Legambiente su Oikothen: “Il no del sindaco di Augusta era insuperabile”

La struttura prevede anche un inceneritore per rifiuti pericolosi della capacità di 28.000 tonnellate/anno, una discarica per rifiuti speciali pericolosi (200.000 m/cubi) e una discarica per rifiuti speciali non pericolosi (300.000 m/cubi). Tutto ciò in un SIN  ad alto rischio

Con decreto emesso in data 7 aprile 2015, il Commissario ad Acta nominato dal Segretario Generale della Presidenza della Regione Siciliana nell’aprile 2014 dopo una sentenza del TAR Catania, ha rilasciato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) alla ditta Oikothen per la realizzazione dell’impianto di trattamento e smaltimento di rifiuti speciali (pericolosi e non) nella zona di Costa Mendola ad Augusta.

Il complesso degli impianti, in aggiunta a quelli di trattamento di rifiuti solidi (53.500 tonnellate / anno) di reflui liquidi (54.700 tonnellate / anno) e di bonifica biologica dei suoli contaminati (20.000 tonnellate / anno) comprendono anche un inceneritore per rifiuti pericolosi della capacità di 28.000 tonnellate / anno, una discarica per rifiuti speciali pericolosi (200.000 m/cubi) ed una discarica per rifiuti speciali non pericolosi (300.000 m/cubi).

Si tratta di un’industria ad alto impatto ambientale – inserita in un’area a rischio e Sito di Interesse Nazionale ai fini delle bonifiche – che si candida a trattare quantitativi notevoli di rifiuti pericolosi, non soltanto prodotti in loco ma provenienti anche da altre regioni. Già nel novembre 2004, oltre dieci anni fa, Legambiente, ritenendo l’impatto eccessivo e insostenibile per il territorio, si oppose presentando al Ministero dell’Ambiente ben 66 osservazioni contrarie  al progetto ma nel settembre 2005 l’allora Ministro Matteoli concesse giudizio di compatibilità positivo alla Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA).

Il decreto autorizzativo del Commissario ad Acta giunge dopo che l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, in data 26 giugno 2014, aveva negato il rilascio dell’AIA sulla base del parere negativo espresso dal Sindaco di Augusta in sede di conferenza dei servizi decisoria il 20 giugno 2012 (due anni prima). Il parere negativo del Sindaco, fondato su ragioni di carattere sanitario,  sul principio di precauzione, sui dati pubblici della cattiva qualità dell’aria della zona e sulle comprovate criticità ambientali, sembrava aver posto fine a questa annosa vicenda ma il ritardo con cui la Regione ha formalizzato il diniego dell’AIA ha aperto la strada affinché la ditta Oikothen potesse reclamare ed ottenere la nomina di un commissario e, successivamente, ricorrere al TAR contro il provvedimento negativo contestandone sia l’esito, sia il fatto che esso era stato rilasciato dall’amministrazione regionale e non dal commissario nel frattempo nominato.

A nostro avviso il Commissario ad Acta, insediatosi il 15.01.2015 dopo la sospensiva concessa dal TAR il 19.11.2014, avrebbe semplicemente dovuto prendere atto della conclusione negativa della conferenza dei servizi del giugno 2012 ed emettere un nuovo provvedimento di diniego dell’AIA. Infatti, per quanto strillino gli interessati, il parere sanitario emesso dal Sindaco a tutela della salute della popolazione che egli amministra è “insuperabile”. Vale a dire che, nonostante tutti i pareri positivi – con prescrizioni varie – emessi dall’ARPA, dalla Provincia, dall’ASP, dal Genio Civile, dall’ARTA e dalla Soprintendenza, non si può prescindere dalle determinazioni del Sindaco che è la massima autorità preposta alla tutela della salute e della pubblica incolumità. Altrimenti perché mai nell’ottobre 2013 l’Assessorato regionale avrebbe chiesto al Comune di Augusta di rivedere o confermare il parere negativo?

Noi siamo convinti che la Commissione Straordinaria (che esercita le funzioni spettanti al Sindaco, alla Giunta Municipale ed al Consiglio Comunale nonché ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche fino all’insediamento degli Organi ordinari a norma di legge), insediatasi il 15.03.2013 per la gestione del Comune di Augusta, avrebbe dovuto costituirsi al TAR contro l’impugnativa della Oikothen. Sia per difendere il parere sanitario dato a suo tempo dal Sindaco – e che non ci sono ragioni di modificare stante il perdurare delle criticità ambientali -, sia per tutelare il territorio e la salute della popolazione. Rimane da chiarire, se è vero  ciò che è scritto nel provvedimento del Commissario ad Acta, il perché non si è risposto alla richiesta di revisione o conferma del parere sanitario del Sindaco. A meno che la Commissione non condivida la nostra opinione che il parere del Sindaco, reso in conferenza dei servizi decisoria, era definitivo e non abbisognava di ulteriori conferme dal carattere inutilmente pleonastico.

Secondo noi, per le stesse ragioni di cui sopra, la Commissione Straordinaria che amministra il Comune di Augusta deve ora impugnare il provvedimento di concessione dell’AIA del Commissario ad Acta. Deve farlo adesso, per non pregiudicare l’azione della futura Amministrazione che in seguito – se vuole – potrà liberamente decidere se proseguire nell’azione di contrasto o desistere.

Ci sembra poi evidente che negli oltre due anni di commissariamento del comune si è palesata la mancanza di idee chiare e azioni coerenti sulle problematiche ambientali, di una compiuta visione dell’interesse generale primario da tutelare e – spiace constatarlo – l’insufficiente partecipazione dell’Amministrazione Comunale (sia durante la gestione del Commissario Straordinario Regionale La Mattina, sia durante la gestione dell’attuale Commissione Straordinaria) ai procedimenti AIA e VIA che interessano il territorio. Ciò ha prodotto ferite che rischiano di restare insanabili. Tra di esse:

  •       Concessione dell’AIA all’inceneritore Gespi e raddoppio della capacità di smaltimento (Novembre 2012, con parere contrario del Sindaco al raddoppio)
  •        Esclusione dalla procedura VIA dell’ampliamento piazzali del porto commerciale con copertura di circa 300.000 m/quadri di area umida (Ottobre 2013, il Comune non ha presentato osservazioni)
  •        Concessione dell’AIA / VIA alla Cementeria Buzzi Unicem di Megara Giannalena con autorizzazione ad utilizzare CSS derivato dai rifiuti (Giugno 2014, con parere contrario della Soprintendenza e del Sindaco di Augusta espresso prima della conferenza decisoria e che non risulta riportato e confermato in quella sede)
  •        Concessione dell’AIA all’inceneritore / discariche Oikothen di cui abbiamo detto sopra.
     

Ed è in questo quadro – che ci ricorda la nera stagione degli inceneritori e dei rigassificatori  e che sembra suggerire l’assenza di istituzioni nazionali, regionali e locali in grado di valutare la portata dei progetti ad elevato impatto sanitario e incapaci di far prevalere l’interesse generale della tutela della salute e dell’ambiente – che s’inserisce l’ultimo attacco  al territorio con l’arrivo ad Augusta, via nave, delle migliaia di tonnellate di rifiuti speciali dell’ILVA di Taranto. Che tutto questo avvenga senza che la voce dell’istituzione che dovrebbe essere più vicina ai cittadini  si alzi a difenderli, amareggia  e preoccupa per il futuro ancora più scuro che si delinea per le popolazioni di quest’area.

                                                                                                                             Legambiente Augusta

 

 

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