Palazzo Vermexio, conti e poltrone: il futuro della giunta Italia

CONTINUA LA NOSTRA INTERVISTA MULTIPLA SULLE VICENDE LEGATE AL BILANCIO COMUNALE E NUOVI ASSETTI IN GIUNTA. ABBIAMO RIPROPOSTO LE STESSE DOMANDE FORMULATE A MICHELE MANGIAFICO ANCHE A PAOLO CAVALLARO, CONSIGLIERE DI FRATELLI D’ITALIA

Domanda 1. È vero che si parla di una rinegoziazione dei mutui con Cassa Depositi e Prestiti? Secondo alcuni, l’operazione non punterebbe tanto al risanamento dei conti (obiettivo difficile) quanto a racimolare la liquidità indispensabile – ora che la cassa è vuota – per coprire una pioggia di emendamenti dell’ultimo minuto a fini elettoralistici. Condividete questa lettura?

Cavallaro: La rinegoziazione dei mutui con Cassa Depositi e Prestiti è uno strumento previsto dall’ordinamento e, di per sé, non rappresenta un fatto negativo. Circolano indiscrezioni secondo cui diversi mutui del Comune sarebbero prossimi alla scadenza e, se così fosse, una riorganizzazione del debito potrebbe avere una sua logica. Più che soffermarmi sulle ricostruzioni politiche, preferisco guardare al merito delle scelte. La mia posizione è la stessa che ho espresso in occasione del Rendiconto 2025 e non è cambiata: i conti sono formalmente regolari, ma strutturalmente fragili. Abbiamo oltre 212 milioni di crediti da riscuotere, di cui ben 154 milioni accantonati nel Fondo crediti di dubbia esigibilità, quasi 50 milioni di TARI non riscossa negli ultimi anni, un disavanzo ancora da ripianare e un rilevante contenzioso potenziale. Proprio perché la struttura finanziaria dell’ente è ancora fragile, ogni eventuale margine di manovra dovrebbe essere destinato a interventi realmente strategici per la città. È su questo che si misura la qualità dell’azione amministrativa.

Domanda 2. L’ipotesi di questa manovra nasce anche dai circa 40 emendamenti presentati. Qual è la vostra valutazione nel merito? Ritenete che siano opportuni, considerando che andrebbero a gravare ulteriormente sul bilancio comunale?

Cavallaro: Ho esaminato gli emendamenti uno per uno e non credo sia corretto liquidarli come semplice spesa. Molti affrontano temi importanti per la città e gli oneri finanziari, nel complesso, sono di modesta entità rispetto alle finalità perseguite. Penso, ad esempio, all’emendamento della Seconda Commissione, che ho fortemente sostenuto perché prevede la ristrutturazione dell’immobile di via Vermexio per ospitarvi uffici comunali e realizzare anche postazioni dedicate alla lettura dei libri digitali. È un intervento utile che valorizza un immobile comunale e amplia i servizi offerti ai cittadini. Lo stesso emendamento finanzia anche la ristrutturazione dell’edificio che ospita la biblioteca di via Barresi e la riqualificazione delle aree esterne. Si tratta di una biblioteca alla quale ho dedicato numerose battaglie, ottenendo risultati concreti, dal ripristino dell’impianto di climatizzazione alla riattivazione dell’acqua nei servizi igienici. È un presidio di cultura, di aggregazione e di legalità che merita di essere valorizzato e mi auguro che questo intervento venga approvato dall’Aula. Ritengo poi particolarmente importante il mio emendamento al DUP che elimina la Biblioteca Centrale di via Santi Coronati dal Piano delle Alienazioni.

Oggi quella biblioteca versa in condizioni che non fanno onore a una città come Siracusa. È priva di ascensore da tre anni. Al piano terra, dove sono custoditi libri e collezioni secolari, oltre ai servizi igienici per gli utenti, è presente un’infestazione di insetti e da oltre un anno si attende la necessaria bonifica. Eppure continua a custodire uno dei patrimoni librari più importanti della nostra città.

