CINQUE PIAGHE: UN PROGETTO CULTURALE E NATURALISTICO PER LA SIRACUSA DEL DOMANI

Ci sono luoghi che una città può considerare semplicemente immobili da valorizzare e altri che rappresentano un patrimonio culturale e identitario strategico sul quale costruire il proprio futuro.
L’ex ospedale delle Cinque Piaghe appartiene a questa seconda categoria. La prospettiva della vendita dell’immobile, di proprietà del Comune di Siracusa e dell’ASP chiama in causa e connota l’idea di città che Siracusa vuole costruire nei prossimi decenni.
Conosco le ragioni che hanno portato gli enti proprietari a valutare questa soluzione. Un complesso di queste dimensioni richiede interventi importanti e risorse significative. Ma proprio per il valore storico, architettonico e simbolico delle Cinque Piaghe ritengo necessario esplorare fino in fondo ogni possibilità alternativa prima di assumere una decisione irreversibile.
Su questa vicenda avevo già avuto modo di confrontarmi nei mesi scorsi sia con il Sindaco di Siracusa sia con il Direttore generale dell’ASP, evidenziando l’opportunità di una riflessione più ampia sul futuro di questo straordinario luogo della memoria prima che pregevole monumento.
Siracusa negli ultimi anni ha saputo affermarsi come una grande destinazione culturale e turistica. È un risultato importante, che va sostenuto, ma una città con la storia e la vocazione di Siracusa non può affidare il proprio futuro soltanto alla crescita dell’offerta ricettiva, non si diventa più attrattivi solo aumentando i posti letto, riconvertendo in alberghi immobili simbolo della città.
Siracusa dovrebbe investire anche nei luoghi della conoscenza, della ricerca, della formazione e della qualità urbana. Per questo ritengo che le Cinque Piaghe possa rappresentare un’occasione straordinaria per una iniziativa di respiro internazionale. Da tempo, inoltre, mi sto personalmente adoperando affinché proprio in quell’area possa svilupparsi un progetto di alta formazione di grande prestigio, destinato ad accrescere il ruolo di Siracusa quale centro di cultura, ricerca e cooperazione nel Mediterraneo.

È un’iniziativa sufficientemente concreta da rendere ancora più importante la scelta di preservare questo straordinario patrimonio pubblico.
In questo contesto, la realizzazione di un grande giardino botanico pubblico, insieme al recupero delle parti dell’antico complesso che sarà possibile conservare, darebbe all’intera area una nuova identità: un luogo in cui natura, storia, formazione e ricerca possano convivere, offrendo ai cittadini e ai visitatori uno spazio di straordinario valore ambientale, culturale e sociale. Un progetto di questo tipo avrebbe un valore che va oltre il recupero edilizio. Significherebbe restituire alla città un luogo antico che le giovani generazioni conoscono solo come suggestiva quinta dei locali della movida.
La questione delle risorse è certamente centrale. Ma le risorse possono essere ricercate attraverso fondi regionali, nazionali ed europei, attraverso la collaborazione tra istituzioni e attraverso la capacità di costruire un progetto credibile e ambizioso. Le grandi trasformazioni urbane nascono sempre da una visione e dalla capacità di perseguirla. Per questo auspico che, prima di procedere verso una scelta definitiva, si possa valutare ogni possibile soluzione per mantenere questo bene al servizio della collettività.
Le Cinque Piaghe può diventare molto più di un immobile recuperato: può rappresentare un simbolo di una Siracusa capace di gestire il cambiamento, di programmare il futuro anche nella dimensione qualitativa oltre che in quella del business turistico di massa. Una città capace di trasformare il proprio patrimonio in una risorsa per il futuro.
Le scelte che riguardano i luoghi più importanti di una città non appartengono soltanto al presente, ma alle generazioni che verranno. È questa la responsabilità che oggi abbiamo davanti.

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