Con una puntuale e severa nota di replica, l’Associazione Lepik torna a contestare al Libero Consorzio Comunale di Siracusa la gestione dei fondi FERS 2021-2027 (oltre 5,5 milioni di euro) destinati al recupero naturalistico della Riserva Ciane e Saline. Al centro della polemica vi è la persistente esclusione dell’opera ritenuta vitale e non più dilazionabile: la ricostituzione dell’argine che separa le vasche dal mare, arretrato ormai di circa 70 metri e a rischio di sommersione definitiva entro il 2100. Lepik bolla come insoddisfacenti le spiegazioni dell’Ente e demolisce le modifiche apportate alla documentazione progettuale nel maggio 2026, definite non già un’apertura alle istanze delle associazioni ambientaliste (Legambiente, LIPU, Comitato Parchi, Italia Nostra), ma un mero tentativo tardivo di sanare l’originaria inammissibilità e l’assenza del prescritto progetto di fattibilità tecnico-economica.
L’Associazione punta l’indice contro un impianto progettuale che giudica gravemente sbilanciato: oltre l’80% delle risorse verrebbe fagocitato da una miriade di forniture di beni e servizi e ricerche frammentate, per lo più sotto soglia e affidate direttamente, mentre i lavori effettivi si ridurrebbero a cifre inferiori al 20% con interventi di manutenzione vaghi ed evanescenti che non contrastano l’erosione costiera. Critiche feroci vengono mosse anche alla frammentazione della progettazione degli argini in due fasi distinte e all’opacità sui futuri finanziamenti, con il concreto pericolo che i progetti attuali diventino obsoleti e si traducano in un colossale spreco di denaro pubblico. Per rimediare a questa deriva, Lepik lancia una proposta choc all’Amministrazione: valutare la rinuncia parziale ai finanziamenti attuali per dirottare le risorse sul tempestivo rifacimento dell’argine, cogliendo l’assist offerto dal Dipartimento Ambiente della Regione che, con nota del marzo 2026, ha evidenziato la necessità di coprire il fabbisogno di tutte le proposte ammissibili. L’Associazione chiude ribadendo la propria disponibilità a un confronto reale e congiunto, purché aperto a tutti i soggetti portatori di interesse coinvolti.
QUESTO IL TESTO DELLA NUOVA LETTERA INVIATA DALL’AVV. GIOVANNI RANDAZZO PRESIDENTE ASSOCIAZIONE ANNA MARIA LEPIK
Associazione “Porto Siracusa -Anna Maria Lepik”
(C.F. 93116350898) Siracusa Viale Tunisi 29 – tel. 3339992058)
Siracusa, 6/08/2026
Spett.le Libero Consorzio Comunale di Siracusa
Pec: ufficio.protocollo@pec.provincia.siracusa.it
Con nota del 28 Luglio c.a., codesto Libero Consorzio ha riscontrato la nota del 22 stesso mese con la quale la scrivente Associazione ha sollevato vari rilievi sulla proposta progettuale, presentata dall’ Ente in data 9 Giugno 2025 nella selezione bandita dall’ARTA per Fondi FERS 2021-2027, relativa a interventi per il recupero naturalistico degli ambiti costieri fiume Ciane e Saline di Siracusa, con richiesta di finanziamento di € 5.510.080,00 ed utilmente inserita nella graduatoria provvisoria correlativa dei progetti inerenti la correlativa selezione (divenuta definitiva in virtù del D.A. 1354 del 20 Luglio 2024, come tratto dal link indicato nella anzidetta nota del 28 Luglio).
Abbiamo apprezzato la prontezza con cui codesta Amministrazione ha trasmesso il proprio riscontro ma non ne condividiamo il contenuto che a nostro avviso conferma l’inidoneità della proposta progettuale presentata a porre soluzione ai gravi problemi che inficiano l’attuazione delle finalità istitutive della Riserva, volta a salvaguardare e rivitalizzare il papiro del fiume Ciane e conservare i valori ambientali della zona umida delle Saline, che implicano a nostro avviso la necessità di programmare in primo luogo la ricostituzione dell’argine che separava le vasche dal mare, già arretratosi di circa 70 metri, con rischio di definitiva sommersione delle Saline entro il 2100, ove l’ erosione costiera continui con gli stessi ritmi, come pure riconosciuto nella proposta progettuale anzidetta. Viceversa tale urgente opera, già proposta dall’Ente in precedenti selezioni di accesso ai Fondi Fers, non è stata in questo caso in alcun modo contemplata.
