Alla figlia morosa e sfrattata dati gratis i locali aziendali. Che gioco è?

Oltre agli stessi ex dipendenti, la Siteco (presidente sempre Montagno) reclama crediti verso la Cir. I lavoratori: “Perché abbiamo dovuto aspettare fino al 30 agosto 2012 che il commissario giudiziale si accorgesse degli illeciti della CIR nel periodo che va dal 24.3.2010 al 31.12.2011?”

Proprio l’8 gennaio scorso, a causa di un vizio di forma, è stata rinviata al 19 febbraio l’udienza nell’ambito del procedimento penale a carico di Montagno (più due) scaturito da un’indagine della Guardia di Finanza di Augusta. Causa dell’indagine una denuncia presentata nel settembre 2011 solo da alcuni degli ex dipendenti CIR, esasperati dalla inutilità delle loro richieste di verifica delle incongruenze riscontrate nella relazione presentata dalla società sulla propria situazione patrimoniale ed economico-finanziaria.

Denuncia che esattamente un anno dopo viene integrata per i nuovi elementi emersi.

Nell’agosto 2012, infatti, l’avvocato Spadaro, nella sua veste di commissario giudiziale, informa i lavoratori del fatto che la CIR ha distratto ingenti somme di denaro,”somme destinate al soddisfacimento dei creditori concorsuali”. “Eppure – lamentano i denuncianti – in diverse occasioni abbiamo chiesto al Tribunale di controllare se le scritture contabili fossero state depositate in modo che il giudice delegato potesse apporre le firme necessarie a separare attività compiute in azienda prima dell’apertura del concordato da quelle successive. Una richiesta inascoltata. Perché abbiamo dovuto aspettare fino al 30 agosto 2012 che il commissario giudiziale si accorgesse degli illeciti commessi dalla CIR nel periodo che va dal 24.3.2010 al 31.12.2011?”

E si verificano anche circostanze poco chiare. Se da una parte i lavoratori sono informati dal commissario – tardivamente secondo loro – prima, del mancato versamento dell’affitto della Porte & Arredi alla CIR e dell’ingiunzione per il pagamento degli oltre 190mila euro, poi della necessità di un’azione giudiziaria per ottenere il rilascio forzoso degli immobili, dall’altra solo casualmente, in un’udienza del 28 maggio 2013, apprendono che lo stesso Spadaro ha attivato il procedimento per ottenere la risoluzione del concordato preventivo. “Perché solo ora?” è la domanda.

Intanto anche altri creditori seguono poi la stessa strada. Oltre agli stessi ex dipendenti, la Siteco (presidente sempre Montagno) e la Seritsicilia che, a seguito di accertamenti della Guardia di Finanza, reclama un ulteriore credito di 8 milioni. 

Tutto inutile, perché il tribunale rigetta l’istanza.

Intanto, all’interno delle aree dell’azienda, si registrano un va e vieni di ex dirigenti e lavori misteriosi e se ne chiede spiegazione all’avvocato Spadaro. “Nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, a seguito del rilascio degli immobili da parte della Porte & Arredi S.r.l., il compendio immobiliare della Società – rimasto incustodito – è stato oggetto di ripetuti furti ed atti vandalici, che hanno provocato ingentissimi danni – è la risposta. – Stante la carenza di disponibilità liquide da parte della procedura per assicurare un adeguato servizio di vigilanza, si è deciso di concedere in godimento parte degli immobili al fine di garantire adeguata sorveglianza… così da dissuadere eventuali malintenzionati da ulteriori attività criminose. Il legale rappresentante della CIR si è dichiarato disponibile ad abitare la foresteria esistente all’interno. La Società Emmeporte di Montagno Manuela si è dichiarata disponibile a condurre in comodato gratuito il locale (show room) del corpo C2 del compendio e le aree esterne antistanti, mantenendone la destinazione d’uso, provvedendo a tutte le spese di gestione e all’attivazione dell’illuminazione notturna, con la installazione anche di un impianto di video sorveglianza”.

“In sostanza – evidenziano i lavoratori – la figlia di Montagno, titolare della Porte & Arredi, pur avendo subito lo sfratto dai locali della CIR, e malgrado la dichiarazione di fallimento della sua azienda, riceve a titolo gratuito quegli stessi locali. A quanto pare non c’è nulla da eccepire quindi, se il giudice Salvatore Leuzzi ha autorizzato la stipula dei relativi contratti di comodato, fino alla vendita degli immobili. Ma a che gioco stiamo giocando?”

 

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