71 villette, si profila risarcimento da 120 a 180 milioni

Open Land, di riffe o di raffe il Comune sarà chiamato a risarcire. A giorni la valutazione del Ctu. Dovremo ringraziare l’amministrazione per la politica dello struzzo. Certo, qualcuno festeggerà.

 

Saltati i tempi previsti per le decisioni del CGA in merito alla vicenda dell’ex Open Land, il nuovo centro commerciale sull’Epipoli: alcuni scrivevano che già ad agosto sarebbe arrivato un commissario ad acta per “racimolare”, nel bilancio comunale, un bel po’ di milioni da versare, a titolo di risarcimento, alla società danneggiata; in attesa che si sappia se e quanto dovranno contribuire i siracusani alla buona salute della società costruttrice pagando per l’incompetenza (e ci fermiamo a questa ipotesi) di chi non ha saputo adottare gli atti amministrativi opportuni nell’annosa questione, sembra che qualcosa si muova sull’altro fronte, quello delle 71 villette, e altro, nell’area vincolata delle mura dionigiane.

Per l’ennesima volta vogliamo riproporne la storia, fosse semmai sfuggita a qualcuno.

Sulla particella 39 vige dal dicembre 1959 il vincolo voluto dall’allora soprintendente alle antichità della Sicilia orientale, Luigi Bernabò Brea: “Poiché tale terreno fa parte dell’altipiano dell’Epipoli, compreso tra le grandi fortificazioni greche, mura dionigiane, Castello Eurialo, di cui vanno conservate le condizioni di ambiente e le attuali destinazioni di verde agricolo, è vietato qualsiasi lavoro, che esuli dalla ordinaria conduzione del fondo, e dalle normali opere di trasformazione agricola eventualmente necessarie”. Per circa 60 anni, nonostante la realizzazione di alcune costruzioni abusive, poi sanate, e generose “riqualificazioni” di vecchi caseggiati, quel vincolo è riuscito a preservare l’area mantenendo la destinazione agricola. Poi il colpo di grazia: il nuovo piano regolatore, approvato nel 2007 con l’inopinato consenso espresso in sede di CRU anche dalla Soprintendenza, proprio nell’area di proprietà AM Group (Frontino), prevede una zona di concentrazione volumetrica, la possibilità cioè di edificare con enormi indici di cubatura.

A segnalare il gravissimo errore i funzionari della Soprintendenza nei pareri di diniego ai progetti di costruzione, pareri regolarmente inviati per conoscenza anche in Procura. Nessuna reazione, come a nulla serve poi segnalare nuovamente il marchiano sbaglio alla stessa amministrazione comunale nel corso delle sedute di concertazione per l’approvazione del Piano Paesaggistico (seduta del 23 febbraio 2011), quando, rimediando alla modifica arbitraria, la stessa Soprintendenza impone sull’area un livello di tutela 3, cioè il vincolo di inedificabilità secondo le vecchie sussistenti prescrizioni.

“Inspiegabilmente” (ma qualcuno dovrebbe pur cercare delle spiegazioni a situazioni che hanno solo la parvenza del paradosso) la successiva riunione, fissata per il primo marzo 2011, slitta e proprio in quei giorni l’ing. Mauro Calafiore, da dirigente, quindi da latore della volontà dell’amministrazione comunale, firma con la Ditta AM Group due convenzioni con le quali, in cambio della cessione di aree di proprietà della ditta ricadenti in zona F2 ed F3 del prg, si riconosce alla stessa una superficie lorda ammissibile aggiuntiva per le zone ZCV del comparto b12b (cessione necessaria per l’attuazione del comparto).

Al progetto di edificazione di 71 villette e due centri commerciali-direzionali e turistico-ricettivi alti 13 metri e 50, presentato dalla A.M.Group nel giugno 2011, la Soprintendenza contrappone il diniego motivato in maniera rigorosa. Da qui un primo ricorso della ditta al Tar, seguito da un secondo per motivi aggiunti, essendo nel frattempo intervenuta, il primo febbraio del 2012, l’adozione del Piano Paesaggistico che, come si è detto, su quei terreni torna ad imporre il livello massimo di tutela.

La sentenza del Tar Catania (sez II) rigetta in toto sia il ricorso introduttivo, che quello per motivi aggiunti presentati dalla Ditta, sposando integralmente la difesa della Soprintendenza, sostenuta anche dall’intervento ad opponendum di Legambiente.

Da qui un nuovo ricorso della A.M. Group, questa volta al CGA che, nell’udienza dell’11 dicembre dello scorso anno,dispone di procedersi a ctu e nomina, come consulente, l’ingegnere Vincenzo Naso dell’Università La Sapienza di Roma, Dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale (!).

Fin qui il passato, oscuro, torbido. Perché, date tali premesse, sperare in un futuro che faccia giustizia e rimetta ordine? Un’utopia in un Paese come l’Italia, in una terra come la Sicilia.

E quindi sono forse concrete le voci di chi bisbiglia che anche la ctu dell’ingegnere Naso non sarà un regalo per i siracusani, almeno non per chi non vorrebbe vedere aumentare il livello di cementificazione di siti che costituiscono l’identità storica della città, di chi non crede che sia giusto consentire nuove edificazioni di cui la stessa città non ha bisogno.

Se comunque l’ingegnere riterrà, come gli è stato chiesto di accertare, che il progetto edilizio della A.M. Group è compatibile con il vincolo, ciò che il Tar Catania ha negato, non solo la società potrà portare a buon fine il proprio progetto, ma potrebbe aver diritto anche a un risarcimento per il diniego illegittimo, a rispondere del quale sarebbe chiamata la Regione, i siciliani tutti quindi.

Se invece l’ingegner Naso si esprimesse in senso opposto, quale peso avrebbero le convenzioni sottoscritte dall’amministrazione per il tramite del proprio dirigente? Anche in questo caso dunque si dovrebbe far fronte a un risarcimento. Milionario. Di 180 milioni aveva parlato la società, milione più milione meno non ha poi importanza. A pagare, questa volta, sarebbero chiamati solo i cittadini di Siracusa? Certo non ci sarà che da ringraziare l’amministrazione per la politica dello struzzo, quello solo con la testa dentro la sabbia… Certo, qualcuno festeggerà.

Da leggere

IL GRIDO DI UNA GIOVANE PER LA SUA SICILIA

Una piccola pietra per la base di una grande storia. Noto Antica è come me: …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti