71 villette Epipoli, il consulente CGA è un ingegnere aerospaziale (!)

Nelle dodici pagine di curriculum di Vincenzo Naso (prof all’università La Sapienza) nulla che riguardi competenze in materia archeologica e urbanistica, che sono qui l’oggetto del contendere. Come primo atto, ha convocato le parti per il 26 giugno a Roma, suscitando mugugni

 

Abbiamo già in un precedente articolo ricordato le perplessità dei legali di Legambiente in merito alle richieste di consulenza tecnica avanzate dal CGA di Palermo in relazione al progetto della ditta AM Group di costruire 71 villette e due centri commerciali/turistico ricettivi/direzionali in area vincolata sull’Epipoli: per dirla in estrema sintesi, l’ipotesi che l’organo amministrativo si sia attribuito, di fatto, competenze che non ha. Ma la questione si gioca in filo di diritto e non la riproponiamo.

E’ su altro che vogliamo porre una domanda, su altro ci piacerebbe diradare le nebbie: la scelta come consulente tecnico dell’ingegnere Vincenzo Naso, professore a La Sapienza di Roma, nel 2012 rieletto alla Direzione ed Amministrazione del CIRPS – Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo sostenibile. Un curriculum di tutto rispetto, per carità: delle 12 pagine che lo compongono basta solo uno stralcio per dare la misura del suo rilievo professionale. “Dal Novembre 1969 il prof. Naso è abilitato alla professione dell’ingegnere ed iscritto all’albo dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma. Da allora, compatibilmente con le limitazioni imposte dalla sua posizione di professore a tempo pieno, egli ha svolto attività professionale di consulenza, progettazione e collaudo, e di partecipazione a Commissioni per gare di Appalto ed Arbitrati nei settori dell’ingegneria meccanica, impiantistica ed industriale, dell’energia e dell’ambiente, dell’innovazione tecnologica e del trasferimento di tecnologie e del sostegno alla piccola e media impresa…”

Che dire? Nulla, solo che la sua professionalità è nel settore dell’ingegneria meccanica e aerospaziale, nelle fonti energetiche rinnovabili, nella sostenibilità ambientale ma nulla per quanto riguarda competenze in materia archeologica e urbanistica, quelle richieste dalla fattispecie da valutare. E non è in gioco un’inezia. La Ditta ha presentato una richiesta di risarcimento di 183 milioni di euro (non male per terreni agricoli!) producendo anche una proposta di vendita da parte di una società con sede nel sultanato dell’Oman! Nel corso del primo sopralluogo il giorno 4 maggio 2015 sul sito (che nel frattempo è anche perimetrato come zona A di Parco archeologico di Siracusa come pubblicato in GURS n. 18 del 02.05.2014) all’ingegnere, forse per la prima volta in quel luogo così caro ai Siracusani, si è dovuto dare spiegazioni dettagliate un po’ su tutti gli aspetti urbanistici, come ci è stato riferito. Ed è normale per chi non è né dei luoghi né del mestiere.

Ma anche per un altro motivo ci sembra di poter dire che la scelta del CGA non sia stata felicissima: il professore ingegnere risiede a Roma. Succede così che o è costretto a spostarsi lui e ad affrontare trasferte (forse per questo ci si è affrettati a riconoscergli i primi 4mila euro), come è successo a maggio, o vorrebbe che si spostassero i consulenti di controparte con un evidente aggravio di spese per tutti, e in buona parte per la pubblica amministrazione, cioè per ricaduta sui cittadini, in un caso o nell’altro. E infatti il 7 giugno scorso ha mandato a tutti i suoi interlocutori una mail in cui li invitava, per le attività peritali, presso il suo studio di Roma il 26 giugno: 5 persone in trasferta. E così ci dice l’avvocato Corrado Giuliano: “Ho comunicato all’ingegnere la mia indisponibilità, e l’obiettiva difficoltà anche per l’amministrazione e i propri consulenti, nonché per gli altri, alla trasferta a Roma. A garanzia della partecipazione di tutti, cosa che ritengo indispensabile, è molto più regolare organizzare un incontro qui, il luogo naturale di queste interlocuzioni”.

