Il dibattito sul futuro della mobilità marittima e dello sviluppo economico aretuseo torna a scaldarsi. Con una nuova lettera aperta indirizzata all’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale (e firmata dall’avv. Giovanni Randazzo a nome dell’Associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”), si riaccendono i riflettori su ritardi, disparità di trattamento e assenza di pianificazione che continuano a penalizzare il Porto Grande e lo scalo di Santa Panagia.
Una presa di posizione netta che evidenzia come, a oltre due anni dall’ingresso formale nell’AdSP (legge n. 28/2024) e a mesi dalle consegne delle aree demaniali da parte della Regione, il territorio aretuseo rischi di essere (è) penalizzato rispetto ai vicini colossi di Augusta e Catania.
Al centro dell’istanza la mancata revisione del Documento di Pianificazione Strategica di Sistema Portuale (DPSS), adottato originariamente nel 2020 (quando Siracusa e Pozzallo non facevano ancora parte dell’ente). Sebbene il Piano Operativo Triennale 2026-2028 accenni a un iter avviato dalla Segreteria Tecnica, i tempi restano un’incognita. Senza questo strumento, e senza i nuovi Piani Regolatori Portuali (PRP), Siracusa si ritrova a operare in un vuoto normativo: il piano del porto vigente risale addirittura al 1919, costringendo a interventi estemporanei e privi di una visione d’insieme.
Il divario nelle risorse messe in campo evidenzia una forte disparità. Mentre Augusta e Catania attingono a centinaia di milioni di euro (grazie a fondi comunitari e programmazioni strutturate), per il Porto Grande di Siracusa si parla di interventi non particolarmente significativi e non del tutto definiti (come la manutenzione delle banchine e la fase progettuale della nuova stazione marittima, legata a voci ufficiose di appena 37 milioni di euro).
Per il Porto di Santa Panagia, invece, il Piano triennale segna il nulla assoluto, neanche per le manutenzioni ordinarie. Anche sul fronte della transizione ecologica, i 18 milioni di euro stanziati dalla Regione per il cold ironing (elettrificazione delle banchine) risultano a rischio rispetto alla scadenza fissata per il giugno 2026.
La mancanza di pianificazione si ripercuote sulla destinazione funzionale degli scali aretusei. A parte un orientamento favorevole alle navi da crociera di piccola stazza (De Luxe), il piano ignora completamente nodi cruciali, quali la collocazione definitiva dei pescherecci, lo sviluppo del porto turistico e l’eventuale ripresa dei collegamenti di traghettamento (es. verso Malta), le potenzialità commerciali di Santa Panagia e l’integrazione con la rete ferroviaria (sfruttando anche la vicina e inutilizzata stazione di Targia, inserita nella rete TEN-T).
Un ulteriore motivo di attrito riguarda l’applicazione dell’art. 6-bis della Legge 84/1994, che prevede l’istituzione di un ufficio decentrato nei porti sede di capoluogo di provincia. L’Associazione chiede con forza il motivo per cui tale presidio risulti operativo per Pozzallo ma venga inspiegabilmente negato o ritardato a Siracusa, capoluogo di provincia.
L’Associazione “Anna Maria Lepik” non si limita alla denuncia, ma pretende risposte formali e scadenze certe entro i termini di legge (30 giorni): un’accelerazione e un cronoprogramma chiaro per l’approvazione del DPSS e dei conseguenti PRP, il chiarimento sulle procedure di affidamento degli studi specialistici e di ingegneria (sullo stile di quanto fatto dall’AdSP del Mare della Sicilia Occidentale per Gela, Licata e Sciacca), l’istituzione immediata dell’Ufficio Amministrativo Decentrato presso il Comune capoluogo di Siracusa.
La palla passa adesso al Presidente dell’AdSP, ing. Di Sarcina, attualmente in proroga, chiamato a sciogliere i nodi di un’impasse che rischia di trasformare l’integrazione di Siracusa nell’Autorità portuale in una grande occasione mancata.
QUESTO IL TESTO DELLA LETTERA APERTA
Siracusa, 3/08/2026
Lettera aperta all’Autorità di sistema portuale del Mare Sicilia Orientale
La scrivente Associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik –“ facendo seguito a quanto già oggetto delle proprie precedenti note del 13 Giugno 2025 e del 3 Settembre 2025, oltrechè alla scheda informale consegnata presso la sede di codesta Autorità in data 4 Luglio 2024 dal Gruppo di studio poi sfociato in Associazione, torna a domandare l’ aggiornamento del Documento di Pianificazione Strategica di Sistema Portuale (DPSS) finalizzato all’ indicazione, ai sensi dell’ art. 5 L. 84/1994 degli obbiettivi di sviluppo e delle destinazioni dei singoli porti ricompresi in tale Autorità. Manifesta infatti era e continua ad essere la inadeguatezza del DPSS adottato il 10 Dicembre 2020 e approvato con D.M. 53 dell’ 11 Marzo 2022, allorche’ il porto di Siracusa, come quello di Pozzallo, non era stato ancora ricompreso in codesta AdSP, che all’ epoca concerneva i soli porti di Augusta e di Catania..
