Melilli. Incompiuta da 5,4 milioni di euro nell’area artigianale PIP Pietre Nere

La fine dei lavori finanziati con fondi europei da 5,4 milioni di euro nell’area artigianale PIP Pietre Nere è stata certificata da funzionari del Comune il 7 aprile scorso. Ma un nostro sopralluogo, alla presenza di un tecnico, dimostra inadempienze e difformità macroscopiche, specie per gli impianti di depurazione e fotovoltaico. Il lupo perde il pelo…

Come in tantissimi comuni italiani, anche a Melilli sono arrivati i fondi europei per la realizzazione di aree artigianali. Il progetto iniziale stimato in 4,0 milioni di euro, subì un incremento di 1,4 milioni, raggiungendo la cifra di ben 5,4 milioni di euro. Di tale cifra, ben 2,0 milioni a carico dei contribuenti melillesi. La fine dei lavori di questa iniziativa, orientata allo sviluppo imprenditoriale del settore artigianale, è stata certificata in data 7/4/2014. Firmatari del procedimento i funzionari comunali arch. Daniele Lentini e Salvatore Scatà.


Poiché le amministrazioni melillesi ci hanno indotto a un certo scetticismo, siamo andati a controllare lo stato dei lavori. Accompagnati da un tecnico abbiamo potuto constatare le seguenti inadempienze rispetto alla gara d’appalto.

  1. L’asfalto risulta mancante dello spessore di rifinitura (strato di usura).
  2. Lo spessore dell’asfalto è decisamente ridotto rispetto a quanto richiesto dal capitolato.
  3. I lotti sono sopraelevati fino ad 1 metro rispetto alle strade di collegamento.
  4. L’impianto di depurazione non è collegato al sistema fognario.
  5. L’impianto fotovoltaico consiste solo nelle strutture portanti in ferro. Mancano le lastre fotovoltaiche.
  6. Le aiuole piantumate sono già disseccate.

Per dovere di cronaca dobbiamo informare i lettori che da più di quattro mesi si è chiusa l’indagine, relativa all’area PIP Pietre Nere, condotta dalla tenenza di Priolo e Melilli della Guardia di Finanza. Gli indagati sono: il sindaco Pippo Cannata, attualmente sospeso in applicazione della legge Severino, l’on. Pippo Sorbello, i dirigenti, arch. Daniele Lentini e l’ing. Salvatore Scatà, ed il progettista ing. Antonio Di Benedetto. Tutti i presunti colpevoli sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e falso in atto pubblico.

Fa specie che i dirigenti oggetto delle indagini siano rimasti al loro posto. O no? Probabilmente il sindaco ff dr.ssa Arcangela Palmeri non ha ritenuto necessario allontanare gli indagati dai loro incarichi.

Nei prossimi giorni daremo ulteriori informazioni dando la parola ai diretti interessati alla vicenda.

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