         Un po’ di storia

Negli Anni ’50 del secolo scorso il soprintendente alle antichità della Sicilia orientale, Luigi Bernabò Brea, sottopose a vincolo, fra gli altri, il complesso delle mura dionigiane e il pianoro dell’Epipoli, da esse racchiuso e difeso, dominato dal Castello Eurialo. Il vincolo, imposto sulla allora particella 39 del foglio di mappa 24 del Comune di Siracusa con D.M. 15 dicembre 1959 “Poiché tale terreno fa parte dell’altipiano dell’Epipole, compreso tra le grandi fortificazioni greche, mura dionigiane, Castello Eurialo, di cui vanno conservate le condizioni di ambiente e le attuali destinazioni di verde agricolo”, detta le seguenti prescrizioni: “E’ vietato qualsiasi lavoro che esuli dalla ordinaria conduzione del fondo e dalle normali opere di trasformazione agricola eventualmente necessarie”.

In virtù del vincolo, che per consolidata giurisprudenza è sempre sovraordinato alle previsioni dei prg, il piano regolatore di Siracusa ha sempre mantenuto una destinazione agricola nell’area. Tutto questo fino all’ultimo prg, approvato nel 2007 con il consenso espresso in sede di CRU anche dalla soprintendenza, che nell’area di proprietà AM Group (Frontino) prevede una zona di concentrazione volumetrica, la possibilità cioè di edificare con enormi indici di cubatura.

Il problema viene fuori durante le sedute di concertazione con il Comune di Siracusa per l’approvazione del Piano Paesaggistico (seduta del 23 febbraio 2011), quando si rileva che la Soprintendenza ha giustamente imposto un livello di tutela 3 (inedificabilità secondo le prescrizioni del vincolo) sull’area in cui invece il Comune ha previsto il comparto denominato b12b che contempla una ZCV. Si fa presente in maniera formale la sussistenza dei vincoli.

La successiva riunione, fissata per il primo marzo 2011, slitta e intanto, in quei giorni, l’ing. Mauro Calafiore firma le convenzioni con la Ditta AM Group, convenzioni con le quali, in cambio delle cessione di aree di proprietà della ditta ricadenti in zona F2 ed F3 di prg, viene riconosciuta alla ditta una SLA (Superficie lorda ammissibile) aggiuntiva per le zone ZCV del comparto b12b (la cessione era condizione necessaria per l’attuazione del comparto).

Così la Ditta AM Group presenta alla Soprintendenza, nel giugno del 2011, un progetto che prevede l’edificazione di 71 villette e due centri commerciali-direzionali e turistico-ricettivi alti 13.50 m.

La Soprintendenza esprime parere negativo sulla base delle prescrizioni del vincolo e in considerazione del grave pregiudizio che le nuove edificazioni avrebbero arrecato alle condizioni di ambiente, <<stravolgendo la natura dei luoghi ed annullando la possibilità di apprezzare il naturale declivio dell’area nonché il rapporto spaziale del pianoro dell’Epipoli con le mura dionigiane che lo racchiudono, comportando altresì la distruzione delle residue tracce di latomie antiche visibili sull’area;

considerato, altresì, il valore non solo archeologico e paesaggistico dell’area, ma anche storico, politico, militare di un sito in cui affondano le radici della storia e della identità siracusana, atteso che il pianoro dell’Epipoli fu il teatro di operazioni militari fin dall’ultimo quarto del V sec. a.C. durante la guerra fra Ateniesi e Siracusani, come narrato dallo storico greco Tucidide, che dell’Epipoli dà pure la definizione: “il luogo è elevato e declive fino alla città e visibile fin nell’interno ed è chiamato Epipoli dai Siracusani per il fatto che sovrasta il restante territorio” (Tucidide VI, 92,2); ritenuto che la realizzazione del progetto pregiudicherebbe la salvaguardia di un prevalente interesse pubblico comportando la distruzione di una millenaria testimonianza del paesaggio, dell’archeologia e della storia di Siracusa, dichiarata patrimonio dell’umanità e inserita nella Word Eritage List dal 2005…ecc>> (dal parere della Soprintendenza reso il 20 settembre 2011).

La Ditta AM Grup fa ricorso al Tar e, essendo nel frattempo intervenuta l’1 febbraio 2012 l’adozione del Piano Paesaggistico che su quei terreni impone un livello massimo di tutela (3), presenta un ricorso per motivi aggiunti.

La sentenza del Tar Catania (sez II) rigetta in toto sia il ricorso introduttivo che quello per motivi aggiunti presentati dalla Ditta, sposando integralmente la difesa della Soprintendenza, che ha potuto contare sull’intervento ad opponendum di Legambiente.

La Ditta ha pertanto presentato ricorso al CGA che, presidente Raffaele Maria De Lipsis, nell’udienza del 11.12.2014 dispone di procedersi a ctu e nomina come consulente con ordinanza n. 306/2015 l’ing. Vincenzo Naso dell’Università La Sapienza di Roma, Dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale (!).

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