Vendere acqua a caro prezzo
Malgrado ancora persista una specializzazione medica in Idrologia e cure termali, attribuire ad un’acqua, destinata all’uso potabile quotidiano, azioni farmacologiche o indicazioni terapeutiche può dar luogo ad equivoci significativi. Se un’acqua è oligominerale non può mai avere azioni terapeutiche, sia per l’esiguità dei minerali posseduti sia per la lapalissiana evidenza che è l’acqua in sé ad avere effetti sulle persone, qualunque acqua sia definita potabile. Eppure accade regolarmente che siano pubblicizzate acque minerali che fanno balenare ai cittadini di possedere azioni di cura.
Che questo mercato generi sospetti di veicolare falsi bisogni e falsi miti ci sembra chiaro. Di certo il mercato italiano delle acque minerali è il primo in Europa e nei primi tre posti al mondo per consumo di acqua in bottiglia. Gli italiani bevono e pagano convintamente di tutto, compresi business inventati ad arte e alimentati da una macchina pubblicitaria poderosa che non teme critiche e controlli. Sebbene non sia calata l’attenzione su ogni tipo di inquinamento del pianeta, l’italiano medio insegue mode culturali che demonizzano la chimica negli alimenti e nelle coltivazioni (si pensi al business del biologico) ma non si accorge di essere fra i maggiori responsabili planetari dell’invasione delle plastiche nell’ambiente.
Pare sempre più vero e presente il fenomeno dell’invasione del corpo umano da parte delle microplastiche e ci piacerebbe fosse una fake. Non lo è.
Integratori alimentari
Un altro fenomeno che dovrebbe preoccuparci è quello che concerne il consumo di integratori alimentari. Anche in questo campo portiamo il primato in Europa. Otto italiani su 10 assumono integratori. Ammesso che l’alimentazione in Italia sia così gravemente deficitaria da doversi integrare con micronutrienti, vitamine, varie erbe e fermenti, qualcuno dovrebbe chiedersi come mai queste sostanze siano cosi costose da superare i mille euro al chilo. Ricordando a tutti che il nostro Servizio sanitario dispensa gratuitamente quelle pochissime vitamine la cui carenza causa conseguenze sanitarie di una certa importanza, a noi non sembra che gli Italiani siano affetti da mal nutrizione. Siamo più che certi che, anzi, mangino peggio di come dicono, troppo e male. Dilagano infatti le malattie metaboliche, l’obesità anche infantile, il diabete a percentuali più alte di altre nazioni europee.
Se di integrazione c’è bisogno suggeriremmo quella culturale, scolastica e scientifica. Un cenno merita il fenomeno degli integratori alimentari prescritti da medici. Se fossero farmaci non ci vedremmo nulla di male. Invece farmaci non sono ed il ministero della Sanità vieta che si possano attribuire ad essi effetti terapeutici, riportati per iscritto sulla confezione. Purtuttavia le farmacie esplodono di migliaia di confezioni che prevalgono su quelle dei veri farmaci. Un medico che curi con piccole dosi di alimenti a carissimo prezzo ingenera tanti sospetti ed elude le norme deontologiche della professione. Nel silenzio delle istituzioni che potrebbero sanzionare e controllare il fenomeno.
Le notizie false hanno il pregio di attecchire molto più delle notizie vere e sono difficili da riconoscere perché molto più gradevoli e riproposte in modo ripetitivo e suggestivo per i nostri sensi (bellissime modelle o modelli, belle musiche, rappresentazioni bucoliche o gioiose, colori gradevoli). Uno dei segreti della longevità delle false notizie sta nel nostro cervello che crede come vere le cose ripetute da tutti e frequentemente. Quando un pubblico interessato apprende queste riflessioni sulla disinformazione sanitaria ha sempre la stessa reazione e vuol sapere chi dovrebbe tutelare i cittadini.
La risposta è duplice: -solo sistemi politici e sanitari di qualità possono accedere alla verità con certezza e fare in modo di ristabilire lo squilibrio che vede sempre trionfare il falso. -per debellare le fakes sanitarie il miglior rimedio rimane un buon medico con cui coltivare un rapporto di fiducia. Se mi fosse concessa una battuta finale sosterrei che in Italia bisognerebbe tirare le orecchie a quelle istituzioni pubbliche che si occupano di salute, istruzione e professioni, come gli ordini dei medici, fra l’altro. Vero è che le percentuali di analfabeti funzionali in Italia è incredibilmente alta, i cattivi maestri sono troppi ma solo le istituzioni pubbliche possono frenare questi desolanti fenomeni. Sul motivo per cui non lo facciano omettiamo ogni considerazione. Vuoi vedere che tanti analfabeti sono una risorsa per poteri politici lobbistici e corrotti?

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