Differenziata, a Siracusa (6%) la raccolta più bassa in Sicilia

Nella Regione non ancora predisposta la VAS del Piano di Gestione dei Rifiuti, si va verso l’infrazione UE. Il quadro impiantistico siciliano è molto carente o del tutto inadeguato

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti è stato recentemente chiamato in audizione dalla Commissione Ambiente della Camera e lì ha fatto un focus sulla gestione dei rifiuti in Sicilia, in confronto con i dati nazionali. Di seguito i punti più importanti. In riferimento alla produzione dei rifiuti urbani, su scala nazionale si è osservato, tra il 2012 e il 2013, una diminuzione generalizzata della produzione regionale dei rifiuti urbani; per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti urbani le regioni Veneto e Trentino Alto Adige raggiungono entrambe una percentuale di raccolta differenziata pari al 64,6% mentre prossima al 60% è la percentuale di raccolta differenziata del Friuli Venezia Giulia e superiore al 55% quella delle Marche; tra il 50% e il 55% si collocano Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna.

Per le regioni del centro percentuali pari al 45,9% e al 42% si rilevano, rispettivamente, per l’Umbria e la Toscana, mentre al 26,1% si attesta il tasso di raccolta differenziata del Lazio. Al sud, l’Abruzzo e la Campania superano il 40 % di raccolta differenziata (44%) mentre al 25,8% e al 22% si attestano Basilicata e Puglia. Inferiori al 15% risultano, infine, i tassi di raccolta della regione Calabria (14,7%) e Sicilia (13,4%). Siracusa negli ultimi anni è passata da un fittizio 3% di raccolta differenziata all’attuale (e soprattutto reale) 6%. Una percentuale, comunque, bassa se paragonata alla stessa media regionale (è la più bassa tra le province siciliane).

Lo smaltimento dei rifiuti in discarica complessivamente in Italia interessa il 37% dei rifiuti urbani prodotti, anche se nel 2013 è diminuito rispetto al 2012 di quasi 800 mila tonnellate, ciò dovuto sia al calo della produzione dei rifiuti urbani sia all’incremento della raccolta differenziata che raggiunge a livello nazionale la percentuale del 42,3%. In Sicilia, i dati sono più allarmanti ed indicano che circa il 91% dei rifiuti urbani prodotti viene smaltito senza alcun trattamento direttamente in discarica.

Nella nostra regione il quadro impiantistico è molto carente o del tutto inadeguato: la quasi totalità degli impianti presenti per la gestione dei rifiuti non rispetta la normativa comunitaria e nazionale (insufficienza di impermeabilizzazione del fondo delle discariche, inadeguatezza dei sistemi di captazione del biogas e del percolato, insufficienza dei sistemi di trattamento del percolato).

Il ministro Galletti richiede di adeguare urgentemente il sistema impiantistico siciliano in modo da conformarlo alle disposizioni comunitarie e nazionali vigenti. Invita, inoltre, ad avviare con determinazione la raccolta differenziata dei rifiuti per sottrarre alla discarica tutte le frazioni che possono essere recuperate e/o riciclate. Inoltre richiede di avviare tempestivamente i lavori per la realizzazione di tutti gli impianti di compostaggio già autorizzati in maniera tale da favorire la valorizzazione della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani.

Un problema a parte riguarda il Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Sicilia. Il ministro Galletti ripercorre durante l’audizione le tappe fondamentali della mancata adozione del piano di Gestione dei Rifiuti. Il 9 luglio 2010, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, fu dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della Regione Siciliana in materia di gestione dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi e, contestualmente, fu nominato il presidente della Regione Siciliana come Commissario delegato con il compito di predisporre l’adeguamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti.

Il Piano doveva essere adottato d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri e, successivamente, approvato dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. L’11 luglio 2012 il Ministro dell’ambiente pro-tempore ha approvato con proprio decreto il Piano di gestione dei rifiuti della Regione Siciliana, invitando contestualmente il Commissario delegato a effettuare la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che ancora non è stata predisposta. In una simile situazione si rischia che la Commissione europea apra una procedura d’infrazione.

L’ultima emergenza rifiuti in Sicilia è stata dovuta all’ordinanza della regione del 30 dicembre 2014, che ha vietato il conferimento della spazzatura nei cassoni per 40 comuni della provincia di Palermo e per 24 nell’agrigentino, dando la possibilità ad altri comuni (della zona di Trapani e di Messina) di poter finalmente raccogliere la spazzatura bloccata dal 20 dicembre. Tutto ciò è stato dovuto alla chiusura della discarica privata della Siculiana nei dintorni di Agrigento, che ha portato rapidamente al collasso la discarica di Catania. Da qui la decisione del turn-over nella raccolta dei rifiuti E così, in tutta la regione sono tornati a vedersi accumuli di rifiuti nelle vicinanze dei cassonetti.

Situazione critica potrebbe determinarsi anche a Siracusa per il ventilato sciopero da parte dei dipendenti IGM che vogliono rassicurazioni del mantenimento della forza lavoro da qualunque impresa si aggiudichi l’appalto dei rifiuti il cui bando scadrà il 19 di questo mese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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