Antonio Annino
Antonio Annino

“Il sì a Oikothen e all’ampliamento di Cisma colpa anche di Melilli”

Intervista al consigliere comunale di Melilli Antonio Annino. Il Tar permette alla discarica melillese tre nuovi bacini per una capienza complessiva di 1.360.000 mc! Il territorio diventa un’immensa industria di stoccaggio, anche di rifiuti pericolosi

Mentre si registra l’ultima presa di posizione sul trasferimento di rifiuti da Taranto ad Augusta, quella del Comitato Parchi Agnello-Di Giovanni, decisamente fuori dal coro, arriva anche la risposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti all’interrogazione dell’onorevole Sofia Amoddio.

Relativamente al trasferimento dei materiali provenienti dall’Ilva in una discarica presso Augusta, sulla base delle informazioni che abbiamo acquisito per rispondere all’interrogazione dal commissario Ilva Corrado Carruba i rifiuti in questione sono stati classificati e caratterizzati dal produttore come rifiuti non pericolosi, prodotti dal trattamento dei fiumi. Ad oggi non risulta al mio Dicastero alcuna segnalazione in merito da parte delle competenti autorità di controllo locali, provincia e ARPA. Inoltre la discarica in cui i rifiuti sono stati conferiti è esterna al perimetro del SIN sulla base della cartografia disponibile. Secondo le informazioni fornite dall’Ilva, il materiale -per l’esattezza 9.142 tonnellate – è stato inviato in Sicilia in via transitoria. È infatti previsto che i rifiuti saranno smaltiti presso il sito Ilva una volta attuato il piano di gestione dei rifiuti aziendali e l’avvio dei nuovi impianti autorizzati in discarica, così com’è stato previsto peraltro nel decreto Ilva del gennaio scorso”.

E’ evidente che per cercare risposte più esaustive bisogna guardare altrove e forse, nell’intervento del consigliere comunale di Melilli Antonio Annino nella seduta dell’8 maggio, se non risposte risolutive, è possibile individuare quale sia la reale natura del problema (e per inciso Annino ha negato che si possa mai pensare a una ‘restituzione’ del ‘polverino’) .

Tutto si impernia sulla storia della discarica Cisma e sui permessi di cui dispone. In origine nasce nel territorio di Villasmundo in contrada Vitellaro-Fornelli, area considerata ad alta vulnerabilità per le falde idriche (relazione prof. Aureli e dott. Sicuso) e di particolare pregio storico e ambientale, e viene autorizzato in emergenza un primo bacino di 100mila mc a fronte di un progetto da 275mila mc. A questo punto l’amministrazione Sorbello, tramite una delibera di delocalizzazione (di fatto una variante al piano regolatore) permette la costruzione di una nuova discarica in contrada Bagali. Il progetto è faraonico: più di un milione di mc ma, essendo la capienza abnorme, in fase di conferenza dei servizi la capacità viene ridotta a 550mila mc. Una capienza comunque straordinaria tanto che risulta essere la più grande del meridione e, tra l’altro, viene concesso un enorme vantaggio alla ditta in quanto, in sede di VIA, il dirigente decreta che, dato il pericolo nello svuotamento della prima discarica per la probabile presenza di rifiuti pregni di percolato, i rifiuti non potranno essere movimentati.

“Risultato: la Cisma si ritrova centinaia di mc in più a disposizione e i rifiuti rimangono nella prima discarica con rischi per la falda commenta Annino -. Di fatto decadono gli accordi per cui era stata concessa la delocalizzazione e… la Cisma da srl diventa una spa …”

Ma la battaglia per l’ampliamento non finisce qui tant’è che, proprio il 24 aprile scorso, la Cisma ha vinto il ricorso al Tar grazie al quale potrebbe realizzare tre nuovi bacini per una capienza complessiva di circa 1.360.000 mc, 300.000 mc oltre a quanto chiesto con il primo progetto.

Cosa è successo? Lo spiega il consigliere: “Succede troppo spesso che da una parte i funzionari regionali, o comunali che siano, correttamente, diano pareri negativi e dall’altra la società li impugni immediatamente avanti al Tar. In questa sede accade, può accadere, che non ci si costituisca in giudizio o che non si producano eccezioni mirate perdendo così la causa. Un po’ quello che accade per gli appalti, come avete così ben chiarito in un vostro articolo del 17 aprile. Il dipartimento regionale aveva bloccato per la Cisma la procedura AIA ma il Comune di Melilli, nonostante fosse in grado di dimostrare come la Cisma non potesse far valere la propria vecchia VIA trattandosi sì della stessa area ma di bacini di diversa capienza, non si è neanche costituito in giudizio nonostante la sollecitazione del nostro ufficio legale: una nostra mancanza grave. Già nel 2012 a febbraio, all’unanimità, il consiglio comunale aveva respinto la proposta di ampliamento: se si guarda la planimetria è evidente anche come i tre nuovi bacini nascerebbero a pochi metri dalla discarica Andolina, che dovrebbe avere in itinere un progetto di bonifica. Oggi assistiamo al paradosso che viene autorizzata la discarica Oikothen perché si fa riferimento a una richiesta presentata prima che ci fosse la Cisma e insieme si consente un ampliamento smisurato della Cisma. Ho chiesto ora di impugnare la sentenza del Tar sperando che almeno la Regione si sia costituita e che sia ancora possibile per noi farlo”.

Ma è anche un altro l’elemento che entra in gioco nel trasferimento dei rifiuti da Taranto: 30 camion, 300 viaggi e voci contrastanti sulle modalità del trasporto. Poteva la discarica accogliere rifiuti provenienti da un’altra provincia? Sì, secondo l’onorevole Amoddio, presente insieme ai colleghi De Marco e Marziano alla seduta del consiglio comunale, che ha fatto riferimento all’AIA del dicembre 2008; no secondo il consigliere Annino che ha spiegato come tutto vada letto alla luce di un parere espresso dal responsabile regionale, il dottor Antonino Cuspilici, non impugnato entro il previsto termine di 120 giorni, e quindi del tutto efficace, parte integrante dell’AIA del 30/09/2008, in base al quale la Cisma può accogliere solo i rifiuti del territorio provinciale. Inoltre, evidenzia Annino, i provvedimenti AIA vengono rinnovati ma non sostituiti.

Il consiglio comunale dal 2011 non è mai stato informato delle conferenze di servizio che si sono tenute sull’argomento, neanche quest’anno, quando a febbraio viene rilasciato nell’ultima conferenza dei servizi un parere urbanistico che non poteva che confermare l’avvenuta variante per realizzare la discarica. Ma la superficialità con cui vengono affrontate queste problematiche è anche nel non avermi consentito di partecipare alla commissione regionale nel corso della quale non è stato neanche interpellato l’unico tecnico in grado di dire qualcosa, il dirigente dell’assessorato all’energia Patella, né erano presenti rappresentanti della Provincia cui spetta, insieme all’Arpa, il controllo. Il dottor Gaetano Valastro si è invece limitato a parlare solo della priorità della Via ma nessuno ha fatto menzione della corrispondenza in cui inutilmente, da tempo, la Provincia chiede alla Regione quali rifiuti la discarica possa ricevere”.

 

 

Da leggere

SISTEMA CARTA – COMUNICATO SULLA CONFERENZA STAMPA DI ANTONIO ANNINO

RIPORTIAMO IN MANIERA INTEGRALE, così come ci è stato inviato e senza ulteriori nostri interventi, …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti