Sei associazioni: “Salviamo le dune della spiaggia di Eloro-Pizzuta”

Progetto sottoscritto da Sciami, Natura Sicula, Associazione Noto Albergatori, Acquanuvena, Case sparse dell’agro netino, Archeoclub di Noto, Notoambiente. Laura Falesi (Archeoclub Noto): “Il Comune formalizzi per gli atti per estendere la Riserva Vendicari”

A Noto si torna a parlare di tutela dell’ambiente, nella fattispecie della spiaggia di Eloro-Pizzuta. Questo paradiso costiero ha una lunga storia alle spalle, sia in termini di tempo, che per i continui attacchi da parte di soggetti che ne vogliono sfruttare la bellezza per scopi economici. D’altra parte però il comune ha da anni portato avanti un modello di sviluppo che pone in primo piano la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dei beni storici, culturali, archeologici, naturalistici e paesaggistici, materiali e immateriali del territorio. Ecco perché la protezione di questo bene naturale sembra essere in perfetta sintonia con tale politica.

Già da anni molte associazioni si occupano di garantire lo stato attuale della spiaggia, che oltre tutto è uno dei pochi tratti di litorale del tutto libero all’interno del comune. Tutte insieme sono giunte a chiedere, al comune di Noto, di difendere definitivamente la spiaggia di Eloro-Pizzuta, compiendo al più presto tutti gli atti amministrativi necessari affinché la confinante Riserva di Vendicari sia estesa all’area di Eloro-Pizzuta, secondo il progetto presentato il 3 marzo dalle associazioni Sciami, Natura Sicula, Associazione Noto Albergatori, Acquanuvena, Case sparse dell’agro netino, Archeoclub di Noto, Notoambiente.

Questo non sulla base di un cieco ambientalismo, ma considerando le caratteristiche uniche del luogo e i diversi attentati fatti alla zona, con proposte come la realizzazione di una serie di villette nell’area limitrofa o la costruzione di stabilimenti balneari. Innanzi tutto il valore naturalistico/archeologico deve essere tutelato contro qualsivoglia insediamento di abitazioni o stabilimenti balneari, che per natura andranno ad alterare l’attuale condizione e vocazione del sito.

La spiaggia presa in esame è caratterizzata dalla spettacolare colorazione dorata e si estende per 250 metri, a fruizione libera, come ci fa notare l’archeologa Laura Falesi presidente dell’Archeoclub di Noto; essa è “lambita dall’antica via Elorina, la prima strada greca di Sicilia che collegava Siracusa alla città di Eloro e, più tardi, alle altre colonie greche di Siracusa. E’ inoltre ricompresa in un chilometro di costa ricca di emergenze naturalistiche, archeologiche e paesaggistiche alla pari di quelle presenti a Vendicari. In particolare l’area interessata si trova tra il sito dell’antica città di Eloro e la Pizzuta, ossia uno dei monumenti funebri dell’area cimiteriale dell’antica città greca. Solo a 40 metri dalla battigia e a 50 metri dalle mura di Eloro si trovano i resti del santuario extraurbano dedicato a Demetra e Kore, risalente al periodo tra il VI e il IV sec. a.C., in parte conservato nel Museo Archeologico di Noto”.  

Da quanto detto si evince che il carattere stagionale delle strutture non esime dal valutare adeguatamente il loro impatto sul sito. Infatti c’è il serio rischio di stravolgere la stratigrafia antica perdendo per sempre preziose informazioni. Continua la dott.Falesi: “L’area della spiaggia, duemila e settecento anni fa, era terraferma, poiché la linea di costa è avanzata verso l’interno: è quindi altissimo il rischio di impattare su antiche testimonianze di età greca. Ci troviamo in prossimità della porta Nord dell’antica colonia greca, l’accesso principale per chi proveniva da Siracusa attraversando la via Elorina, i cui resti evidenti sulle scogliere adiacenti, devono necessariamente trovarsi sotto l’arenile. Inoltre, tutta la spiaggia è incorniciata a Nord dall’area “sacra” degli Heroa: sono presenti innumerevoli nicchie quadrangolari (pinakes) intagliate nelle pareti di latomie arcaiche, in origine munite di piccoli affreschi o bassorilievi o ancora di tavolette di varia natura destinate al culto dei defunti eroizzati. Queste evidenze archeologiche ed altre ancora presenti nella spiaggia Eloro-Pizzuta, pur trovandosi all’esterno dell’attuale recinzione del sito archeologico, rappresentano un continuum con l’area urbana della città greca”.

Inoltre trattasi di zona sottoposta a vincoli paesaggistici ed inserita all’interno del Piano Paesistico adottato, contrassegnata come zona A (rossa), quindi sottoposta a specifici vincoli e divieti. Oltre ciò la spiaggia Eloro-Pizzuta è sottoposta a vincoli di tutela ambientale, in quanto soggetta a tutte le prescrizioni derivanti dalla contiguità al Sito di Importanza Comunitaria “Fondali di Vendicari” (ITA 090027) e alla Zona di Protezione Speciale “Vendicari” (ITA 090002), di rilievo comunitario, incluso l’obbligo – che risulta non essere stato ottemperato – in capo al soggetto interessato della elaborazione e produzione  della Valutazione di Incidenza.

Cosa possiamo fare noi affinché tanta bellezza possa conservarsi dalla nostra incuria? Firmare la petizione promossa dalle associazioni, sia attraverso il sito : https://secure.avaaz.org unendoci alla petizione: “Salviamo le dune della spiaggia di Eloro-Pizzuta! Chiediamo l’estensione della Riserva di Vendicari”, oppure firmando la petizione domenica mattina presso le apposite postazioni poste lungo il corso Vittorio Emanuele.

 

 

 

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