C’è qualcosa che non va nei concorsi pubblici indetti dai Comuni del siracusano. Mentre sembra calata una coltre di disinteresse su quanto accaduto a Melilli di cui tanto ci siamo occupati (evidentemente eravamo solo noi a vedere irregolarità e stranezze o, volendo essere più ottimisti, sono giurassici i tempi degli accertamenti nel merito della legittimità o meno delle procedure) si apre il caso di Carlentini. Di portata minore crediamo perché qui sembra si abbia a che fare con le difficoltà nell’uso di una elementare calcolatrice e sulla capacità di comprendere quando si deve sommare, quando sottrarre, e quando star fermi. Immobili.
I fatti sono semplici. Il 16 luglio scorso si sono svolte le prove preselettive per la copertura di 10 posti di agente di Polizia Locale (part-time) presso il Comune di Carlentini previste nel caso in cui le domande di partecipazione avessero superato il numero di 50. Cosa avvenuta perché la fame di lavoro ha smosso ben 153 aspiranti nonostante si trattasse di un’assunzione per un periodo inferiore a 12 mesi “per esigenze temporanee e stagionali” data la “vocazione turistica” del comune, con l’avviso che “In nessun caso il rapporto di lavoro a tempo determinato potrà trasformarsi in rapporto di lavoro a tempo indeterminato”. Insomma, a muovere tanti, l’obiettivo di raccogliere titoli con la recondita speranza di poter puntare a qualcosa di più duraturo nel tempo.
Secondo quanto stabilito dal bando, il calcolo del punteggio avrebbe dovuto seguire una formula precisa: 0,50 punti per ogni risposta esatta e una penalità di -0,15 per ogni risposta errata, 0 punti per ogni risposta omessa o multipla, con una soglia di sbarramento fissata a 21 punti. Solo 50 i candidati che avrebbero potuto accedere alla prova orale.
Sorvoliamo su domande di cultura generale soprattutto relative a conoscenze sportive (si aprirebbero considerazioni satiriche, e illazioni varie, che affidiamo ad altra penna), glissiamo sul ritardo di una trentina di minuti con cui è iniziata la prova per aspettare un candidato il cui aereo non è stato puntuale, e soffermiamoci sui punteggi. Basterebbe quello del primo classificato che su 60 domande risponde correttamente a 50 (quindi punteggio pari a 25), ne sbaglia 10 (meno 1,5) e quindi dovrebbe totalizzare 23,5 e invece si ritrova con 26,5. Ma almeno la prova risulta comunque superata.
In realtà, secondo la graduatoria ‘gonfiata’, sarebbero 51 gli ammessi (con i pari merito, sic) mentre, calcolatrice alla mano e testa funzionante, solo 8 supererebbero il punteggio di 21, il minimo convenuto.
Ma c’è una notizia in positivo in questa vicenda, che fa comunque la profonda differenza con l’affaire Melilli. A riprova di come la partecipazione attiva e il controllo civico siano l’unico vero antidoto alle sviste (o presunte tali) della Pubblica Amministrazione, alle prime pec di protesta immediatamente la Commissione si è attivata e ha già emendato gli errori ammettendo alla prova orale solo 8 candidati. Sei in realtà perché sembrerebbe che 2 abbiano anche superato la preselettiva svoltasi nei giorni precedenti per 4 posti a tempo indeterminato. Mancherebbero quindi ancora 4 unità per colmare il vuoto di organico del Comune. Un altro concorso? Forse scegliendo domande più attinenti al tipo di concorso? Forse dotandosi di calcolatrice e testa pensante?

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