Come noto, l’ inserimento in AdSP del porto di Siracusa,, comprensivo delle rade del Porto Grande e di Santa Panagia è stato in particolare operato, ben oltre due anni orsono con L. 28 del 15 Marzo 2024, e da gran tempo sono state anche consegnate, nel Novembre del 2024, dalla Regione Sicilia alla AdSP le aree correlative ai fini demaniali marittimi.
Siamo quindi tornati a riproporre, come Associazione, la richiesta in questione anche nel corso dell’ ultimo incontro avuto con il Presidente dell’ AdSP Ing. Di Sarcina in data 3 Dicembre 2025, ricevendo dallo stesso generiche conferme sul fatto che il Documento era in corso di redazione e che l’ atto era di prossima adozione previo coinvolgimento delle Istituzioni interessate. Poi nessuna altra notizia.
Dal Piano operativo triennale 2026-2028 apparso nelle settimane scorse nel sito della AdSP, abbiamo da ultimo tratto la laconica segnalazione, inserita a pag. 38, secondo cui in considerazione dell’ inserimento dei nuovi scali portuali, “è stato avviato l’ iter di aggiornamento del DPSS a cura della Segreteria Tecnica operativa dell’ Ente” , e che “dopo l’ approvazione del documento di aggiornamento del DPSS, si procederà anche alla redazione dei nuovi Piani Regolatori Portuali del Porto di Siracusa e del Porto di Pozzallo”. Campa cavallo, verrebbe da commentare.
Appare invero palese che il ritardo nell’ aggiornamento del DPSS penalizza gli interessi del Porto di Siracusa, delle categorie professionali, dei lavoratori che vi operano e dei cittadini tutti. Il Documento in questione, che va adottato dal Comitato Gestione di codesta AdSP ed approvato dal Ministero Infrastrutture e Trasporti, è un atto di fondamentale importanza in quanto volto, tra le altre funzioni, oltrechè a definire gli obbiettivi di sviluppo della AdSP , ad individuare gli ambiti funzionali dei vari porti ricompresi nella giurisdizione della stessa, nonché ad operare per ogni porto la ripartizione in aree portuali, retro-portuali e di interazione tra porto e città.
È vero che nei porti di rilevanza economica regionale, come è sin qui classificato il Porto di Siracusa, l’ ambito e l’ assetto complessivo del Porto sono direttamente individuati dal PRP (Piano Regolatore Portuale), anch’ esso oramai di competenza della AdSP, ma per quanto anche affermato nel Piano triennale, resta in proposito propedeutica l’ approvazione del PRP.
Nelle more, poiché il Piano del Porto di Siracusa risale al 1919, antecedente non solo alla L. 84/1994 che per prima ha attribuito ai piani portuali valenza pianificatoria settoriale, ma anche alla oramai abrogata L. 1177/1921 che si limitava a programmare le modalità di realizzazione delle infrastrutture strumentali all’ attività portuale, nessuna regola sembra vigere per il Porto di Siracusa, e ogni intervento viene disposto, nelle more dell’ emanazione di DPSS e PRP, in maniera estemporanea dall’ Autorità di turno, in precedenza la Regione adesso codesta AdSP, in assenza di alcuna cornice normativa e visione pianificatoria d’ insieme, in manifesto contrasto con le finalità della L. 84/1994 soprarichiamata di riordino della legislazione portuale.
Il pregiudizio per i porti di Siracusa (Porto Grande e Santa Panagia) è, a nostro avviso, confermato dalle previsioni del suddetto Piano Operativo Triennale 2026-2028, che riporta per la nostra Città notazioni marginali e distratte. Si consideri, ad esempio, che il dato relativo ai principali interventi per lo sviluppo delle infratrutture dei siti portuali, rimanda per i Porti di Augusta e Catania risorse finanziarie attinte da varie fonti, per lo più comunitarie, per importi, singolarmente enumerati in corrispondenza agli interventi già ultimati e in corso di esecuzione, pari a centinaia di milioni anche in riferimento a quanto già in precedenza programmato. Per il Porto di Siracusa si prevedono, nel Porto Grande, i seguenti interventi: a) Manutenzione e Riqualificazione delle banchine e degli arredi portuali a servizio dei traffici; b) Realizzazione della nuova stazione marittima – fase progettuale -. Nessun importo è indicato per le opere anzidette, ma da quanto emerso in alcuni convegni pubblici sembra desumersi che l’ importo complessivamente stanziato per il Porto Grande di Siracusa sia pari al più a pochi milioni di euro (sembrerebbe € 37.000.000). Nulla è poi previsto nel Piano per il Porto di Santa Panagia, neppure a titolo manutentivo.
