I lavori potrebbero essere avviati entro due mesi. 20 milioni di euro il costo della struttura da 291 posti barca, probabile l’arrivo di nuovi soci
Finalmente il 23 gennaio, negli uffici dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente, è stata firmata la concessione alla società Porto Xiphonio Augusta per la realizzazione di un porto turistico alle pendici dell’isola.
Come si ricorderà, si è in presenza di quello che appare un progetto imprenditoriale puro, nel senso che i 20 milioni di euro necessari alla realizzazione dell’opera dovrebbero essere capitale di rischio, poiché l’opera sarà garantita dall’impegno finanziario dei soci a cui potrebbero sommarsi “provvidenze” pubbliche, se previste da bandi futuri. Il progetto è ambizioso e presenta, appunto, notevoli margini di rischio imprenditoriale poiché, nella fase critica che attraversiamo, il diporto nautico, a cui esso si rivolge, non naviga (è proprio il caso di dirlo) in buone acque; pur nondimeno vi si crede e si vuole investire.
Alcune considerazioni a questo punto sono d’obbligo nel merito dell’iniziativa per azzerare lo stupidario che accompagna ogni iniziativa; si tratta, infatti, di un’opera (giudicata compatibile dalle autorità competenti) che realizza di fatto una riqualificazione urbanistica dell’isola di Augusta che potrebbe determinare una serie di effetti indotti quali: la sistemazione del porto Xifonio e delle marine, la rivitalizzazione di aree attualmente abbandonate, la rideterminazione funzionale dei giardini pubblici con la necessaria definizione dello scandaloso stato dell’ex Kursaal. Fatti che ridarebbero vita a questa parte dell’isola lasciata in sempre maggior degrado.
In più: la nascita di opportunità di lavoro (molto per la costruzione, meno per la gestione) ma pur sempre lavoro per le nostre maestranze ed imprese, il rilancio dell’urbanistica di qualità nell’isola, una migliore attenzione su una fruizione turistica del territorio
Solo fatti positivi, quindi, eppure la macchina burocratica, nella sua lentezza, ha impiegato anni per decidere. Adesso tocca alla Commissione straordinaria del Comune di Augusta che entro 15 giorni dovrà riunire la commissione di controllo sui lavori che potrebbero essere avviati già entro due mesi; speriamo non ci siano altri ritardi.
L’unica perplessità riguarda la dimensione del capitale necessario per realizzare l’opera, poichè di questi tempi sembra difficile che in loco ci siano i soldi necessari, quindi è probabile che siano possibili ingressi di nuovi soci: speriamo che siano affidabili, che abbiano spalle solide e che abbiano esperienze nel settore in modo da collegare il porto turistico al sistema dei porti turistici italiani, realizzando quelle sinergie senza le quali sarebbe una cattedrale nel deserto, che ne assicurino il completamento coinvolgendo la comunità che ci mette del suo (la costa) e non resti a mezza strada in corso d’opera attivando operazioni di natura finanziaria che ne stravolgerebbero il senso e sopratutto che il progetto non subisca trasformazioni che ne stravolgano le finalità. Staremo a vedere.
Il progetto, come è noto, riguarda un’estensione di circa 80 mila metri quadrati di cui 43 mila di specchio acqueo e a terra una superficie di 37 mila metri quadri. Banchine per 860 metri lineari e pontili galleggianti per ulteriori 360 metri lineari. La struttura turistica da diporto prevede 291 posti barca per imbarcazioni da 8 a 20 metri e la realizzazione di una diga di 406 metri che chiuda lo specchio acqueo disponibile. A terra saranno disponibili rifornimento carburante, impianti tecnici, area alaggio con travel lift, officine, club nautico, palestra, belvedere, negozi, un parcheggio coperto con tettoia con impianto fotovoltaico integrato, bar e ristorante con un adattamento delle aree ricadenti sulla banchina della diga di sopraflutto, in seguito al raccordo effettuato con la linea di costa.
L’accordo sottoscritto a marzo tra Regione, Comune di Augusta e il soggetto privato, tra le altre cose prevede un intervento di compensazione con il reimpianto di posidonia nel Golfo Xiphonio e la sistemazione dell’area adiacente che attualmente è notoriamente degradata.
Mi aspetto che chi si occupa della cosa pubblica si assuma la responsabilità e, con chiarezza e trasparenza, dica alla città se questo progetto interessa o meno: tutti sappiamo che è nelle zone grigie che si annida il malaffare, che è nell’incertezza e nella indeterminazione che prosperano i ricatti, che è nelle sabbie mobili della criminalità che si cade quando non ci sono certezze nella gestione dei processi amministrativi.
Non è forse la chiarezza e la certezza del diritto che costituisce un chiaro esempio di come devono cambiare le cose in Augusta?

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