Pericolo rilevante a Reggio Calabria, Messina, Catanzaro e Cosenza ma anche a Siracusa. Solo in Italia muoiono prematuramente oltre 67.000 persone per l’elevato inquinamento Genitori Antismog: “Respirare aria pulita è un diritto dei cittadini”
E’ appena stata recapitata la lettera che le principali associazioni ambientaliste italiane hanno scritto al Governo, in materia di tutela della qualità dell’aria.
Nel novembre scorso, infatti, la Commissione Europea ha presentato a Matteo Renzi, in qualità di Presidente del Consiglio dell’Unione Europea, e a Martin Schulz, Presidente del Parlamento Europeo, la proposta di Programma di lavoro per il 2015 da cui emerge il “taglio” dalle priorità – e quindi verosimilmente dal Programma stesso – del cosiddetto Pacchetto Aria, contenente proposte cruciali per migliorare la qualità dell’aria che respirano i cittadini Europei. (ndr: pacchetto che era stato definito “a priorità immediata” dal Commissario Vella solo un mese fa).
Visto l’importante ruolo svolto dall’Italia in questo semestre europeo, le Associazioni hanno dunque chiesto al Governo italiano di non accogliere la richiesta, avanzata dal presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e dal vicepresidente Fran Timmermans nell’ambito della proposta di Piano di Lavoro della Commissione per il 2015, di rivalutazione fra gli altri temi del cosiddetto Pacchetto Aria entro il quale si trovano nuove proposte legislative, alcune pubblicate meno di un anno fa.
La Commissione aveva infatti già approntato proposte dettagliate per molti degli elementi che compongono il Pacchetto Aria e fra questi la Nuova Direttiva sui Limiti Nazionali alle Emissioni, quella Direttiva che ridurrà l’inquinamento derivante dagli impianti medi e il Regolamento sulle cd. “non-road mobile machinery”. Inoltre sono già in fase avanzata le proposte necessarie ad affrontare il tema cruciale delle emissioni reali delle automobili per mezzo di nuovi test dei livelli di emissioni dei veicoli su strada.
Il ritiro del Pacchetto Aria sarebbe in profondo contrasto con i bisogni dei cittadini europei e italiani. In un recente sondaggio dell’Eurobarometro, il 56% degli Europei dichiara infatti di essere preoccupato per l’inquinamento dell’aria sopra ogni altra cosa e questa preoccupazione è in crescita. Il ritiro delle direttive, su cui la precedente Commissione ha lavorato per anni, rappresenterebbe inoltre un grave segno di inefficienza delle istituzioni europee. Respirare aria pulita e la tutela della salute sono diritti irrinunciabili dei cittadini europei – scrivono le associazioni – per questo chiediamo al Premier Renzi e al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, nella veste rispettivamente di Presidente del Consiglio dell’Unione Europea e di Ministro dell’Ambiente Europeo in carica, di esercitare l’attuale ruolo istituzionale invitando la Commissione a revocare la proposta di ritiro del pacchetto e a utilizzare invece il lavoro e le proposte della Commissione precedente, per quanto concerne il Pacchetto Aria, nella preparazione del programma di lavoro della nuova Commissione del 2015 e degli anni successivi”.
Solo in Italia muoiono prematuramente oltre 67.000 persone per l’elevato inquinamento dell’aria. In Europa sono 450 mila i cittadini che muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’inquinamento dell’aria ed i costi esterni per la società, collegati alla salute, si aggirano in una quota fra i 330-940 miliardi di euro l’anno, come si legge nel recente Rapporto 2014 sulla qualità dell’aria pubblicato la scorsa settimana dall’Agenzia Europea per l’Ambiente. Il Pacchetto di norme in discussione riguardanti la qualità dell’aria affronta il danno alla salute con l’obiettivo di evitare almeno 58.000 morti premature ogni anno e 40-140 miliardi di costi esterni collegati ad esso.
Le emissioni di polveri sottili dei trasporti su strada calano del 50% in 12 anni e scendono del 63% anche quelle del settore industriale, anche se le concentrazioni rimangono ancora troppo alte. Questa la situazione in 73 città italiane (capoluoghi con popolazione superiore ai 50.000 abitanti e tutti i capoluoghi di regione) sulla qualità dell’ambiente urbano.
Secondo il report si preferisce la provincia alla città, ma ci si sposta sempre di meno. Si dichiara di voler usare il trasporto pubblico ma l’offerta cala nella maggioranza delle aree urbane, e l’auto privata detiene ancora il primato. Va bene invece il sistema di metropolitane. In Italia nascono nel 2013 circa 600 imprese in più rispetto al 2012, ma quelle che chiudono rappresentano il numero più alto degli ultimi cinque anni. Nelle aree urbane prese in considerazione, dal 2000 al 2012, le emissioni di PM10 risultano quasi sempre in diminuzione, con un calo complessivo del 37%. Alle riduzioni del settore trasporti e industriale, bisogna però aggiungere l’aumento del 47% dovuto al riscaldamento.
Viene segnalata una situazione sempre più drammatica per il consumo di suolo: tra le città le percentuali più alte sono a Napoli e Milano, con valori superiori al 60%, e aTorino e Pescara con oltre il 50%. L’area totale a rischio sismico, in 45 città attraversate da ‘faglie capaci’ (cioè quelle fratture della crosta terrestre potenzialmente in grado di riattivarsi o che si muovono lentamente con continuità), è pari a circa 244 kmq, pari al 2,5% del territorio. La pericolosità è “assai rilevante a Reggio Calabria, Messina, Catanzaro e Cosenza” ma, come sanno bene i nostri cittadini, anche a Siracusa,L’Aquila, Benevento, Trieste e Perugia.

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