“L’appalto fu espletato senza chiedere il parere obbligatorio della soprintendenza”. Sempre più incavolati coloro che, per raggiungere Avola, debbono compiere un tragitto lungo e tortuoso
Ormai è una moda in Sicilia: tempi mai rispettati e c’è chi parla senza vedere la realtà dei fatti. Questa è la triste verità del Ponte di Cassibile, che collega l’omonima cittadina ad Avola. Da una parte l’Anas che dichiarò: “Abbatteremo e ricostruiremo il ponte”, dall’altra il dirigente dell’unità operativa dei beni architettonici della Sovrintendenza di Siracusa, Aldo Spadaro, che mette fine a questo mistero: «Non vogliamo passare – dice Spataro – per quelli che fermano le opere, ma lo sbaglio non è nostro. E’ stata frettolosa l’impostazione della vicenda da parte dell’Anas stessa che ha fatto la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori e poi si è accorta che prima di mettere le mani su un bene pubblico “vecchio” di 70 anni doveva ricevere il nostro parere». La legge infatti prevede che per i beni e le opere pubbliche che alla data oggetto degli interventi abbiamo compiuto il 70esimo anno di vita, si debba prima verificare il loro interesse culturale e paesaggistico. «Non è una nostra scelta – dice Spataro – ci siamo limitati ad applicare la normativa in materia».
Come se i guai non bastassero mai. Nel frattempo è sorto un altro problema, quello della viabilità. Gli imprenditori locali lamentano un calo di presenze nelle loro attività e gli agricoltori della zona, a causa della chiusura del ponte, sono costretti – per andare da Cassibile ad Avola o viceversa – a compiere un percorso tortuoso e antieconomico. L’unico percorso alternativo, previsto con apposita segnaletica che è stata disposta dall’Anas, è di utilizzare la provinciale 14 «Maremonti», superare il Comune di Canicattini Bagni e raggiungere lo svincolo che conduce alla SS 287, prima dell’intersezione per Palazzolo, che porta a Noto e ad Avola antica. Circa un mese fa, il presidente della circoscrizione Cassibile, Paolo Romano, scrisse al prefetto di Siracusa Armando Gradone per chiedergli il permesso al traffico temporaneo del tratto autostradale Avola-Cassibile ai mezzi non targati o di cilindrata inferiore ai 150 cc.
A farne le spese sono gli agricoltori e i braccianti agricoli. Non tutti hanno una macchina e c’è chi si muove estate e inverno con un motociclo. «Io – dice Sebastiano Cerati – curo i giardini delle ville e qualche appezzamento di terra a Fontane Bianche. Per me sta diventando un problema serio e insostenibile. Se prima in una settimana, per fare il tragitto Avola-Fontane Bianche, mettevo 15 euro di benzina, adesso ne devo mettere 40. In un mese mi volano 100 euro che, per le mie tasche, sono tanti soldi».
Da una soluzione lampo a una soluzione che rischia di essere perenne. Come Sebastiano, sono in tanti a subire i disagi e i ritardi dei lavori. Da più parti sembrano tutti interessarsi al problema, senza però mai dare una soluzione o una risposta certa che possa segnare anche una nuova data di apertura della strada. Nel frattempo i giorni passano e i lavori sul Ponte di Cassibile rimangono ancora un “mistero”.
Si spera che dopo gli avvenimenti dei crolli del Ponte di Ribera e della consegna-crollo “flash” del ponte sulla Palermo-Agrigento (quest’ultimo oggetto di discussione del premier Renzi, che ha deciso di sanzionare i colpevoli), non si aggiungano altri crolli in Sicilia. Fino a pochi anni fa si parlava di nuove strutture di collegamento come il famigerato ponte sullo stretto, quando dovremmo tenere sott’occhio molti ponti vecchi che sono presenti nel nostro territorio e non fare della Sicilia una terra frolla!

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