Nella propria del 28 Luglio l’Amministrazione si limita a sottolineare che i contenuti riportati nel DIP allegato alla propria istanza del 9 Giugno 2025 sarebbero coerenti con la finalità dell’Avviso del 17/12/2024 e tuttavia totalmente coerente all’Avviso, relativo a interventi volti a preservare la biodiversità e il recupero ambientale delle aree di pregio naturalistico ricadenti nel demanio marittimo regionale, certamente sarebbe stato anche il rifacimento dell’argine.
Né costituisce un rimedio adeguato che nel Quadro tecnico contenuto nella cosiddetta “Relazione di dettaglio del progetto aggiornato” del 25 Maggio 2026 (di fatto una nuova proposta progettuale) acclusa alla nota del 28 Luglio u.s. qui riscontrata, codesto Libero Consorzio contempli, rispettivamente ai punti A1.7 e A1.8, per l’importo di € 138.000 ciascuna (quindi per complessivi € 276.000) la progettazione rispettiva di soluzioni di “rinaturalizzazione e difesa naturae based” e di “ripristino funzionale di argini e opere idrauliche”. È intanto contestabile che detta complessiva attività progettuale sia scissa in due fasi, laddove è evidente l’unicità del fine, sicché più confacente appare che un ipotetico incarico riguardi la complessiva progettazione e vada affidato, in ragione del maggior valore, previa procedura negoziata, con la consultazione di almeno cinque operatori, e non mediante affidamento diretto.
Non comprendiamo peraltro come siano stati quantificati gli importi delle ipotetiche progettazioni soprarichiamate. E inoltre, posto che l’attività progettuale non andrebbe correlata ad una immediata messa in opera bensì ad un futuro finanziamento, quali siano le previsioni dell’Amministrazione circa la possibilità di attingere a questo fine in tempi brevi a nuove risorse economiche laddove, ove ciò non fosse possibile, i progetti potrebbero divenire rapidamente inutilizzabili con relativo spreco di denaro pubblico per il sopravvenire di nuovi prezziari o anche di innovazioni tecnologiche. È rimasto in definitiva priva di alcuna sostanziale risposta la richiesta avanzata da molte Associazioni ambientaliste e fatta propria dalla scrivente, circa la mancata previsione nella proposta dell’Ente del rifacimento dell’argine che, ovviamente corredata dalla richiesta di finanziamento della relativa progettazione, costituiva l’unica soluzione consona all’urgenza di un intervento non dilazionabile ulteriormente.
Sotto altro riguardo, pur ritenendo in linea di principio apprezzabile che, su iniziativa del Presidente, il Libero Consorzio abbia indetto un Tavolo tecnico per ascoltare le idee e proposte delle associazioni interessate, osserviamo che ciò è avvenuto ai primi di Dicembre 2025 allorché la proposta originaria, senza la previsione del restauro dell’argine, era stata avanzata ben sei mesi prima, in data 9 Giugno 2025. Abbiamo già mosso le nostre critiche avverso tale proposta nella nostra del 22 Luglio scorso e riteniamo di ribadirle anche a seguito delle modifiche apportate dall’ Ente con la relazione del 25 Maggio 2026, non senza evidenziare che tali modifiche sono manifestamente finalizzate a colmare la inammissibilità della proposta, in quanto non corredata dal progetto di fattibilità tecnico-economica prescritto a pena di irricevibilità dall’Allegato 6 dell’Avviso, e non ad aderire alle richieste e osservazioni delle Associazioni intervenute, alcune delle quali avevano espresso il proprio dissenso (Legambiente, LIPU, Comitato Parchi, Italia Nostra) rispetto alla proposta progettuale prima, durante e dopo i lavori del cosiddetto Tavolo Tecnico di indirizzo permanente, in effetti mai formalmente istituito a dispetto dell’altisonante nome .