Il problema è che oggi non esiste un’alternativa fisica capace di ospitare l’intero patrimonio della Biblioteca Centrale. Vendere quell’immobile senza avere prima realizzato una nuova sede significherebbe correre il rischio concreto di disperdere e frammentare un patrimonio storico costruito in secoli di storia. Per questo ritengo che il percorso corretto sia l’esatto contrario: prima si individua o si realizza una sede adeguata, moderna e funzionale, poi si può eventualmente discutere della destinazione dell’immobile di via Santi Coronati. Mi auguro che il Consiglio comunale approvi questo emendamento. Una sua bocciatura rappresenterebbe un segnale profondamente negativo proprio mentre Siracusa ambisce a diventare Capitale europea della Cultura 2033. Naturalmente vi sono anche altri emendamenti di pregio. La mia riflessione è più generale: con risorse inevitabilmente limitate avrei preferito concentrare gli investimenti su due grandi obiettivi strategici, capaci di lasciare un’eredità duratura alla città.

Domanda 3Qual è, allo stato attuale, la reale situazione contabile dell’ente? I dati in nostro possesso delineano un quadro allarmante: qual è la vostra fotografia dei conti comunali?

Cavallaro: La situazione finanziaria del Comune impone prudenza e responsabilità. Non mi piace utilizzare toni catastrofici, ma neppure minimizzare le criticità. I numeri del Rendiconto 2025 dimostrano che la struttura finanziaria dell’ente resta fragile e richiede una gestione attenta delle risorse. Proprio per questo ritengo che ogni scelta debba essere orientata da una visione di lungo periodo. Se fosse dipeso da me, avrei individuato due priorità assolute. La prima è l’attuazione del PEBA, perché una città moderna deve essere innanzitutto una città accessibile.

La seconda è la realizzazione di un vero Palazzo della Cultura, un luogo vivo e aperto alla città che ospiti la Biblioteca Centrale, sale lettura, sale studio, una sala convegni, spazi espositivi, un punto ristoro e ambienti destinati alle associazioni, ai giovani e ai cittadini. Un luogo di incontro, di crescita culturale e sociale, capace di vivere ogni giorno. Non si tratta di un’idea improvvisata. Fratelli d’Italia ha già proposto l’inserimento del Palazzo della Cultura nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche e il Consiglio comunale ha approvato questa proposta. Ora bisogna trasformare quella scelta in un progetto concreto. Se Siracusa vuole candidarsi credibilmente a Capitale europea della Cultura 2033 deve iniziare oggi a costruire le infrastrutture culturali che una città europea dovrebbe possedere. Non bastano gli eventi: servono luoghi permanenti dove la cultura si produce, si studia, si condivide e diventa occasione di crescita sociale ed economica. Le amministrazioni passano; le opere strategiche restano.

Domanda 4. Quanta vita politica date ancora alla Giunta Italia? Ritenete che l’amministrazione riuscirà ad arrivare alla fine del suo mandato?

Cavallaro: Più che chiedermi quanto durerà questa amministrazione, mi domando quale progetto abbia ancora da offrire alla città. Ho l’impressione che la Giunta abbia progressivamente esaurito la propria spinta propulsiva e oggi fatichi a esprimere una visione per Siracusa.

Lo dimostrano anche episodi come quello dell’ultimo question time, quando Fratelli d’Italia ha abbandonato l’Aula per protestare contro l’assenza di assessori e dirigenti. Al di là delle appartenenze politiche, credo che questo non sia un buon segnale per il rapporto tra Giunta e Consiglio comunale. Non mi ha mai convinto il modello degli assessori scelti tra i consiglieri comunali. Ritengo che chi è chiamato a controllare l’operato dell’amministrazione debba rimanere distinto da chi è chiamato a governare. Sono due funzioni diverse e questa distinzione rappresenta una garanzia di equilibrio istituzionale. Avrei preferito una Giunta costruita sulla competenza e sulla professionalità, scegliendo le persone migliori che Siracusa è in grado di esprimere. Quando il criterio principale diventa quello di soddisfare gli equilibri interni alla maggioranza, il rischio è che l’interesse generale passi in secondo piano. Penso, ad esempio, ad assessori come Pavano, Celesti, Ruvioli, Consiglio e Granata, che hanno dimostrato competenza nei rispettivi ambiti. Ma, al di là dei singoli nomi, sono convinto che Siracusa disponga di tanti professionisti e cittadini preparati, ai quali bisognerebbe guardare con maggiore coraggio quando si costruisce una squadra di governo. Non so se questa amministrazione arriverà alla fine del mandato. So, però, che Siracusa ha bisogno di un governo che torni a programmare il futuro, anziché limitarsi ad amministrare il presente, con risultati insufficienti o inesistenti per alcuni settori.

Paolo Cavallaro (Fd’I)

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