Forum del Terzo Settore, decine le associazioni di welfare partecipanti

Organismo di respiro provinciale con interlocuzioni presso Comuni e Asp, sulle politiche relative, “deve essere posto nelle condizioni di liberare le sue energie e riconosciuto, sostenuto e promosso quale attore strategico per lo sviluppo politico, economico e sociale del territorio”

Riparte il Forum del terzo settore e stavolta si fa sul serio. Le associazioni (alcune con sigle nazionali, altre territoriali) si sono incontrate il 10 gennaio 2015 in una riunione preparatoria per un confronto sulla bozza di statuto provinciale e il 28 gennaio 2015 si è tenuta l’assemblea costitutiva. Ma a cosa serve, su quali linee si muoverà e su quali problemi intende incidere?

Il compito del Forum del terzo settore è quello di promuovere interventi nel campo delle politiche sociali, organizzare iniziative e sollecitare le istituzioni verso i soggetti più svantaggiati (anziani, immigrati, disoccupati, famiglie e minori). Insomma incidere sul riordino del welfare. Il terzo settore, peraltro, è stato ed è tuttora al centro dell’interesse dell’attuale governo che ha lanciato proprio l’anno scorso una pubblica consultazione il cui intento è quello di costruire un nuovo “Welfare partecipativo” introducendo nuove e importanti misure in grado di stimolare la partecipazione attiva delle persone e delle comunità. Conclusa la consultazione ed ascoltati (sarà vero?) i protagonisti del Terzo settore, il governo pensa ad un disegno di legge delega per un complessivo riordino del sistema.

L’obiettivo è quello di dare pari dignità ma anche trasparenzaalle tre gambe del Terzo settore: impresa sociale (come le cooperative che erogano servizi socio-sanitari ed educativi e realizzano l’inserimento professionale di persone svantaggiate), volontariato (prestato in modo personale, spontaneo e gratuito senza fini di lucro) e promozione sociale (che raccoglie movimenti e gruppi costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro). Le tre diverse articolazioni sono tutte estremamente importanti e tutte si ritrovano sullo stesso punto: è oggi necessaria una politica per lo sviluppo che rimetta al centro i diritti umani e la giustizia sociale, i beni comuni, il lavoro, il welfare, l’ambiente.

Sarà un organismo di respiro provinciale all’interno del quale si avvierà il confronto e l’elaborazione su alcuni temi di carattere generale che interessano le realtà territoriali: questo perché i Forum sono riconosciuti nel loro ruolo di parte sociale, e come tali vanno tenuti da conto dalle istituzioni (sindaci, ASP, ecc.) nelle azioni e nelle politiche che riguardano il welfare (Gruppi piano, applicazione della legge 328, ecc.). E di certo i temi non mancheranno per pungolare le attuali amministrazioni: tasso di disoccupazione provinciale alle stelle, tagli nazionali ai fondi comunali, immigrazione continua, rischi per anziani e minori, violenza su donne e bambini e ovviamente potremmo continuare all’infinito.

Lo statuto in fase di costituzione recita “Il terzo settore ha un ruolo importante nella ricostruzione economica, civile, morale del Paese, grazie alla sua vocazione civica e solidaristica, alla capacità di coinvolgere le persone, costruire legami sociali, leggere i bisogni e costruire risposte concrete attraverso l’autorganizzazione delle persone; grazie al suo radicamento sociale, nei territori e nelle comunità […]. Volontariato, associazionismo, cooperazione sociale sono un argine alla frammentazione sociale e un motore di partecipazione, laboratorio dell’innovazione del welfare, volano di nuovo sviluppo economico, cantiere di nuova cittadinanza democratica. Pensiamo che la crisi chiami anche il terzo settore a nuove e più alte responsabilità: i valori, le competenze, le esperienze, le pratiche sociali di cui siamo portatori non sono solo un nostro patrimonio, ma una ricchezza da investire al servizio di tutto il Paese. Il Terzo Settore dunque deve essere posto nelle condizioni di liberare le sue energie e riconosciuto, sostenuto e promosso quale attore strategico per lo sviluppo politico, economico e sociale del territorio”.

Si accingono a fare parte del Forum Provinciale di Siracusa decine di associazioni rappresentative del mondo del Volontariato, della promozione Sociale e dell’impresa sociale. Dunque le basi ci sono tutte, le associazioni pure… attenderemo i fatti.

 

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