27 GENNAIO 2015 “GIORNO DELLA MEMORIA”

COMMEMORAZIONE DEL GENOCIDIO NAZIFASCISTA IN ITALIA ED IN EUROPA

Studenti, Cittadini,

le ideologia fasciste e naziste diedero vita tra gli anni “venti e trenta” del novecento a sistemi politici a partito unico in cui questo deteneva tutti i poteri dello stato e controllava completamente la società civile, attraverso un massiccio uso di mezzi di repressione contro ogni forma di opposizione e altrettanto massiccia quanto capillare propaganda ideologica volta a totalizzare il consenso attorno al regime con la proclamata volontà di occupare ogni spazio della vita pubblica e persino della coscienza privata dei singoli cittadini.

Tutti dovevano riconoscersi e immedesimarsi  nel Duce e nel Fuhrer, in cui trovare la loro espressione civile ed umana; così abbiamo avuto le leggi speciali sulla razza, le persecuzioni, le uccisioni (Matteotti, Gramsci, ecc) il confino, il terrore, le discriminazioni e l’esclusione.

Tutto ciò ha portato inesorabilmente all’Olocausto.

La lunga notte di persecuzione del popolo ebraico, dei diversi, degli zingari, dei partigiani combattenti per la libertà e l’indipendenza dei popoli e degli antifascisti, è incancellabile.

Le inenarrabili violenze subite per anni da milioni di esseri umani, ridotti di fatto ad infima specie di ratti da sopprimere (circa 40.000 gli italiani internati), deve far riflettere e impegnare tutti gli uomini civili e democratici a fare ogni sforzo per informare e formare le nuove generazioni a conoscere, riflettere e operare affinché simili avvenimenti non abbiano più a ripetersi.

Sì, perché la storia non è un semplice libro con la parola “fine” in coda!.

La storia è l’uomo stesso che si ripete ineluttabilmente nei suoi pensieri e nelle sue azioni quotidiane, anche con sete di potere e di profitto.

Uno degli aspetti più negativi ed incisivi è il “silenzio”.

Più volte la storia non scrive e non dice. TACE!

Sull’olocausto, tanti hanno taciuto, forse perché si pensa, ipocritamente, che mantenendo il silenzio, si possa dimenticare e vivere con la coscienza serena.

Ma, per fortuna, molti che sopravvissero all’Olocausto hanno raccontato, per iscritto, le loro esperienze, quell’inferno vissuto nei ghetti e nei campi di sterminio.

Per tutto questo il “Giorno della Memoria” deve essere celebrato, non solo, ma trasformato in una battaglia permanente contro ogni forma di dittatura, ma anche, di populismo ed autoritarismo.

Elementi tutti che, con arroganza inqualificabile, si sta cercando di imporre in Italia, con il grande rischio di un arretramento e mortificazione della vita sociale, politica e democratica del nostro Paese.

Sono necessari una civile presa di coscienza e l’impegno di tutti per bloccare questo grave attacco alla “democrazia sostanziale” ed ai principi costituzionali, rivolto a curare solamente gli interessi della speculazione e del profitto.

L’ANPI rappresenta questi valori, e per essi si è riorganizzata, per continuare la lotta, per svolgere opera d’informazione e formazione tra i giovani, perché essi, nel futuro, siano la garanzia di una nuova società più giusta, di Pace, Fratellanza, Democrazia.

 

p. Il Comitato Prov. ANPI

 

Il Presidente

 

(Aldo Lanza)

 

                                                                                                                       

                                                                                                                                                  

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