Non è ancora finita. Restano in piedi le accuse di estorsione e complotto

 

Superata la prima battaglia sulle 18 querele, che erano state presentate da un importante magistrato, da avvocati, amministratori e parenti di un pm, Reggio Calabria continua le indagini per le denunce di Rossi e Musco e sulle infamanti ipotesi di occulte trame motivanti l’inchiesta

La redazione della Civetta ringrazia il direttore di OssigenoInformazione.it (sito on line della federazione nazionale della stampa e dell’ordine nazionale dei giornalisti) per la solidarietà e per il rispetto che ci manifesta, ma non è ancora finita. Pendono ancora su di noi a Reggio Calabria le indagini conseguenti alle denunce per diffamazione presentate dall’ex Capo della Procura, dott. Ugo Rossi, e dal pm Maurizio Musco, ulteriori sei mesi di indagini per l’infamante accusa di estorsione rivoltaci da Sandro Ferraro, sodale dell’avv. Amara, nei cui studi legali – scrive il pm Carchietti di Messina, nel ricorso alla Cassazione avverso il non luogo a procedere per lo stesso Amara e Ferraro – egli era di casa, l’altrettanto infamante teorema di un nostro coinvolgimento in un presunto complotto finalizzato a delegittimare la Procura di Siracusa. Ci attendono, dunque, ulteriori mesi di angosce, di spese legali, sicuramente di inquietudine.

Inutile dire che non temiamo nessuna di queste indagini. La Civetta è un giornale libero da ogni condizionamento, autofinanziato in una prima fase da 11 soci, nessuno di essi politico, che hanno versato ciascuno una quota paritaria, successivamente dal direttore, che ha venduto alla bisogna l’unico podere ereditato dal padre, oggi dagli stessi giornalisti che accreditano mensilmente una parte del loro stipendio.

Oltre all’inchiesta sulla Procura di Siracusa ne abbiamo scritto molte altre su sanità, piano regolatore, appalti, ambiente, inquinamento eccetera e in ognuna di esse non c’è mai stato dolo.  Non abbiamo mai conosciuto fisicamente né Rossi né Musco né Ferraro, non abbiamo nei loro confronti acrimonie personali di qualsiasi genere, non abbiamo mai partecipato a complotti di qualsiasi tipo, non abbiamo mai, e sottolineiamo mai, estorto una lira a nessuno. Nelle nostre inchieste non c’è mai stato alcun interesse economico (anzi, ad avere le pagine piene di pubblicità sono i giornali che non disturbano i manovratori) e ne sanno qualcosa le nostre finanze dissestate. Siamo solo dei giornalisti che amano il loro lavoro e lo considerano una mission, intriso com’è di valori sociali e civili, peraltro chiaramente indicati nell’atto costitutivo dell’associazione culturale Minerva, editrice della testata. Su questa strada continueremo con tutto l’impegno che ci sarà possibile profondere.

Franco Oddo

 

    

 

    

 

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