Era prevedibile che la scelta di Woopi Goldberg nel ruolo di Medea facesse discutere. Sono naturalmente fondate le opinioni critiche di Mario Blancato, di Corrado Giuliano e di Carmelinda Gentile e di altri. Tuttavia io credo che la straordinaria bravura dell’attrice americana sorprenderà positivamente. Secondo me sarà la nuova Medea ribelle. In via del tutto eccezionale, questa volta mi schiero con gli “innovatori”, ma come semplice cittadino. L’unica mia riserva, mi perdoni l’interessato, è la regia di Peparini che potrebbe fare della tragedia di Euripide una sorta di musical. Penso anche che si porranno problemi di traduzione.
Tutto sommato considero comunque intrigante lo strappo, pur prendendo le distanze dall’operazione di marketing culturale che presumo sia stata ispirata dal presidente della Fondazione Inda, Francesco Italia, forse su suggerimento di Giuliano Peparini. Ora, senza nulla togliere alla versatilità di Peparini, va sottolineato che l’essere nelle grazie del sindaco-presidente non può giustificare l’overdose di incarichi che gli vengono dati. Il consiglio di amministrazione dovrebbe porre un limite.
Purtroppo, come vado dicendo da anni, l’Inda funziona per quote: il presidente Italia gira e rigira propone Peparini, la professoressa Margherita Rubino, assieme al professor Guido Paduano, direttore della rivista Dioniso, sceglie nell’ambito di un certo giro i traduttori. Il primo nome che viene in mente è quello del grecista Walter Lapini, professore ordinario all’Università di Genova, capo del dipartimento in cui insegnava la professoressa Margherita Rubino. Il secondo nome è quello di Giorgio Ieranò che insegna all’Università di Trento, il terzo è quello di Caterina Mordeglia, sua associata. Poi c’è il prof Nicola Cadoni, liceo classico di Sassari, e quello di Francesco Morosi, allievo e pupillo di Giudo Paduano. E mi fermo qui. Si ha l’impressione che esista un cerchio magico del quale fanno parte alcuni grecisti, tutti bravi naturalmente, ma anche tutti vicini al consiglio di amministrazione e al comitato di redazione della rivista Dioniso. Università importanti come quelle di Torino, Milano, Pavia, Padova, Urbino, Bologna, Ferrara, Venezia, Roma, Napoli, Salerno, Palermo, Catania sono tagliate fuori. Il sovrintendente artistico e culturale faccia il conto delle traduzioni assegnate ai docenti del cerchio magico: si sorprenderà.
Credo che la consigliera delegata, Marina Valensise, sia estranea al giro dei traduttori, pur essendo il vero dominus dell’Inda, ma anche quella che tiene in piedi la baracca.
Se non ricordo male, nei prossimi mesi il Consiglio di amministrazione della Fondazione dovrebbe essere rinnovato, ma se devo essere sincero, tenuto conto delle performance culturali di questo governo, non mi aspetto alcun rinnovamento. È possibile che a sostituire la professoressa Rubino, di cui non sentiremo la mancanza, sia qualcuno/a con la fiamma nel cuore.

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