Resort di Torre Ognina, forte il sospetto di una speculazione immobiliare

C’è un passaggio nella procedura amministrativa del resortOne & OnlyTorre Ognina di cui non si parla e che invece dovrebbe essere il punto di partenza di ogni valutazione. Il progetto è andato a VIA? E’ stato sottoposto alla preliminare e imprescindibile Valutazione di Impatto Ambientale?

E’ la stessa legge 11/2008– “Interventi in favore dello svolgimento dell’attività sportiva connessa all’esercizio del gioco del golf ” – a prescriverla all’articolo 1 comma 10. “Nel caso di opere ed interventi ricadenti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico o a vincolo idrogeologico o che comportino riduzioni di superfici boscate o che ricadano in siti di importanza comunitaria (SIC), in zone di protezione speciale (ZPS) o in zone di speciale conservazione (ZSC), nonché nel caso di progetti richiedenti la procedura di valutazione di incidenza e di progetti sottoposti a preventive autorizzazioni di natura ambientale, con particolare riferimento all’uso delle acque freatiche per la irrigazione dei campi erbosi, alla Conferenza di servizi indetta dal comune si applicano le disposizioni di cui ai commi 20 e 21 dell’articolo 7 bis della legge n. 109/1994, come introdotto dall’articolo 5 della legge regionale n. 7/2002 e successive modifiche e integrazioni”.

Cioè, secondo la L.R. 7/2002, “Nel caso di opere e interventi sottoposti a procedura di valutazione di impatto ambientale o a procedura di incidenza in attuazione dell’articolo 4 della direttiva 85/337/CEE del Consiglio del 27 giugno 1985, partecipa alla Conferenza speciale o alla Commissione regionale l’autorità competente in materia di valutazione di impatto ambientale ai sensi dell’articolo 91 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6. 21. Nel caso di opere ed interventi ricadenti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, a vincolo idrogeologico, che comportino riduzione di superfici boscate, che ricadono in parchi e riserve naturali ed in siti di importanza comunitaria di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 e successive modificazioni, nonché nel caso di progetti richiedenti la procedura di valutazione di impatto ambientale, ovvero la procedura di valutazione di incidenza e di progetti sottoposti a preventive autorizzazioni di natura ambientale, la Conferenza speciale di servizi o la Commissione regionale si esprimono sul progetto preliminare, al fine di concordare quali siano le condizioni per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze ed i nulla osta previsti dalla normativa vigente”.

Ma perché tanta smania per realizzare campi da golf? Da dove arriva tanta passione non solo ai Siciliani ma all’Italia tutta? Dati recenti ci dicono che dal nord al sud sono 300 i tappeti verdi con investimenti per oltre 400 milioni di euro. Eppure la sproporzione tra il numero dei campi e quello dei giocatori è altissima: se in Europa la media dei giocatori per campo è di 1.048, in Italia è di 228. La questione è ormai datata e i dossier, anche di Legambiente, hanno fotografato con precisione la situazione, ma vale la pena, in questo contesto, di riparlarne. Da almeno un decennio, per incrementare il turismo,  insieme alla corsa agli approdi turistici, si è indicato nel gioco del golf la chiave di volta e, come per i porti, anche per questa attività ci si è dati da fare per inventarsi un sistema di agevolazioni e finanziamenti. Non per nulla, la migliore organizzazione finanziaria made in Italy ha prestato attenzione a questi settori: “Il sogno imprenditoriale del boss Guttadauro? Costruire un campo da golf” hanno riferito le cronache.

E la Sicilia, sempre in prima fila per queste “intuizioni”, con la legge 488 del 92, ha dirottato finanziamenti nazionali ed europei, anche a fondo perduto, in particolare verso le infrastrutture portuali non meno che verso mega strutture turistiche con annessi campi da golf e centri benessere. Naturalmente da corollario troviamo la speculazione edilizia ottenuta anche e soprattutto con varianti (ce ne siamo occupati non solo per le strutture di Carlentini ma per il caso del Golf Resort di Sciacca in area demaniale, battaglia epica di Legambiente).

Si legge nei dossier di Legambiente: “Salvo poche eccezioni, la legge n. 488/1992 si sta rivelando uno straordinario strumento per attingere a finanziamenti pubblici e per forzare le previsioni dei piani urbanistici, producendo enormi rendite attraverso il mutamento di destinazione dei suoli agricoli. L’assemblea regionale siciliana ha introdotto nel tempo numerose deroghe a favore degli insediamenti “produttivi” nelle zone agricole. Industrie, ma soprattutto alberghi, villaggi turistici e seconde case possono essere costruiti in terreni agricoli a basso costo, con tanto di finanziamento statale o comunitario, capitalizzando enormi rendite fondiarie. I piani regolatori comunali vengono aggirati, sviliti, ridotti a finzione. Il controllo o la neutralità di un’amministrazione comunale divengono fattori determinanti per la riuscita di una “operazione” che può consentire la rivalutazione per decine di volte del valore del suolo interessato, rendendo così più probabili i condizionamenti e le infiltrazioni nelle amministrazioni comunali”.

