A Siracusa le misure di prevenzione personali e patrimoniali vengono applicate. Un caso concreto di bene confiscato è la Fattoria della Legalità a Lentini, oppure il centro Pio la Torre a Noto, strutture inaugurate da poco tempo.

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