In via separata, sono poi indicati gli interventi di realizzazione di sistemi di elettrificazione delle banchine (cold ironing) in tutti i Porti inseriti in AdSP, ai fini della decarbonizzazione delle aree portuali. Per il Porto di Siracusa sono segnalati interventi, per un importo di € 18.000.000 deliberati dalla Regione Sicilia che avrebbero dovuto essere realizzati entro il Giugno 2026 (non sembra che ciò sia sin qui avvenuto).
Al di là della entità delle risorse approntate, non paragonabili, neppure in via proporzionata, a quelle ben maggiori relative ai porti di Augusta e Catania già inseriti nel vigente Documento di Programmazione risalente al 2020 e recentemente oggetto di rispettivi Piani regolatori portuali, quel che a nostro avviso negativamente rileva è l’ assenza dei prescritti strumenti pianificatori, come pure di alcuna indicazione circa i tempi previsti per la loro emanazione, con il prescritto coinvolgimento delle Istituzioni interessate, tra cui in primo luogo il Consiglio Comunale di Siracusa.
Tale assenza si riverbera, al di là dell’ utilizzo del Porto Grande per navi di crociera (per le quali appare condivisibile l’ orientamento per navi di piccola stazza tipo De Luxe), sulla vaghezza delle destinazioni e prospettive che andranno assegnate ai due Porti di Siracusa (Rada del Porto Grande e di Santa Panagia) inseriti in AdSP, sicchè ad esempio nulla è previsto per la allocazione dei pescherecci, per quella del porto turistico, per una eventuale ripresa dell’ attività di traghettamento verso Malta o altre località, per la possibile destinazione anche commerciale del porto di Santa Panagia o per la implementazione della rete ferroviaria, nonostante a quest’ ultimo proposito il Piano Operativo 2026-2028 dia incidentalmente atto, a pag. 29, che la Catania-Siracusa appartiene anch’ essa alla rete trasnazionale TEN-T, e quindi teoricamente suscettibile di fruire di finanziamenti comunitari. E’ il caso di ricordare, a quest’ ultimo proposito, che esiste non utilizzata, la stazione ferroviaria di Targia di facile collegamento con il Porto di Santa Panagia
Per quanto abbiamo avuto modo di apprezzare la personale disponibilità e cortesia del Presidente Ing. Di Sarcina che in più occasioni ci ha ricevuti, e l’ impegno dello stesso nell’ approfondire le esigenze del territorio, dobbiamo dire che ben altre erano le aspettative che aveva suscitato l’ inserimento del Porto di Siracusa in AdSP.
La richiesta che quindi ribadiamo con la presente lettera, rendendola pubblica e sottoponendola all’ attenzione anche della cittadinanza interessata, è che l’ AdSP voglia procedere all’ aggiornamento urgente del Documento di Programmazione, dalla stessa ritenuto propedeutico all’ adozione del Piano Regolatore del Porto di Siracusa, specificando in particolare se abbia proceduto, così come avvenuto per la AdSP del Mare della Sicilia Occidentale a seguito dell’ inserimento dei Porti di Gela, Licata e Sciacca, ad avviare le procedure per l’ affidamento dei correlativi servizi di ingegneria e studi specialistici, in ogni caso comunicando quali siano le attività cui intenda attendere e quali i termini prevedibili per l’ adozione del detto Documento di Programmazione Strategica e, di seguito, del Piano Regolatore portuale.
Nel contempo si insiste nella richiesta, parimenti formulata con le nostre precedenti lettere richiamate in premessa, per l’ istituzione, la cui possibilità e’ prevista dall’ art. 6 bis comma 2 della richiamata L. 84/1994 presso ciascun porto che sia comune capoluogo di provincia, di istituzione di un ufficio amministrativo decentrato per lo svolgimento delle funzioni stabilite dal Comitato di Gestione della AdSP. Sembrerebbe peraltro, per notizie tratte dai mass media, che un tale ufficio decentrato sia stato istituito da codesta AdSP per il Porto di Pozzallo; ove così fosse, ne prendiamo atto, rispettando tale scelta, ma nondimeno non comprendiamo cosa osti perché l’ Ufficio Amministrativo Decentrato ex art. 6 bis comma 2 L. 84/1994 sia istituito presso il Porto di Siracusa, che è comune capoluogo di provincia, chiedendo che si proceda senza ritardo a tale incombenza, specificando i tempi correlativamente previsti.
Si resta in attesa di cortese e tempestivo riscontro nel termine di trenta giorni ex art. 2 L. 241/1990 indicando a tal fine la pec avv.giovannirandazzo@pecsr.it
Distinti saluti
Associazione “Porto di Siracusa – “Anna Maria Lepik”-
Il Presidente
Avv. Giovanni Randazzo

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