Parole che nel caso specifico potrebbero essere lette come monito.

Negli anni scorsi la stessa Corte dei Conti è intervenuta sulle distorsioni nell’utilizzo dei fondi strutturali europei: “Ne risulta compromessa la finalità principale: la crescita economica, la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale. Da parte di alcuni assessorati si susseguono scorrimenti di graduatorie relativi a bandi di anni precedenti volti a rintracciare progetti già approvati, anche se non più così attuali o prioritari nel contesto del programma”.

“Protagonisti del saccheggio – scrive Legambiente – sono sedicenti imprenditori locali e società di capitale messe in scena per l’occasione. Monopolizzano le graduatorie dei bandi per la concessione dei finanziamenti con progetti avulsi dall’economia reale ma che soddisfano le condizioni, spesso arbitrariamente selettive, previste per l’assegnazione del punteggio. In realtà c’è un filo rosso che lega l’economia parassitaria e predatoria al mondo della politica che orienta e distribuisce i finanziamenti. In mezzo ci sono i professionisti, i commercialisti, gli esperti che trovano le soluzioni per ottimizzare le pratiche e farle filare lisce. Esperti di una razza particolare, per metà tecnici e per l’altra consulenti di uomini di Governo.

Così si spiega il perché nella siccitosa Sicilia è esplosa la mania del golf, dei porti turistici in ogni paese, dei resort e degli alberghi di lusso. Sono queste infatti le tipologie di insediamento turistico che possono ottenere il massimo del punteggio per accedere ai finanziamenti. Tipologie decise a tavolino, senza che ne sia stata valutata la coerenza con gli scenari economici, sociali, ambientali e culturali. A dispetto degli slogan stampati a bella vista sui loghi degli assessorati regionali, i progetti turistici non ricercano l’armonia tra natura e cultura, né vanno incontro a fantomatici e sognanti viaggiatori del Gran Tour. Non esaltano il patrimonio della classicità né il glamour dei centri storici: propongono modelli ispirati all’international style, che puoi incontrare a Dubay come sulla Costa Brava, cancellando i valori culturali del territorio e riducendolo a “non luogo”. Si parla di quasi 50 campi da golf con annesse strutture ricettive per migliaia di posti letto, di porti turistici utilizzati come “Cavallo di Troia” per privatizzare la costa e cementificare aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta, di piste da sci e poli turistici nei parchi naturali”.

Non abbiamo ancora verificato se anche nel caso del resort di Ognina la società usufruisca di tali fondi, ma è certo che nel vecchio progetto, ora non più, si prevedevano costruzioni sino alla  fascia di rispetto dei 150 metri dalla costa grazie a una legge sul demanio emanata nel novembre 2005 dalla Regione Sicilia che favoriva l’assedio al mare. Forte il sospetto che in ogni modo si cercasse di favorire la speculazione immobiliare, tra l’altro con proposte di fortissimo impatto ambientale quali appunto i campi da golf che richiedono, per esempio, una disponibilità di risorse idriche sconosciute alla Sicilia. Anche nella conferenza dei servizi per l’One&Only, come riferisce Natura Sicula, la SIAM, gestore del servizio idrico a Siracusa, ha evidenziato che la portata del pozzo più vicino, quello di Cassibile, “non è sufficiente a coprire i consumi idrici del resort, pertanto si dovrebbe realizzare un nuovo pozzo capace di soddisfare la domanda idrica dei clienti del campo da golf e dei laghetti artificiali. Inadeguata anche la sezione dell’impianto idrico e della rete fognaria; quest’ultima andrebbe munita di una nuova stazione di sollevamento. Preoccupa anche la vasta area edificata, sia perché sottrae il panorama ai cittadini, sia perché queste superfici impermeabili obbligano a regimentare le acque meteoriche in altro modo, per evitare di mettere a rischio le zone limitrofe”.

Intanto, come curiosità, notiamo che il presidente del Fai di Siracusa, incaricato della relazione geologica proprio per il campo da golf del resort di Ognina, promuove una raccolta fondi . “Gentili soci e simpatizzanti, la 12^ edizione della FAI GOLF CUP, iniziativa in collaborazione con i più prestigiosi circoli italiani che contribuisce a sostenere i restauri dei monumenti d’arte e natura scelti dal FAI e che quest’anno sosterrà il progetto di recupero dell’Area agricola e boschiva a Punta Mesco, un paesaggio incontaminato a picco sul mare a Levanto (SP), fa tappa Domenica 13 settembre presso “I Monasteri Golf Resort” Traversa Monasteri di Sotto, 3 Siracusa.
Pertanto siete tutti invitati a partecipare alle gare di golf previste sia per giocatori professionisti sia per coloro che si vorranno avvicinare per la prima volta ai campi da golf.
La manifestazione prevede una quota di partecipazione per la raccolta fondi del FAI”.

Che curioso che il presidente del Fai di Siracusa, che promuove la raccolta fondi golf, sia incaricato della relazione geologica per il campo da golf del progetto del resort di Ognina!

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