MANNAGGIA, OGGI NON C’è ACQUA. VA BE’, UN PO’ DI PAZIENZA… OPPURE OCCORRE ALTRO?

Purtroppo oggi, ultima domenica di luglio 2026 a Siracusa, in molte zone, ti svegli e succede di non avere acqua. Capita. è capitato ieri e anche ieri l’altro e pure la domenica precedente. Capita nei quartieri a nord molto più spesso in Ortigia e in Borgata. E capita ormai frequentemente da diversi mesi. In verità è ormai una consuetudine. Mannaggia. Dobbiamo avere un po’ di pazienza.
Apri la posta di Redazione e il primo Comunicato è di Aretusacque (h.8,58): intervento urgente sulla condotta di Bufalaro Basso. Possibili disservizi nella zona centrale di Siracusa … la Società ha provveduto ad allertare la Protezione Civile, richiedendo la disponibilità di autobotti da dislocare sul territorio … Aretusacque si scusa per i disagi e ringrazia i cittadini per la collaborazione e la comprensione.

Comprensione. La Società invita la cittadinanza, ormai esasperata, alla COMPRENSIONE.

In realtà Aretusacque, subentrata da circa un mese alla Siam, redige comunicati e mette in campo azioni improntate alla collaborazione, alla disponibilità, alla comprensione. Una formula comunicativa molto più efficace rispetto a quella adottata dal precedente ufficio stampa (a volte inutilmente ostile e polemico con il pubblico e la stampa) ma che può soltanto limitare le reazioni della cittadinanza non invece i disagi e disservizi ai residenti, ai turisti, alle attività commerciali. Disagi e disservizi che perdurano da troppo tempo, che non sono più sopportabili, che procurano danni pesantissimi alle attività ricettive e che, soprattutto, non vedono interventi risolutivi e immediati.

Ora, al di là delle reazioni di colore della zia Milina ‘a cutturera o di don Pippinu u mulunaru, il siracusano medio è già per sua natura paziente (si direbbe meglio sciassato o sciroccato), sa perfettamente che la responsabilità di una gestione pluridecennale non può essere addebitata ad Aretusacque, nè agli operatori (funzionari, tecnici ed operai quotidianamente impegnati per le “emergenze”). Piuttosto, il cittadino medio si chiede sempre più come mai la forsennata convenzione con Siam non consentiva investimenti e interventi strutturali; come mai si è voluto a tutti i costi arrivare alla gestione privata (anche se con partecipazione pubblica) rinnegando scelte e decisioni precedenti e diverse; come mai approfittando dei nuovi e corposi canali di finanziamento del PNRR non si è predisposta alcuna azione atta a migliorare la rete idrica cittadina. Cosa ancora si potrebbe chiedere alla cittadinanza? Altro che pazienza. Vorremmo vedere altre realtà nella stessa situazione in cui si trova Siracusa, ormai da diversi decenni come reagirebbero…

Perchè, contrariamente a quanti, soprattutto politici, possano pensare dei loro concittadini, spesso indicati come “campioni della Scuntintizza” o “lamentosi per natura”, il siracusano può al massimo lamentarsi al bar oppure esprimere qualche critica sui social. Per il resto si accontenta, vivacchia, si adegua, subisce e si stanca. Mica è come certi albanesi, da settimane in “guerra” con il loro governo per evitare la costruzione di un Resort in una Riserva. E nemmeno come i cittadini di Calcutta o di Mumbai che con le loro proteste di piazza hanno costretto il Ministro della Pubblica Istruzione alle dimissioni. E neppure come i cittadini di Ankara che sfidando l’esercito e gli idranti hanno impedito l’abbattimento degli alberi in una piazza della capitale turca. Per fortuna, il cittadino siracusano non è di sicuro come gli abitanti della Val di Susa che contrastano con metodi drastici ma discutibili la costruzione della TAV. E nemmeno come il cittadino trapanese che non ci pensa due volte a passare alle vie di fatto contro l’ex presidente della squadra di calcio.

Dunque, tutti tranquilli perchè a Siracusa, politicamente e amministrativamente, si può fare di tutto e perseverare a produrre danni, tanto nessuno mai disturberà concretamente il manovratore. Perchè altrimenti non si comprenderebbe come mai, negli anni, la cittadinanza non si è mai mobilitata per ottenere, per esempio, la riduzione delle tariffe prevista per Legge quando l’utenza subisce un disservizio.

Come mai la cittadinanza tuttora non si mobilita per chiedere a Comune, ATI, Prefettura e quanti altri coinvolti se si ritiene giustificato che la Città debba pagare delle tariffe spropositate  e mediamente tra le più alte per un servizio che di fatto NON SI RICEVE.

Perchè è questo che in fondo e di fatto si tratta. Non tanto e non più della sterile lamentela del perchè ci sono i guasti e le interruzioni, ma piuttosto della presa d’atto che se il servizio non viene erogato o viene erogato male non può essere pagato come se fosse buono. Chi di dovere intervenga in tal senso. E se la Città non è capace di iniziative appropriate, di prese di posizioni, di manifestazioni di piazza e di qualsiasi altra manifestazione di protesta civile ma efficace, quantomeno chieda la sospensione o la riduzione delle tariffe, E tanto per incominciare lo facciamo noi della Civetta.

In attesa di prese di posizioni più specifiche e di iniziative in merito più concrete da parte di cittadinanza, associazioni e, perchè no, di partiti spesso in letargo ma che finora nemmeno affiorano, ci affidiamo a San Francesco: Laudato sì, mi Signore, per sorella aqua, la quale è molto utile e umile e preziosa e casta… e ci prepariamo ad affrontare (a secco) il Generale Agosto.

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