Il contenuto di tale modifiche, inserite nel nuovo Quadro tecnico aggiornato contenuto nella preindicata relazione del 25 Maggio 2026 acclusa alla nota del 28 Luglio scorso, è stato peraltro conosciuto e diffuso solo a seguito della trasmissione di tale risposta, indirizzata, oltreché alla Associazione scrivente, a tutti i soggetti portatori di interesse coinvolti nel Tavolo anzidetto. Ma anche le previsioni del nuovo Quadro Tecnico sono state oggetto di immediate e condivisibili critiche da parte di alcune delle Associazioni intervenute al Tavolo Tecnico, che hanno tra l’altro dedotto che i lavori, ridimensionati a complessivi € 719.000 per scendere sotto la percentuale del 20% dell’intero finanziamento, restavano comunque indirizzati a evanescenti manutenzioni straordinarie, senza comunque in alcun modo contrastare l’erosione della costa, in assenza quindi dell’intervento che appariva e appare prioritario.
Per lo più incomprensibili e comunque poco incidenti sembrano anche gli interventi attinenti a fornitura di beni e servizi, amplificati ad oltre l’80% dell’intero finanziamento, frantumati in una miriade di generiche ricerche e analisi professionali ed accomunati dall’essere in gran parte preventivati in importi sotto la soglia di € 140.000 che consente l’affidamento diretto senza necessità di interpellanza di una pluralità di operatori. E di quei pochi interventi oltre la detta soglia (quale a titolo esemplificativo la non meglio definita gestione di specie ittiche in via di estinzione per un importo di € 748.000) è prevista l’attuazione mediante accordo con l’Università, senza specificare di quale Università si tratti, nella speranza che non si risolva poi nell’affidamento da parte dell’Ente ad un singolo accademico professionista.
A fronte della vaghezza degli interventi complessivamente previsti, per oltre cinque milioni e mezzo di euro, diverse sono le perplessità che restano invero confermate, dal permanere dell’ assenza del progetto di fattibilità tecnico-economica prescritto in Avviso e necessario per i lavori residui comunque di rilevante importo, nonché, per gli interventi di fornitura di beni e servizi, della mancanza di una relazione generale illustrativa posto che quella aggiornata del 25/5/2026 appare scarna e non complessivamente sostitutiva di quella originaria inserita nel D.I.P. del 9 Giugno 2025, e in ogni caso priva di capitolato tecnico e documento di stima economica previsti dall’ art. 4-bis del Codice dei contratti pubblici per tali tipo di affidamenti.
In queste condizioni è opportuno che codesta Amministrazione valuti la rinunzia, ai sensi dell’art. 22 dell’Allegato 6 dell’Avviso che ha bandito la selezione, al finanziamento di almeno alcuni degli interventi individuati nella proposta progettuale finanziata. Ciò sia per evitare una vana dispersione di pubblico denaro sia per verificare con l’Assessorato Territorio ed Ambiente che ha indetto la selezione se vi sia l’opportunità di procedere in tempi rapidi al finanziamento, anche in sostituzione degli interventi come sopra ipoteticamente da dismettere, di un opera di tempestivo rifacimento dell’argine in correlazione alle progettazioni come sopra considerate ai punti A1.7 e A1.8 della richiamata relazione del 25 Maggio 2026.
Si tenga anche presente a questo proposito che dal Decreto ARTA di finanziamento ed approvazione della graduatoria definitiva del 20 Luglio 2026 si trae che con nota n. 15521 del 6 Marzo 2026 il Dipartimento Ambiente di detto Assessorato ha già evidenziato la necessità di finanziare tutte le operazioni che risultassero ammissibili e che raggiungessero la soglia minimo di punteggio, con particolare riferimento all’ azione 2.7.2. oggetto del provvedimento, con un fabbisogno ulteriore di € 1.756.733,73, evidentemente idoneo a coprire tutte le proposte ammesse, comprese quelle provvisoriamente non finanziate. Ne consegue la possibilità, ove la richiesta sia accolta, di eliminare un eventuale contrasto tra gli enti le cui proposte sono state ammesse, che risulterebbero in tale caso tutte finanziate
In ogni caso la scrivente ripropone la propria disponibilità ad un esame congiunto della problematica, in riferimento a quanto richiesto e prospettato con la presente nota e con la propria precedente del 22 Luglio 2026, naturalmente con l’eventuale coinvolgimento delle associazioni cui codesto Consorzio ha ritenuto di inviare il proprio riscontro del 28 Luglio 2026.
Si ringrazia per l’attenzione e si chiede che il la risposta dell’Ente sia inviata presso la pec avv.giovannirandazzo @pecsr.it
Distinti saluti
Associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”
Il Presidente
Avv. Giovanni Randazzo

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